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Da sinistra Pastura, Carini e Caponi (foto F. Troccoli)

di Daniele Bovi

Non è un vero e proprio strappo, e non potrebbe essere altrimenti, ma di certo tutti i puntini sulle «i» sono stati messi. Giovedì mattina nella sala del consiglio provinciale di Perugia i vertici del Partito socialista umbro hanno fatto il punto sulla composizione delle liste di quella che avrebbe dovuto essere la coalizione di centrosinistra. Presente il segretario regionale Cesare Carini e i due provinciali, ovvero Rossano Pastura (Terni) e Carlotta Caponi (Perugia); in sala l’assessore regionale Giuseppe Chianella, il consigliere regionale Silvano Rometti, il vice presidente della Provincia Roberto Bertini, il sindaco di Città di Castello Luciano Bacchetta e altri ancora. Insomma, c’è lo stato maggiore del garofano che in Umbria ha un suo peso politico, ricordato puntigliosamente (dai 12.200 voti presi alle regionali alla presenza in tante giunte e consigli). «Non vogliamo creare nessun caso politico – esordisce Carini – ma è necessario fare un chiarimento».

FOTOGALLERY: LA CONFERENZA STAMPA

Esclusi Prima di tutto i socialisti, esclusi dalle liste (in pole c’era Rometti per un posto in quota coalizione), oltre a non candidare loro uomini nella lista «Insieme» non parteciperanno a iniziative elettorali e non daranno vita ai comitati. Per il resto, ogni decisione è rimandata agli iscritti e alle decisioni che verranno prese dagli organismi dirigenti. Nel mirino c’è un Pd, nazionale e locale, che «per sistemare appetiti interni ha allargato le braccia – dice Rometti – facendo fuori chi gli stava intorno». L’esclusione dalle liste viene giudicata «inadeguata e opportuna, è una questione di dignità politica, non di nomi. È stato un atteggiamento scorretto nei confronti dell’unico alleato e oggi non si può dire che la colpa è del nazionale o di qualcun’altro. Qui non ci sono colpe ma responsabilità politiche». E all’orizzonte ci sono le comunali di fine maggio, quando andranno al voto città importanti come Umbertide Spoleto, Corciano e non solo. «Non possiamo esserci solo quando i voti fanno comodo – sottolinea Caponi – forse è arrivato il momento di dire che basta così».

PARLA VALERIA CARDINALI: «SCARSA TRASPARENZA»

No a minacce A non piacere al partito anche i riferimenti fatti dal Pd al fatto che in giunta regionale siede Giuseppe Chianella; come a dire che la corda il Psi non la può tirare troppo: «È inutile minacciare chi è nelle istituzioni – osserva Carini – piuttosto ricomponiamo il quadro in modo sereno. Noi siamo una delle forze del centrosinistra che però deve essere plurale». Il percorso verso il voto poi in Umbria non è stato preparato in nessuna riunione di coalizione, mentre a Roma le cose intorno al 20 gennaio sembravano andare per il verso giusto per i socialisti umbri: «Nella nostra sede di Roma – racconta Rometti – abbiamo incontrato Fassino, Martina e Guerini e lì l’Umbria era sembrato il luogo giusto in cui potevamo essere politicamente rappresentati». Poi il quadro è cambiato, fino alla notte dei lunghi coltelli andata in scena al Nazareno. «Noi il centrosinistra vogliamo farlo – chiudono – ma bisogna essere in due». Al Pd umbro servirà un ago e molto filo nei prossimi giorni.

Twitter @DanieleBovi

Nata nel 1986, ha iniziato il suo lavoro da giornalista nel 2008 a Tuttoggi, approdando l'anno seguente al Corriere dell'Umbria, con cui tuttora collabora. In Umbria24 dal 2012, dove si occupa di cronaca nera e giudiziaria, economia, attualità e politica. In passato ha collaborato anche con Panorama. Componente del Consiglio di disciplina dell'Ordine dei giornalisti dell'Umbria.

One reply on “Il Psi umbro si chiama fuori dalla campagna elettorale: «Non possiamo esserci solo quando i voti fanno comodo»”

  1. Sono sempre AVANZI di democristiani e comunisti.
    L’ho sempre detto che da loro bisognava guardarsi le spalle, spero ora avete capito perché smisi di fare politica.

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