di Daniele Bovi
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A dieci giorni dalle primarie per la scelta dei parlamentari pd nella giornata di mercoledì si scioglie il nodo della richiesta delle deroghe: otto, secondo quanto risulta al momento, gli aspiranti derogati: i presidenti delle Province, Marco Vinicio Guasticchi e Feliciano Polli, il sindaco di Corciano Nadia Ginetti, il segretario nonché consigliere regionale Lamberto Bottini e gli assessori regionali Vincenzo Riommi e Gianluca Rossi. Al gruppo dei renziani (Guasticchi e Ginetti) si aggiunge anche il guasticchiano primo cittadino di Gubbio Diego Guerrini. Guasticchi e Polli possono tentare la via delle primarie grazie ad un emendamento alla legge di stabilità che consente di candidarsi ai presidenti delle Province che non si sono dimessi entro il termine stabilito. Sembra invece destinato a durare fin dopo le primarie il «mistero» relativo al listino bloccato di Pierluigi Bersani, quel 10% di candidati (capilista e non) che avranno l’elezione assicurata. Stando a quanto noto al momento, il velo di mistero rimarrà calato fino a gennaio.
Corsa e obiettivi La corsa del 29 in teoria (la data viene confermata da fonti pd nonostante il probabile slittamento del voto al 24 febbraio invece del 17) viene vietata a presidenti di Regione, di Provincia, agli europarlamentari, ai sindaci di città sopra i cinquemila abitanti e ai consiglieri e agli assessori regionali. Il sindaco di Corciano, renziana doc, ha quindi bisogno come Guerrini del sì alla deroga che, come per tutti gli altri, arriverà entro 24 ore dal Comitato elettorale nazionale. La discesa in campo di Guasticchi e Guerrini, stando ai commenti dei maligni, ha un obiettivo: chiedere molte deroghe per far sì che ne vengano concesse il meno possibile, specialmente al fronte rivale. Da parte sua il Comitato nazionale, che si è insediato mercoledì, con una nota spiega che «i criteri saranno restrittivi nello spirito della norma del regolamento». La riunione per decidere sulle deroghe ci sarà giovedì sera (alle 18 a Perugia si terrà una direzione regionale all’insegna, molti dicono, della libera chiacchierata), venerdì si conosceranno le decisioni e sabato le direzioni provinciali daranno il via libera alle rose complete dei candidati. Aspiranti parlamentari che probabilmente saranno 32 (18 alla Camera e 14 al Senato divisi su base provinciale).
Segretari devono autosospendersi In attesa, comunque, i segretari che scelgono di correre si devono autosospendere: «Il Comitato oggi ha esaminato e validato – è scritto nel comunicato – tutti gli aspetti logistici per l’organizzazione del voto. Ha inoltre stabilito che i segretari provinciali e regionali che si candideranno alle primarie dovranno autosospendersi per le funzioni inerenti alla procedura elettorale durante tutto il periodo delle primarie e saranno sostituiti dal vicesegretario laddove esiste o dal coordinatore della segreteria o dal responsabile dell’organizzazione del livello corrispondente».
Spunta Clementi Per quanto riguarda l’area di Foligno c’è l’incognita legata alla candidatura dell’assessore comunale di Foligno Flagiello. Al momento i bookmakers puntano quasi tutto su quest’ultimo anche se un via libera a Riommi potrebbe portare a concentrare tutte le forze sull’assessore regionale. In pista c’è anche il sindaco di Umbertide Giulietti, a Perugia si parla molto del trio di assessori comunali Cernicchi-Pesaresi-Cardinali mentre per il listino nazionale, quota renziani (il sindaco di Firenze dovrebbe ottenere 20 candidature), spunta il nome di Francesco Clementi, professore di Diritto pubblico comparato all’Università di Perugia.
Trasimeno: si dimette Torrini La scelta dei possibili candidati intanto fa la prima vittima, ovvero il segretario dell’Unione del Trasimeno Alessandro Torrini che con una mail spedita mercoledì ha rassegnato le proprie dimissioni. Torrini getta la spugna dopo che il Trasimeno non riesce a compattarsi intorno ad un solo nome. Castiglione del Lago aveva lanciato nei giorni scorsi Matteo Burico, intorno al quale ci poteva essere il consenso di tutto il Pd castiglionese. Poi mercoledì in segreteria gli uomini più vicini al segretario Lamberto Bottini, magionese, hanno fatto notare che sarebbe il segretario il candidato da appoggiare unitariamente. Una spaccatura dopo la quale arrivano le dimissioni: «Informo la Direzione intercomunale, i livelli superiori del partito, le istituzioni – scrive Torrini -, che con decorrenza immediata rassegno le mie dimissioni da Segretario dell’Unione Intercomunale del Trasimeno. Invito il presidente della Direzione intercomunale, Massimo Sepiacci, a fare quanto previsto dallo statuto. Ringrazio tutti coloro che mi hanno fatto vivere questa bella esperienza e che hanno collaborato con me in maniera fattiva. Cordiali saluti e un caro augurio di Buone Feste». Nel corso del pomeriggio tutti gli aggiornamenti.

