Un mastello per la raccolta differenziata

di Daniele Bovi

«Cosa dico ai cittadini? Che le leggi e i regolamenti vanno rispettati, altrimenti le persone vanno sospese e isolate, senza sconti di pena perché occorre garantire la legalità». Le parole sono dell’assessore regionale all’Ambiente Fernanda Cecchini che mercoledì a palazzo Donini ha fatto il punto sui dati del monitoraggio relativi all’andamento della raccolta differenziata in tutta la regione, parlando anche a quei cittadini che a casa fanno diligentemente la raccolta differenziata ma che poi, leggendo quanto emerso nelle ultime ore a proposito dell’inchiesta sui rifiuti, hanno ragionevolmente più di un dubbio sulla fine che fanno quelli differenziati. Una raccolta il cui dato complessivo, come scrive infatti il gip Alberto Avenoso nelle carte dell’inchiesta, almeno per quanto riguarda la discarica di Pietramelina potrebbe non corrispondere al vero.

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La differenziata La Regione da parte sua si limita ad analizzare i dati che vengono messi a disposizione dagli altri enti e ora, a quasi un anno dalla delibera di gennaio che imponeva ai Comuni di raggiungere alcuni obiettivi (come la raccolta porta a porta), tira una riga. Tredici in tutto i municipi (Gubbio, Lisciano Niccone, Scheggia e Pascelupo, Castiglione del Lago, Città della Pieve, Deruta, Massa Martana, Passignano, Piegaro, Tuoro, Monteleone di Spoleto, Poggiodomo e Preci) che a oggi non hanno inviato le schede in cui spiegano come hanno o come vogliono attuare quanto scritto dalla Regione. Secondo i dati dei quattro Ati la raccolta differenziata è passata dal 50,6 per cento del 2015 al 56,2 del primo semestre 2016, con buone possibilità di centrare il 60 per cento entro la fine dell’anno (per il 2017 la già citata delibera di inizio anno impone il 65 per cento e il 72 nel 2017).

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Negli Ati La situazione però sul territorio è diversificata. Nell’Ati1 si è passati dal 50,5 per cento del 2015 al 53 del primo semestre di quest’anno, con punte del 73 per cento a Umbertide e del 59 a Gualdo Tadino; l’Ati2 ha certificato una crescita dal 59,1 al 61,7 per cento: a Perugia, Assisi, Bastia, Marsciano e Todi il dato è già oltre il 60 per cento e per quanto riguarda il capoluogo la Regione invita a togliere i cassonetti dalle strade e ad attivare la tariffa puntuale prima della fine del 2018, data fissata dal Comune. Più indietro l’Ati3, dove dal 45 per cento la differenziata è cresciuta fino al 48,8 per cento, con Foligno però già sopra il 60 per cento. Il balzo più importante nei primi sei mesi dell’anno lo ha realizzato l’Ati4: dal 50,6 al 56,2 per cento quando nell’ultimo biennio era stato appena del due per cento. «Qualora nelle prossime settimane – scrivono gli uffici della Regione – venisse compiutamente attivata la raccolta domiciliare su tutto il territorio di Terni, sarebbe possibile il raggiungimento dell’obbiettivo del 60 per cento per il secondo semestre 2016». E per centrare quelli più ambiziosi nel 2017 e 2018 sarà fondamentale eliminare il sistema misto, in primis a Perugia.

Le multe La delibera della giunta per chi non si fosse attenuto a quanto previsto prevedeva delle multe, che sono state fatte, per un totale di meno di centomila euro. Per la precisione 10 mila all’Ati1, seimila all’Ati2, 20 mila all’Ati3 e 40mila all’Ati4.

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