Il palazzo della Prefettura

La Corte costituzionale ha dichiarato l’illegittimità costituzionale della riforma e del riordino delle Province, previsti nel decreto Salva-Italia con la riduzione degli enti in base a criteri di estensione e di numerosità della popolazione. Secondo la Consulta, «il decreto-legge, atto destinato a fronteggiare casi straordinari di necessità e urgenza, è strumento normativo non utilizzabile per realizzare una riforma organica e di sistema quale quella prevista dalle norme censurate nel presente giudizio». Per questo motivo, si legge in una nota, la Corte costituzionale nella camera di consiglio di mercoledì 3 «ha dichiarato l’illegittimità costituzionale» di diversi articoli della riforma. A questo punto si riapre l’incognita sulle elezioni del 2014 nei due enti umbri.

Esulta Guasticchi «La sentenza della Corte Costituzionale che ha dichiarato illegittima la riforma delle Province restituisce dignità e ruolo ad enti di diretta espressione dei cittadini che non si possono cancellare a colpi di decreti. Ora bisognerà aprire un serio dibattito sul riordino istituzionale complessivo di questi enti che rappresentano l’1,35 per cento dei costi dello Stato». Lo ha scritto in tre tweet il presidente della Provincia di Perugia e Upi regionale Marco Vinicio Guasticchi. «Un sentito ringraziamento al lavoro svolto dai presidenti Upi nazionale Giuseppe Castiglione e Antonio Saitta e da tutta la struttura dell’Upi nazionale nell’affermazione di dati e dossier che testimoniano il ruolo fondamentali di enti che svolgono servizi pubblici di primaria importanza per i cittadini».

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