La presidente Marini ad Assisi

di Ivano Porfiri

Oltre 600 tra facce note in politica e altre che sembrano spaesate. Tutta la schiera dei renziani ma anche le altre anime del Pd umbro. Parte dal teatro Lyrick di Santa Maria degli Angeli la rincorsa alla riconferma di Catiuscia Marini alla guida della Regione nelle prossime elezioni di maggio. Un evento, #UmbriaVerso, fortemente voluto dal segretario Giacomo Leonelli, che dal trampolino di questa Leopolda in salsa umbra si lancia in una contesa che lo vedrà coinvolto in prima persona. La lunga giornata è partita sulla falsariga della Leopolda originale: brevi saluti iniziali, poi via ai dibattiti tematici nei 35 tavoli allestiti. Scenografico l’avvio di Leonelli, che ha acceso le luci alla sagoma di pullman che dà forma al tavolo: «Pullman simbolo di una comunità in cammino», ha detto. A margine dell’incontro (l’intervento ufficiale è previsto per il pomeriggio) Leonelli ha espresso soddisfazione sulla partecipazione. «Questo era quello che volevamo, un evento dove il Pd mettesse a disposizione la sua grande casa per permettere a ognuno di entrare e dire la sua e aiutarci a migliorare. Questo è il tema del nostro progetto politico. Il centrodestra sta facendo semplicemente un accordo di potere, mettendo insieme tutto e il contrario di tutto senza un minimo di programma comune, senza alcun tema che è stato proposto. Semplicemente, invece, noi abbiamo deciso di parlare di temi, partire dai temi e dai contenuti, parliamo di futuro con tutti coloro che vogliono darci una mano. Attraverso i 35 tavoli tematici vogliamo interpretare quella voglia di futuro che c’è in Umbria e che speriamo di rappresentare anche con un assetto complessivo molto rinnovato anche per quanto riguarda la lista, non perché il passato è male, l’abbiamo detto tante volte, ma perché il futuro arriva e noi dobbiamo essere pronti a interpretarlo. Per questo, però serviva un bagno di umiltà, serviva evitare quella tracotanza e quella supponenza che spesso ha contraddistinto anche il Pd in Umbria dove pensavamo di avere le ricette in tasca. Non c’è fortunatamente questo approccio, c’è fortunatamente l’approccio di aprire le nostre porte per permettere a chiunque di entrare e dirci un po’ come la pensa per migliorare tutti insieme».

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Marini Atteso per la chiusura anche l’intervento della presidente Catiuscia Marini, presente però anche all’apertura dell’evento. «Oggi – ha detto – è intanto una giornata importante perché ci sono tante persone del Partito democratico, ma anche della società regionale. Sicuramente dobbiamo essere un partito come quello di oggi, che è aperto a un confronto, a raccogliere idee e proposte. L’Umbria che immaginiamo è un’Umbria che torna ad essere competitiva da un punto di vista economico e del lavoro. Per fare questo abbiamo bisogno di poter selezionare proposte, progetti, idee ma anche di dare forza a quell’imprenditoria coraggiosa, a quelle imprese che abbiamo chiamato ‘resistenti alla crisi’, che mentre c’era il temporale non si sono riparate con l’ombrello, ma sono andate a cercare luoghi dove c’era il sole. Cioè sono le imprese dell’innovazione, dell’export, dell’internazionalizzazione. Oggi il Pd ha invitato anche tanti imprenditori e tante persone che possono tornare a dare lavoro. Un’Umbria che consolida alcuni tratti identitari, cioè che dà valore alla coesione sociale, all’ambiente e alla cultura. Io credo che quando la politica deve accompagnare una fase molto robusta di progetto per lo sviluppo e la crescita abbia bisogno, intanto di avere persone che vogliono esercitare fino in fondo la responsabilità della politica cioè di accompagnare questo progetto. E poi vogliamo fare liste che raccolgano anche il contributo della società civile, se per società civile intendiamo persone che si mettono in gioco per la prima volta in una responsabilità istituzionale e politica. In tutte le liste che accompagneranno la mia candidatura ci saranno persone con queste caratteristiche».

Bonaccini Il primo a prendere la parola dal palco è stato il governatore dell’Emilia Romagna, Stefano Bonaccini. «L’Umbria – ha esordito – è una bellissima terra che ha oggi la possibilità di un riscatto con una brava presidente già al lavoro da cinque anni. Con il voto, le Regioni possono indicare la strada, proseguendo nella direzione che abbiamo già imboccato con le cinque vittorie lo scorso anno». Su quei successi, però, «l’astensione fa ancora male, è l’indice di una tensione tra politica ed elettori che va superata con politiche vicine ai cittadini, restando in Europa ma cambiandola, facendo in modo che le politiche di governo siano vicine ai territori». Su queste, Bonaccini ha riferito che «il Paese vede finalmente la luce in fondo al tunnel, gli imprenditori stanno cominciando ad assumere, quindi dobbiamo imboccare un sentiero per sostenere i territori».

Serracchiani Uno degli ospiti della Leopolda umbra è la vice segretaria del Pd, Debora Serracchiani. «Il Pd – ha detto – è fortemente rinnovato in tutta la sua classe dirigente e sta creando i giusti stimoli per affrontare con rilancio la prossima campagna elettorale. Siamo consapevoli che interveniamo in un contesto di crisi economica e finanziaria che dura da tempo e quindi si parte dal basso, anche perché si parte dall’ascoltare i cittadini e i tavoli tematici vanno in quella direzione, cioè l’opportunità di raccogliere le idee e i contributi da tutti e di ripartire in un contesto nel quale finalmente ci sono dei, seppur timidi, segnali di ripresa».

L’attualità La vice segretaria ha affrontato anche i temi di maggiore attualità, a partire dal Jobs Act. «La riforma – ha detto – interviene nel momento giusto, tenuto conto anche di quello che sta accadendo a livello internazionale, cioè l’euro debole e quindi maggior export, l’abbassamento del prezzo del petrolio e l’intervento della Bce. Naturalmente il Jobs Act in questo momento può aiutare anche le assunzioni. Sono tante le imprese che in qualche modo stanno trasformando i contratti di natura diversa a contratti a tempo indeterminato e a tutela crescente. Importante anche l’intervento di riforma sugli ammortizzatori sociali e adesso bisogna dare attuazione anche al resto della legge delega». Sulla litigiosità del partito con il recente attacco di Bersani a Renzi e l’insofferenza della sinistra del partito, Serracchiani giura che «all’interno del Pd non ci sono né attacchi né scontri, è sempre stato così ed è giusto che sia così in un partito così grande: un confronto aperto, schietto, anche perché noi facciamo tutto in modo molto trasparente e aperto, a partire dalle direzioni nazionali e dalle assemblee che vengono mandate in streaming». Con un altolà. «Credo – ha detto – che ci sia però necessità di fare chiarezza: noi abbiamo affrontato il tema delle riforme con grande determinazione e continueremo a portarle avanti. Questo riguarda l’Italicum, che non potrà subire modifiche, e riguarda evidentemente anche la riforma del Senato e del Titolo V. Su questo ci siamo impegnati con il paese e non possiamo assolutamente tornare indietro». Infine sulla giustizia «il Pd ha l’obiettivo di fare la riforma della giustizia in modo da avere effettivamente una giustizia in questo paese che sia in grado di dare le risposte che da tanto tempo chiedono i nostri cittadini, a partire dall’allungamento della prescrizione, mentre «sul falso in bilancio ci siamo sempre presi l’impegno di non solo reintrodurlo ma anche di dare un’adeguata disciplina alla materia, e stiamo andando in quella direzione. Il ministro Orlando ce l’ha ben presente – ha concluso la vice segretaria – e sta lavorando ad un testo equilibrato».

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