di Daniele Bovi
La campagna elettorale per le regionali umbre entra nel rush finale. Giovedì e venerdì si toccherà il clou con le chiusure che dovrebbero essere entrambe a Perugia. Donatella Tesei sarà all’auditorium di San Francesco al prato insieme alla premier Giorgia Meloni e ai due vice, Antonio Tajani e Matteo Salvini. Dall’altra parte nessuna manifestazione unitaria con i big visti i dissidi romani delle ultime settimane. L’idea, che dovrebbe essere ufficializzata nelle prossime ore, è quella di riunire venerdì alle 18 la coalizione umbra alla Città della domenica.
La campagna elettorale Nel frattempo la campagna elettorale va avanti un po’ in tutti i territori della regione, con tanti big a dar man forte ai rispettivi candidati. Lunedì ha fatto tappa a Perugia e Todi la ministra per le disabilità, Alessandra Locatelli, che incontrando i giornalisti ha sostenuto che «dobbiamo continuare lungo questa strada. Abbiamo iniziato – ha detto – un lavoro impegnativo, di cambiamento». «Io ho trovato un territorio meraviglioso – ha aggiunto – ricco di possibilità e di occasioni che hanno iniziato ad essere sfruttate e valorizzate, nell’ambito sociale ma in tutti i settori della vita quotidiana». Martedì invece a Perugia sbarcheranno tutti i ministri della Lega per sostenere Tesei.
PER TESEI CHIUSURA A SAN FRANCESCO AL PRATO
I big La segretaria dem Elly Schlein è stata invece a Foligno, Gualdo Cattaneo e in serata ad Amelia per dar man forte a Proietti. «Sono segretaria del Pd da un anno e mezzo – ha detto Schlein – e non mi era mai successo quello che è accaduto in Umbria: che tutte le forze alternative alla destra sono andate insieme dalla sindaca di Assisi a dirle guida tu questo progetto politico». Quanto a Proietti, si tratta di una persona «che non ha solo grande competenza amministrativa, ma ha anche una grande umanità ed empatia e questo è importante». Perugia, Foligno e Terni (dove giovedì arriverà anche Giuseppe Conte per dire no all’inceneritore) sono state invece le tappe per il leader di Azione Carlo Calenda che, incontrando la stampa, ha parlato di Proietti come di una «brava sindaca». «È battagliera – ha aggiunto – e sta facendo una campagna su un tema fondamentale come la sanità». E a proposito di sanità, Calenda dopo averla definita «la vera emergenza italiana» ha annunciato di aver presentato gli emendamenti alla Finanziaria per chiedere che si arrivi a mettere 4,6 miliardi in più: «Senza – ha detto – il numero di italiani che non si cura è destinato a superare i sei milioni ed è una cosa inaccettabile».
Avs A Terni invece sono arrivati i leader dei Verdi Angelo Bonelli e di Sinistra italiana Nicola Fratoianni. «Siamo fiduciosi – ha detto il primo – dell’attuale campagna elettorale, vediamo Proietti che sta crescendo giorno dopo giorno, acquisendo consenso»; il tutto nel contesto di «un’alleanza larghissima, un’ampia convergenza politica e programmatica». Bonelli ha poi parlato della «necessità di una svolta per l’Umbria» e anche del «tartufo-gate»: «Ho letto – ha attaccato – che la presidente Tesei ha promesso 20 mila nuovi posti di lavoro, ecco forse l’unico che vediamo è quello di suo figlio e credo su questo dovrebbe mettersi una mano sulla coscienza».
LA NOMINA DI SCOCCIA AL MINISTERO
Scoccia e la commissione Nel mirino di Bonelli anche Stefano Bandecchi e l’infornata di 12 nomine, «quasi tutti politici di FdI», fatte nella commissione Via-Vas dal ministro dell’Ambiente, il forzista Gilberto Pichetto Fratin, tra le quali c’è anche Margherita Scoccia: «Un vergognoso blitz – dice annunciando anche la presentazione di un’interrogazione – a pochi giorni dal parere sul progetto del Ponte per lo Stretto di Messina». Ricordando l’importanza della commissione Bonelli si chiede perché nominare esponenti di partito. Critiche anche da parte della deputata umbra di Avs, Elisabetta Piccolotti: «Incredibile – dice – che la commissione sia usata come compensazione per esponenti politici della destra rimasti senza ruolo istituzionale». «Il ministro non sa – chiede Piccolotti – che questa triste pratica, che consiste nel ricompensare i politici perdenti con incarichi tecnici ben pagati, finisce per devastare la credibilità agli occhi dei cittadini di ogni provvedimento della commissione? Come possiamo credere che Scoccia possa fare in futuro valutazioni tecniche oggettive se è stata nominata in questo modo e se, essendo una consigliera comunale in carica, deve far prevale l’interesse della sua coalizione e del suo partito?».
