di C.P.
Le ultime elezioni di secondo livello del presidente della Provincia di Terni hanno visto trionfare il sindaco Stefano Bandecchi. Vittoria che non passa in sordina e che, soprattutto, sembrerebbe turbare gli umori della costellazione centrodestra. A seguito della proclamazione ufficiale, avvenuta lunedì mattina, il neo eletto presidente ha scelto la continuità, riconfermando – con atto firmato nel pomeriggio – Francesco Maria Ferranti (Fi) come vice di Palazzo Bazzani. Notizia che, ancor prima di diventare ufficiale, non è stata accolta di buon grado dal coordinatore regionale, Andrea Romizi, e quello provinciale, Stefano Fatale, di Forza Italia: «Comunichiamo di non aver mai chiesto incarichi, precisando che chiunque accettasse ruoli si porrebbe fuori dal partito».
Forza Italia Il caso Ferranti vicepresidente ha infiammato gli animi in casa Forza Italia e che dopo il primo ‘avvertimento’, martedì mantiene la linea. «Intanto è stato convocato un direttivo provinciale per il 10 aprile per confrontarsi sulle elezioni appena trascorse – spiega a Umbria24 il coordinatore provinciale di Terni, Stefano Fatale -. Poi sarà l’occasione anche per fare il punto sulla questione specifica». E mentre ancora non si conoscono le intenzioni di Ferranti, una cosa è certa: «Già ieri il coordinamento comunale di Terni ha richiesto il deferimento nel caso in cui accettasse la nomina». E se l’iter dovesse andare a buon fine, è «probabile che anche il coordinamento di Orvieto e quello di Narni si muoveranno». Innescata la miccia la palla passerà poi al coordinamento provinciale e regionale. A decidere però in merito a una possibile espulsione dal partito però non sta alle organizzazioni territoriali. Semmai la decisione sarà rimessa ai dirigenti nazionali. «Chiaro però che qualora Ferranti accettasse il ruolo offertogli, non rispetterebbe la linea politica del partito, ponendosi in una posizione ben distante da quella adottata da Forza Italia. Noi restiamo all’opposizione», tuona Fatale.
FdI I malumori si diffondono anche in casa Fratelli d’Italia, che non lascia nulla al caso: «Noi siamo alternativi a Bandecchi e alla sinistra». Una presa di posizione che arriva all’indomani della cerimonia di proclamazione del nuovo presidente della Provincia. Un presidente che «non può essere il nostro, così come non è il nostro sindaco». Ad affermarlo, in una nota congiunta, sono i gruppi di FdI in Provincia e Comune di Terni unitamente al coordinamento provinciale e regionale: «Confermiamo la volontà di condurre un’opposizione netta, senza compromessi o accordi, né pubblici né riservati. Per noi, la politica è costruita sui fatti e sulle esigenze dei territori, non su giochi di potere che lasciamo volentieri ad altri».
Pd A seguito delle elezioni, anche il mondo Dem dice la sua, sostenendo che l’esito delle consultazioni «si era già delineato al momento della raccolta delle firme per la presentazione delle candidature e non ha destato sorprese. La vittoria di Stefano Bandecchi segna il successo di un’operazione trasformista che vede trasferirsi massicciamente sul sindaco di Terni il voto di eletti del centrodestra». E ringraziando il candidato del centrosinistra Lorenzo Lucarelli, il segretario dell’unione comunale Terni, Pierluigi Spinelli, e il segretario della federazione provinciale Pd, Fabrizio Bellini, aggiungono: «Un sistema elettorale come questo, che non chiama al voto i cittadini ma solo gli eletti in votazioni precedenti, senza nessun legame con la realtà politica attuale, ha consentito l’affermazione di una persona che ha già dimostrato a più riprese, da ultimo nelle recenti elezioni regionali, l’irrisorietà e la fragilità del proprio consenso nel voto popolare». E «sotto questo profilo invitiamo il neo coordinatore di Forza Italia a guardarsi in casa e a come si è orientato il voto di qualche suo dirigente di riferimento». Intanto, il «Pd conferma il suo impegno ad assicurare una alternativa democratica a questa mala gestione trasformista».
