Catiuscia Marini (Foto F.Troccoli)

di Daniele Bovi

Accostamento di colori molto vivaci, che ricorda quanto fatto durante la campagna per la segreteria Pd di Ignazio Marino, le testimonianze della «società civile», nessun simbolo del Pd, una regia studiata fin nei dettagli e uno slogan: «Tutti per un’Umbria più forte». Di fronte a circa 5-600 persone sabato pomeriggio al centro congressi di Umbria fiere a Bastia Umbra si è aperta la campagna elettorale di Catiuscia Marini, che con un discorso di 40 minuti ha fatto partire ufficialmente la caccia al secondo mandato. Ad ascoltarla un mondo variegato fatto di tantissimi amministratori e parlamentari dem, molta Cgil, rappresentanti della Uil, pezzi di università (tra i volti conosciuti quelli di Luca Ferrucci e Margherita Raveraira), di sanità (il direttore dell’Azienda ospedaliera di Perugia Walter Orlandi ed Emilio Duca), rappresentanti della Cna come Roberto Giannangeli e di Legacoop, tanti dirigenti di punta della Regione, alleati come Stefano Vinti e Silvano Rometti.

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INTERVISTA VIDEO: «PENSO AGLI UMBRI»

Video-testimonianze Il pomeriggio parte con un video fatto di una serie di testimonianze a cavallo tra l’Umbria di oggi e quella di domani. C’è il titolare di un’azienda che produce cashmere, un dipendente di una società che lavora nel mondo del digitale, l’operatrice culturale, Antonio Alunni delle Fucine umbre, la studentessa, la maestra d’asilo, la ricercatrice e pure i turisti all’aeroporto, uno scienziato, il partigiano, l’imprenditore straniero e così via. Insomma, una sorta di pantheon della società civile, mondi rappresentati o che si vuol rappresentare di più e meglio.

Da Di Girolamo a Turcheria Volti e parole come quelli che arrivano poco dopo su un palco non rialzato, che dà più la sensazione di vicinanza con la gente che ascolta. Si parla di innovazione e manifattura digitale con Marco Pauselli della Hub Corciano, di volontariato con Nadia Armeni della Caritas, di cultura con Paolo Belardi (direttore dell’Accademia di belle arti di Perugia). Al microfono anche Leopoldo Di Girolamo, «che parla un po’ per tutti i sindaci della regione che hanno vissuto anni difficili», l’infermiera Monia Ceccarelli che parla di sanità, il ristoratore Giuseppe Rosati, un dipendente della Perugina come Luca Turcheria (ex sindaco di Lisciano Niccone) e Roberta Datteri, imprenditrice del settore ceramica a Deruta.

Più concretezza che pathos Di fronte a questa platea Marini nel suo discorso ha letto un discorso costruito più con la concretezza che con il pathos e l’emozione, interrotto da sei applausi il più forte dei quali è per Margherita Peccati e Daniela Crispolti, le dipendenti della Regione uccise negli uffici del Broletto, un episodio che ricorda molto da vicino quanto successo all’interno del palazzo di giustizia di Milano. Forte emozione anche quando Marini ha ricordato Franco Tomassoni. Un discorso dove è stato ripercorso quanto fatto fino ad ora e le difficoltà incontrate così come la volontà di un futuro da costruire usando le armi del rinnovamento.

«Umbri fidatevi di me» «Fidatevi di me» ha detto Marini in chiusura. Tra i passaggi forse migliori quello in cui la presidente uscente ha parlato di «microscopio» e di «telescopio». «Troppo spesso – ha detto – è stato usato il primo per indagare ciò che non ha funzionato e troppo poco il secondo per indagare ciò che non è familiare, che non è alla nostra portata, che è meno rassicurante». Insomma, bisognerà saper guardare «dietro l’angolo» senza però cadere «nella tentazione di un’utopia astratta». Marini ha parlato della «volontà di andare a scovare le persone che mandano avanti l’Umbria» per «pensare a una regione che sappia andare oltre il periodo di crisi che abbiamo vissuto. Bisogna aprire le porte al futuro e favorire chi vuole modernizzare. Non vogliamo essere la Cenerentola del Centro Italia».

Nessuna vergogna per sprechi Quelli del governo della Regione Umbria sono stati anni difficili ma anche per certi versi virtuosi e Catiuscia Marini si è detta «orgogliosa di una Regione che non ha fatto vergognare gli umbri per gli sprechi e le spese della politica» utilizzando inoltre «con intelligenza i fondi strutturali europei». Quella degli ultimi cinque anni è stata una Regione che «ha lavorato ogni giorno per salvaguardare il bene più prezioso: la salute», ha ricordato la Marini, che nella seconda parte del proprio mandato ha raccolto la delega alla Sanità.

Ridare sogni ai giovani Applaudito anche il passaggio in cui ha sottolineato che il partito a volte non è riuscito a valorizzare davvero il merito e quello in cui si parla di giovani: «Bisogna – ha detto – riportare desideri e sogni alla portata dei più giovani. Con loro ci rimetteremo in marcia più velocemente». «Oggi – ha proseguito – siamo chiamati ad aprire le porte che danno sul futuro. Dispiegare nuove opportunità, aiutando i cittadini, come le imprese». La sfida è «provare a vedere più lontano» e «avere il coraggio di scegliere». E in chiusura la citazione dello slogan di Leonardo Cenci: «Avanti tutta».

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One reply on “Regionali, Catiuscia Marini si lancia verso le elezioni: «Fidatevi di me, costruiremo un’Umbria più forte»”

  1. I politici non vogliono che esistono ideali ……ma quando ci sono da votarli dobbiamo votarli ma se non dobbiamo avere ideali con quali motivazioni?????????????????????????..?????????.????.

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