di Daniele Bovi
Benché non vi siano ancora né un regolamento né una data precisa i motori delle primarie per la leadership del centrosinistra continuano a scaldarsi anche in Umbria. Nella giornata segnata dalla discesa in campo ufficiale del sindaco di Firenze, Matteo Renzi, si aggiungono adesioni al fronte del rottamatore e rumors sugli amministratori umbri pronti ad unirsi sotto lo slogan «Adesso!». I «poli», distinti, intorno ai quali nella regione si sta cercando di coagulare il consenso intorno a Renzi sono due: il presidente della Provincia di Perugia Marco Vinicio Guasticchi e quello del Consiglio provinciale Giacomo Leonelli. Il primo «lavora» in particolar modo sull’Altotevere, il secondo sul resto del territorio.
Con Renzi E così, se il consigliere comunale di Perugia Antonino Chifari scomoda persino Dante per sostenere il sindaco Renzi, gli altri «guasticchiani» doc pronti alla pugna sono il giovane Federico Lupattelli, anche lui consigliere comunale nel capoluogo, e il sindaco di Gubbio Diego Guerrini, altro fedelissimo del presidente così come l’assessore provinciale Domenico Caprini. Un altro nome importante che a breve potrebbe essere arruolato sotto le insegne renziane è quello del sindaco di Corciano Nadia Ginetti, che potrebbe portare con sé anche alcuni assessori. Idem per quanto riguarda il segretario del Pd di Marsciano Gionata Moscoloni e l’assessore di Gualdo Cattaneo Giuliano Sfascia. Contatti con alcuni consiglieri Pd sono in corso anche ad Assisi e Bastia e novità sono attese a Foligno, Spoleto e Terni. Insomma, il fronte è in pieno movimento, con un Guasticchi che definisce Renzi nientemeno che «la svolta della Terza Repubblica a portata di mano» e un Leonelli che plaude al discorso di Verona («dove emerge con nettezza il profilo riformista e rinnovatore di Renzi») e ai nuovi comitati. Stando a quanto reso noto dai promotori, giovedì sono stati formalizzati quelli di Perugia, Corciano, Marsciano, Gualdo Cattaneo e quello degli studenti universitari.
E ALLA FESTA DEL PSI CASINI CHIUDE ALL’ALLEANZA CON VENDOLA
Con Bersani Chi non nomina mai Renzi è invece il sindaco di Perugia Wladimiro Boccali, bersaniano doc e tra i «giovani turchi» di Matteo Orfini come la presidente Catiuscia Marini. Intervenendo sulla notizia della candidatura di Renzi il collega sostiene che «un futuro governo del paese» dovrà essere «sperabilmente a guida di Pier Luigi Bersani». «I sindaci – punge Boccali – sono una ricchezza dell’Italia se fanno i sindaci, ricordando che i Comuni sono uno dei pilastri dello Stato, non certamente un pezzo minore». E proprio nella città guidata da Boccali venerdì sera arriverà il segretario Bersani (appuntamento al palazzetto dello sport di Ponte San Giovanni alle 21) per presentare la Carta d’intenti del partito. Carta che rappresenta le basi del «patto tra progressisti e moderati» voluto da Bersani e la cornice del programma del Pd che si candida a governare l’Italia.
La Carta d’intenti «Un’iniziativa che assume anche una valenza nazionale – ha spiegato giovedì in conferenza stampa il segretario del Pd regionale Lamberto Bottini – essendo la tappa umbra una delle prime uscite di Bersani dopo la Festa di Reggio Emilia». Poi il partito umbro piazzerà la Carta sul tavolo nel corso di una serie di incontri con associazioni economiche, culturali, sociali, con movimenti e «cittadini che hanno scelto modalità d’impegno diverse dalla politica». «Ci candidiamo a governare il Paese – ha detto poi Bottini – e a declinare i concetti di equità e crescita sapendo che l’orizzonte non può essere il rigore, il rigore costituisce le fondamenta». «Per dare fiducia al Paese – ha aggiunto – serve di più». Servono, ad esempio, investimenti «ed è per questo che parliamo di patrimoniale, riforma fiscale, allentamento del patto di stabilità». Sempre «in un quadro di compatibilità europea», perché «noi siamo europeisti non per necessità ma per convinzione». In questa prospettiva, quella del governo tecnico è da considerarsi una parentesi: «Il governo lo scelgono i cittadini con libere elezioni», in cui si confrontano programmi diversi.


“Nel mezzo del cammin di nostra vita
mi ritrovai nel cul una matita
hai che gioie e che dolori
era una Carioca a dodici colori”.
Libera trasposizione del Sommo, in onore del meno sommo Renzino.