di Daniele Bovi
Il modello a cui ispirarsi è quello dell’esperienza spagnola di Podemos, l’alleato naturale è L’Altra Umbria, le motivazioni che hanno portato alla scelta sono sia politiche che economiche, il candidato presidente adatto a incarnare il progetto potrebbe essere Rita Castellani. Professoressa di Economia del Welfare a Terni, una lunga militanza dentro il Pd, il sostegno all’area Civati di cui è stata una dei portabandiera e ora lo strappo, l’addio al partito per dare vita ad una lista alternativa al centrosinistra di Catiuscia Marini. «Una lista di cittadinanza – ha detto mercoledì a Perugia presentando “Possiamo” – per rappresentare la comunità umbra».
L’interprete Con lei, assicura, c’è la maggior parte dei civatiani della regione (un paio di dirigenti sono in sala), quelli che all’ultimo congresso sono riusciti a conquistare il 10 per cento. Ad ascoltarla c’è lo stato maggiore di Rifondazione e de L’Altra Umbria, compreso il professor Mauro Volpi, e pure Gigi Bori, ex segretario di una Sinistra e libertà frantumata. Con L’Altra Umbria «Possiamo» punta a dare vita ad una coalizione il cui portabandiera sarà scelto alla fine della prossima settimana: «Se sono disponibile? Tutti siamo disponibili ma chiunque sarà – spiega Castellani – sarà un interprete del programma, non un leader»; una piattaforma sulla quale si sta ragionando in questi giorni.
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I perché «L’alternativa al dare vita a questa esperienza – dice la professoressa – era starsene a casa e non andare a votare, e devo confessare che la tentazione è stata forte». Poi però sono arrivate «delle sollecitazioni e anche qui sta succedendo quello che è accaduto in altre parti d’Italia». La goccia che ha fatto traboccare il vaso, il fattore che ha convinto Castellani a mollare il Pd è stato il Jobs Act, mentre a livello locale la professoressa registra «l’immobilismo, il consociativismo trasversale, il tentativo di allontanare gli elettori dalle urne con una legge elettorale che non permette ai cittadini di essere rappresentati. Il tutto in nome del mito della governabilità».
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L’Umbria perde colpi Nel mirino di Castellani ci sono anche l’aggiornamento del Piano rifiuti, quello di sviluppo rurale «rinviato al mittente dall’Ue», il testo unico sul governo del territorio che è stato impugnato da palazzo Chigi e dati economici poco brillanti: la professoressa parla di un Pil per abitante in calo, di un indice di povertà arrivato a toccare il 10,9% e non solo. Un’Umbria «che negli ultimi 15 anni ha perso colpi. È evidente – sottolinea in chiusura Castellani – che il modello umbro ha bisogno di un cambiamento significativo. Cambiamento che viene negato dalla presidente Marini, che rivendica anzi la continuità con la sua “buona amministrazione”». Ancora qualche giorno e si capirà se, oltre a Laura Alunni del M5S, un’altra donna proverà a dare la scalata a palazzo Donini.
La replica del Pd Parole che non sono piaciute al Pd di Terni che «accoglie con sorpresa, ma esclusivamente dai media l’impegno della sua ex iscritta Rita Castellani nel progetto “Possiamo”». «Lungo è il percorso e mutevole il suo pensiero – aggiunge il Pd – ma in speranzosa attesa di rintracciare la consistenza e l’utilità storica del nuovo progetto a cui ha aderito, a lei rivolgiamo i nostri migliori auguri affinché trovi dopo anni la sua dimensione e la sua definitiva ma sempre rimandata consacrazione».
Twitter @DanieleBovi
