Conferenza stampa di sindacati e Rsu in Provincia di Perugia

di Iv. Por.

«Non è una protesta corporativa. Siamo pronti a fare una battaglia con la politica come quella fatta con ThyssenKrupp per Terni». La parolina Ast era venuta fuori anche durante la clamorosa protesta di Palazzo Donini e i sindacati la brandiscono come un’alabarda nella madre di tutte le battaglie per i lavoratori delle Province di Perugia e Terni.

Bravi Mentre nella città dell’acciaio prosegue l’occupazione dell’ente, è a Perugia che si fa il punto con i segretari confederali di Cgil, Cisl e Uil e i rappresentanti delle Rsu. «Non è una mobilitazione solo delle Province né corporativa, come ci accusano – afferma il segretario regionale della Cgil Mario Bravi – ma riguarda tutti ed è per questo che interveniamo come sindacato confederale». Bravi ribadisce che «è un delirio istituzionale e non una riforma, che peggiora in modo pesante la situazione dei lavoratori». Anche perché, secondo il segretario Cgil «non ci sono esuberi né nella Provincia di Perugia né di Terni». La critica è al governo («col maxiemendamento alla legge di stabilità non siamo tranquilli e non è tutto apposto: non ci sono certezze di risorse, si usa il metodo dilatorio cui il governo Renzi ci ha abituato». Ma anche alla Regione Umbria che «non può fare il passacarte del governo. C’è un incontro il 30 dicembre tra noi e l’assessore Paparelli. Chiediamo un cambio di atteggiamento e di bloccare i concorsi perché bisogna difendere le Province. Non accetteremo un attacco ai lavoratori pubblici, parte fondamentale della vertenza Umbria».

Bendini Per il segretario della Uil, Claudio Bendini «la riforma è sintomatica del pressappochismo con cui opera il governo, una riforma troppo violenta per gli effetti che produce». «Il 30 – ha aggiunto – la Regione deve dire che livello di impegno assumerà nei confronti del governo e a livello locale nel ricollocamento armonico delle funzioni delle Province e, quindi, del personale. Stessa cosa chiediamo ai Comuni e quindi chiederemo un incontro all’Anci». Bendini crede che dal governo «qualche apertura ci sarà ma non saranno risolutive. L’auspicio è che la nostra azione a livello nazionale, anche con alcune modifiche alla legge Fornero per i pensionamenti, dia qualche soluzione».

Sbarra Veemente l’intervento del segretario Cisl, Ulderico Sbarra. «Il sindacato si fa carico di questa vertenza, che diventa la più importante dell’Umbria una volta chiusa la partita dell’Ast. L’Umbria non può più permettersi la spoliazione dell’apparato amministrativo. Ci sono troppi disoccupati. La Regione su questo glissa da troppo tempo». Sbarra sottolinea come «stavolta con la politica non si va a fare un accordicchio ma si andrà allo scontro. Quindi serve l’impegno massimo del sindacato. Questa partita va gestita con le coperture economiche, quindi va fatta pressione a livello nazionale. A livello locale va fatta la battaglia con la Regione, che deve ricollocare i servizi». Il segretario Cisl dice «no a scorciatoie verso la politica, troppo spesso qui ci si è rivolti all’assessore amico. In questo caso si fa un confronto e una trattativa sindacale vera, siamo pronti a fare una battaglia con la politica come fatto con la ThyssenKrupp».

Rsu di Perugia e Terni  Stessi toni da Massimo Panella, rappresentate Rsu della Provincia di Perugia. «E’ imprescindibile – ha detto – che la Regione ci dica in modo chiaro e netto cosa vuole fare, quante risorse può e vuole mettere in campo. Il pallino è in mano alla Regione che deve indicare coperture e costi della futura gestione del territorio. La Regione – ha aggiunto – deve dire anche cosa fare dei precari dei servizi per l’impiego a cui in 15 anni non siamo stati capaci di dare un’organizzazione e oggi ci sono 50-55 persone che al 31/12 vanno a casa». Panella è tornato anche sull’invasione di Palazzo Donini: «I lavoratori che si sono permessi di manifestare la loro preoccupazione vengono identificati come coloro che non hanno perso un euro. O non si sa quello che si dice o si vuole mistificare la realtà: il contratto è fermo dal 2009. C’è stato un ‘coro di silenzio’ dalla politica, nessuna posizione presa esplicitamente. Noi quindi continuiamo tutte le iniziative, anche per informare l’opinione pubblica. Un’assemblea è convocata per il 29, qualcosa faremo anche nel periodo delle feste». Temi ribaditi dal coordinatore della Rsu della Provincia di Terni, Fabrizio Fazi, che ha evidenziato come i tagli già subiti nel 2014 hanno compromesso sin dalla scorsa estate gli adempimenti di alcuni servizi. «Dal prossimo anno – ha dichiarato – sarà difficile far fronte anche alle manutenzioni ordinarie su scuole e impianti sportivi di nostra competenza. I dipendenti hanno già dato tanto in termini di salario, gestiscono i servizi anche fuori turno senza percepire reperibilità. Abbiamo il dovere di difendere servizi e posti di lavoro».

Mismetti Anche il presidente della Provincia di Perugia, Nando Mismetti, condivide le preoccupazioni per i «seri e reali rischi che a decorrere dal 1° gennaio interesseranno i servizi che fanno capo alla Provincia» e accusa «l’inadeguatezza delle misure adottate dal governo centrale rispetto alle aspettative». «Vorrei – ha aggiunto – che sia un percorso limpido e trasparente, in cui tutti i lavoratori si sentano coinvolti e garantiti, adeguando le strutture alle funzioni». Secondo le previsioni di Mismetti, quella che si sta per aprire è una fase riorganizzativi che necessariamente occuperà diversi mesi (non meno di quattro o cinque). Rivolgendosi ai sindacati il presidente non ha nascosto che quello che si sta delineando è un quadro che avrà conseguenze sul fondo dei dipendenti «in quanto, come accadrà per le altre Amministrazioni provinciali, il Patto di Stabilità verrà sforato».

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