di Ma. Gi. Pen. 

Le elezioni per il nuovo presidente della provincia di Terni, si sa, sono un affare tutto politico e anche questa volta Stefano Bandecchi è pronto a essere l’ago della bilancia, il possibile Nord della bussola. Sì perché, è notizia delle ultime ore, il sindaco della città dell’acciaio avrebbe raccolto le 62 firme necessarie per presentare la sua candidatura a vertice di Palazzo Bazzani. A questo punto, la corsa potrebbe essere a tre col primo cittadino di Terni a sfidare il candidato del centrodestra e del centrosinistra.

Bandecchi ago della bilancia Per il nuovo presidente della Provincia di Terni si vota il 30 marzo. Il corpo elettorale è costituito da 408 elettori tra sindaci e consiglieri comunali del territorio provinciale ed è proprio per questo che il voto è ‘politico’. A oggi stupisce il ‘solito’ Bandecchi e la sua operazione di raccolta firme: sono circa una ventina i consiglieri comunali di Terni che possono aver sottoscritto la candidatura dell’ex patron della Ternana; ciò significa che le restanti firme, circa 40, Bandecchi le ha ottenute da altri consiglieri o persino da sindaci in carica negli altri comuni del territorio, allargando così la sua base di consenso e trovando l’appoggio anche di esponenti non del suo partito. Un’operazione è destinata a cambiare gli equilibri.

Centrodestra/ centrosinistra Le candidature a presidente della Provincia vanno presentate presso l’ufficio elettorale dalle 8 alle 20 di domenica 9 marzo e dalle 8 alle 12 di lunedì 10 marzo. Lato centrodestra in questo momento in pole il sindaco di Stroncone, Giuseppe Malvetani, e la sindaca di Orvieto, Roberta Tardani. In casa centrosinistra invece i possibili candidati sarebbero il sindaco di Arrone e già consigliere provinciale, Fabio Di Gioia e il sindaco di Narni, Lorenzo Lucarelli. Si parla anche dell’ex presidente della Provincia e attualmente sindaco di Guardea, Giampiero Lattanzi, e del sindaco di Montecchio e presidente di Anci Umbria, Federico Gori.

Sistema ponderato Il meccanismo di voto è lo stesso delle recenti elezioni che hanno determinato il volto del nuovo consiglio provinciale. Il sistema è ponderato: in sostanza, ‘pesano’ di più i comuni con più abitanti. Per il consiglio di Palazzo Bazzani a Terni nel 2024 aveva trionfato l’alleanza centrodestra-Alternativa popolare, ora rotta. Il centrodestra aveva ottenuto quattro scranni, Ap e il centrosinistra tre. Conti alla mano, stessi elettori, il centrodestra dovrebbe trionfare, ma il risultato considerando la variante Bandecchi non è affatto scontato. Se il sindaco di Terni depositasse la sua candidatura e le firme raccolte si trasformassero in voti, il vertice di Palazzo Spada potrebbe diventare anche il vertice di Palazzo Bazzani. Invece se Bandecchi facesse un passo di lato e non presentasse ufficialmente la sua candidatura, avrebbe comunque espresso un chiaro messaggio politico e i suoi consensi si potrebbero trasformare in voti che, per qualcuno, farebbero la differenza. I ‘franchi tiratori’, chi non si recherà alle urne, gli ‘scontenti’ di qualche parte politica o chi non si riconosce in nessun gruppo a questo punto potrebbero decidere le sorti della Provincia.

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