In Umbria alle 23 di domenica l’affluenza si attestava al 21,9 per cento appena al di sotto di quella nazionale del 22,7. In particolare, il dato della provincia di Perugia segna 21,9 per cento, con la partecipazione più alta a Paciano col 35 per cento e la minima a Cascia col 10,4 per cento, mentre in provincia di Terni alle 23 ha votato il 22 per cento degli aventi diritto, con Allerona in testa col 31,7 per cento e Montefranco fanalino di coda col 15,2 per cento.

Affluenza A Perugia città l’affluenza è del 24,4 per cento, mentre Terni è al 21,4 per cento. Per quanto riguarda i comuni più grandi questa l’affluenza delle 12: Foligno 23,1 per cento; Città di Castello 22,2 per cento; Spoleto 18,3 per cento; Assisi 19,2 per cento; Gubbio 21,9 per cento; Todi 16,8 per cento; Narni 23,5 per cento; Amelia 23 per cento; e Orvieto 24,1 per cento.

La denuncia di Fratoianni Il segretario nazionale di Sinistra italiana Nicola Fratoianni ha denunciato che nel seggio di Foligno, dove si è recato a votare per i referendum «la presidente del seggio, non si comprende in base a quale normativa, ha vietato l’ingresso a troupe e fotografi che sono riusciti comunque ad esercitare il diritto di cronaca da fuori della porta». Un episodio definito «surreale». Per Fratoianni si è trattato di «un comportamento inaccettabile su cui Avs presenterà un’interrogazione parlamentare al ministro Piantedosi e su cui chiediamo un intervento immediato del prefetto di Perugia».

Referendum Sono 659.165 gli umbri che per il referendum dell’8 e il 9 giugno sono chiamati a raggiungere i 1.001 seggi costituiti in Umbria già dal pomeriggio di sabato e che resteranno aperti dalle 7 alle 23 dell’8 giugno e dalle 7 alle 15 del 9 giugno. Cinque i quesiti, quattro per il lavoro (promossi dalla Cgil) e uno per la cittadinanza (promossi +Europa, Possibile, Psi, Radicali, Rifondazione comunista e molte associazioni della società civile). Previste cinque schede, una per ogni quesito referendario, distinte per colore. Ogni elettore potrà scegliere liberamente se votare «sì» o «no» per ciascun quesito. Affinché il risultato dei referendum sia valido, è necessario raggiungere il quorum del 50 per cento più uno degli aventi diritto al voto, che rappresenta il primo scoglio del voto dell’8 e del 9 giugno.

Cosa c’è da sapere sui quesiti Umbria24 nelle ultime settimane ha proposto cinque approfondimenti, uno per ogni quesito, che vi proponiamo di seguito. Il primo quesito è dedicato al Jobs act e potrebbe riscrivere le regole sui licenziamenti. Con il secondo quesito si vuole cancellare il tetto di sei mensilità per gli indennizzi in caso di licenziamento illegittimo a favore dei dipendenti di piccole imprese. Il terzo quesito mette al centro il precariato prevedendo che tutti i contratti a termine, anche quelli brevi, dovranno indicare una causale fin dall’inizio. Col quarto quesito si intende abrogare la norma che consente al committente di sottrarsi alla responsabilità solidale per i crediti di lavoro (stipendio, contributi, Tfr) dei dipendenti dell’appaltatore, se nel contratto è stato applicato un contratto nazionale firmato dalle organizzazioni «comparativamente più rappresentative». Infine, il quinto quesito, l’unico in materia di cittadinanza, che prevede di tagliare da dieci a cinque anni il requisito di residenza per ottenere la cittadinanza italiana. 

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