di Daniele Bovi
Sono le 20 di sabato, da oltre un’ora è finita la presentazione della candidatura di Catiuscia Marini e gli operai smontano il palco. In una sala a fianco è riunito il gruppo dirigente del partito: si sentono le urla e il motivo non è ovviamente la scelta del ristorante dove andare a cena bensì i nomi della lista da votare qualche ora dopo. È in questo clima che il partito ha vissuto le ultime ore prima dell’assemblea regionale di domenica mattina, slittata dalle 10 fin quasi all’ora di pranzo proprio perché la quadra non c’era. Alla fine il via libera arriverà sia sulla deroga a favore di Eros Brega che sui venti nomi ma i malumori non mancano. Il partito è un calderone che ribolle e i motivi sono molteplici: i posti a disposizione in lista non sono più 30 ma 20, poi ci sono le ambizioni personali, l’assenza di un listino, le spinte dei territori, le tossine del congresso, le appartenenze alle diverse tribù e anche qualche rancore personale.
FOTO: I VOLTI DEI 20 CANDIDATI
Leonelli capolista Giacomo Leonelli sarà il capolista, poi per l’area di Foligno ci sono il segretario della Cgil Mario Bravi, il consigliere regionale uscente Luca Barberini, l’ex assessore della Provincia di Perugia Donatella Porzi e Rita Zampolini. «Due bocciani e due della sinistra. Così – spiegano – sarà competizione vera». Intorno al nome della Zampolini c’è stata battaglia per tutta la mattina e per farle posto c’è anche chi aveva proposto di togliere una donna di Terni, da dove sono arrivate barricate e minacce di abbandonare l’assemblea. A secco quindi rimane Spoleto e le accuse sono incrociate: «Sono quelli della sinistra – dicono i renziani – che per fare entrare la Zampolini hanno privato Spoleto della candidatura». «Venite – dice uno spoletino finita l’assemblea in tono non proprio amichevole – venite a fare la campagna elettorale a Spoleto». Dalla minoranza poi Fancelli ricorda che erano sei, e non cinque, i nomi richiesti dalla sua area.
IL LANCIO DELLA CANDIDATURA DI CATIUSCIA MARINI
I nomi Dal palco prende la parola lo spoletino Dante Andrea Rossi che riconosce il lavoro fatto dalla segreteria e poi va all’attacco: «Ci sono quattro candidature di Foligno – dice – e nessuno spoletino. Vabeh che è il centro del mondo, ma come lo spiegate? Qualcuno più di altri ha voluto forzare la mano facendo prevalere logiche famigliari su quelle politiche, cercando allo scopo pure di togliere qualcosa a Terni». «Riferimenti squallidi» (Vincenzo Riommi è l’ex marito di Zampolini) commenta Falasca dal palco, «cadute di stile» dicono altri. Si teme il peggio. Catiuscia Marini fa da pompiere: «Mi farò carico di quanto successo personalmente nelle forme e nei modi possibili». Tradotto, si troveranno posti nella ‘lista della presidente’ o, in caso di vittoria, in giunta.
I perugini Per l’area di Perugia, oltre a Leonelli, corrono il medico Attilio Solinas (sponda sinistra) e l’operaia della Perugina Simona Marchesi che Pensi ascrive alla sinistra (fatto che ha mandato molti del partito di Perugia su tutte le furie: «Così si delegittima il percorso fatto fino ad ora») e la vicepresidente Carla Casciari, voluta da Catiuscia Marini e accolta dal Pd del capoluogo senza troppo entusiasmo, per usare un eufemismo.
Caso Pucciarini Sfuma invece quella che era parsa nelle ultime ore un’ipotesi molto probabile, ovvero quella della presidente dei giovani di Confcommercio Chiara Pucciarini. Con i territori ventre a terra, non c’erano le sufficienti garanzie ma per lei, che pescherebbe in parte nello stesso mondo di Anna Rita Fioroni, si potrebbero aprire le porte della ‘lista Marini’. «Ci sarebbe piaciuto un rappresentante del mondo dell’impresa – ha detto Leonelli – ma non è stato possibile». Pucciarini non la prende bene: «Prendo atto – scrive in una nota inviata a Umbria24 – con profonda amarezza della decisione della segreteria regionale del Pd di non includere il mio profilo tra quelli proposti all’assemblea di oggi ed esprimo la mia più grande delusione per non avere colto ancora una volta l’opportunità di rappresentare (attraverso la mia disponibilità come presidente dei giovani di Confcommercio della provincia di Perugia), una parte importante del mondo imprenditoriale dei giovani umbri e non solo. Smentisco le voci secondo le quali mi candiderei nella cosiddetta lista civica della presidente Marini e comunico con fermezza la mia non disponibilità a farne parte».
Gli altri Poi ci sono Marco Guasticchi, i consiglieri uscenti Gianfranco Chiacchieroni (Marsciano), Fernanda Cecchini (Città di Castello), Manlio Mariotti (Umbertide) e Andrea Smacchi (bocciano eugubino). L’area di Bastia sarà presidiata dalla renziana e fedelissima di Leonelli Ramona Furiani e il Trasimeno (che appoggerà anche Leonelli) da Alessia Dorillo. In provincia di Terni ci sono l’orvietano Fausto Galanello per l’area della sinistra, Nicoletta Antonini per il Narnese-Amerino e per Terni Fausto Paparelli, Francesca Olivieri ed Eros Brega. Intorno alla deroga per il presidente del consiglio il dibattito è stato accesissimo. In teoria, da regolamento, si sarebbe dovuto votare con il voto segreto, chiesto da buona parte della sinistra, contro il quale si sono espressi Bocci e pure Gianluca Rossi: «Bisogna assumersi le responsabilità alla luce del sole – ha detto il primo – e dopo la bella giornata di ieri dobbiamo avere senso di responsabilità. Altro non sarebbe comprensibile».
Caso Brega La temperatura sale di parecchio e il timore è che nel segreto dell’urna Brega possa essere impallinato a causa non tanto della sinistra del partito, che ha ribadito con Riommi che loro avrebbero votato no in entrambi i casi («non è una questione personale, è sbagliata politicamente perché siamo impegnati in un’operazione di rinnovamento»), quanto di defezioni nella maggioranza. Leonelli prende la parola e chiede un gesto di «responsabilità e generosità». Marini prova a cucire: «L’approccio deve essere politico, la lista va votata nel suo complesso». Mettere in discussione Brega quindi avrebbe significato mettere in discussione molti equilibri. Da qui il caos delle ultime ore. Alla fine, si vota per alzata di mano: solo 22 i voti contro Brega e quattro contro la lista. «Tutto questo casino – commenta un renziano – e poi sono quattro gatti». «Ci abbiamo messo una pezza» dice invece più d’uno, spaventato perché dopo il bagno di folla di sabato la domenica il partito è tornato a dividersi sui nomi.
Soldi Durante l’assemblea sono state votate anche le linee programmatiche e alcune norme finanziarie: per tutti i candidati ci sarà l’obbligo di rendere trasparenti i contributi, di dare mille euro all’accettazione e 1.200 mensili in caso di elezione (1.500 se si ricoprono anche altre cariche), quattromila all’atto dell’elezione e cinquemila per chi viene nominato assessore esterno. Per quanto riguarda gli staff, bisognerà usufruire in primis di quelli del partito, che al momento non naviga in buone acque. «I tentativi di innovazione – ha commentato Leonelli – sono visibili e in questa lista ci sono elementi positivi. Quattro candidati su 20 hanno meno di 40 anni (l’altra volta zero), dieci candidati (metà della lista) non hanno mai avuto ruoli apicali in Regione, Province e Comuni, e in più c’è tanta società civile rappresentata». Per altri invece la lista non è così rappresentativa, contiene meno innovazione di quella promessa e non ha troppa capacità di parlare all’esterno del partito. Martedì mattina la presentazione ufficiale.
Twitter @DanieleBovi

Ma Marco Guasticchi è Marco Vinicio Guasticchi ex presidente della provincia?se fosse quello scordatevi i voti caro PD fate chiarezza per cortesia.Grazie
Fidatevi di me IL motto della Marini,il problema è che Ricci rappresenta il nulla e il resto il niente e la Marini un passato fatto di bho?come siamo ridotti
Lo sapete che paparelli di terni è stato eletto democraticamente solo nel piccolo comune di Montecastrilli, anni fa..e da quel momento in poi assessore esterno alla provincia e poi assessore esterno in regione..io non lo voto di sicuro.
Io voterò chi mi rappresenterà per bene.e sicuramente non voterò pd