La presidente Catiuscia Marini (foto F.Troccoli)
La presidente Catiuscia Marini (foto F.Troccoli)

di Ivano Porfiri

«Fra il cachemire e l’acciaio vince l’acciaio». Usa la metafora offerta dall’editoriale di Umbria24, la presidente della Regione Umbria, Catiuscia Marini, per commentare con una battuta il risultato del ballottaggio delle primarie. Insieme al segretario regionale del Pd, Lamberto Bottini, e agli altri vertici del partito ha atteso il risultato e soprattutto il discorso di Bersani al primo piano di piazza della Repubblica. «E’ stato un grande risultato per Bersani – commenta  – un’affermazione dal grandissimo significato con voti altissimi nelle grandi città. E’ un orientamento positivo per i prossimi mesi e per la campagna elettorale della prossima primavera».

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Buon risultato Sul risultato locale, secondo Marini, «l’Umbria dà fiducia e sostegno a Bersani con un buon risultato di partecipazione». Tuttavia, sottolinea la presidente «la competizione era nazionale, per la scelta del candidato premier. Spero che questo risultato serva ad avviare un confronto sul merito delle questioni e non ad alimentare discussioni che non c’entrano nulla». In Umbria «c’è stato un netto recupero rispetto al primo turno con risultati emblematici come quello di Perugia città. Todi? Non ce l’abbiamo fatta per soli 10 voti». Secondo Marini «ha votato parte dell’elettorato di centrodestra, questo è apparso chiarissimo nelle realtà più piccole. E’ un elettorato che non sarebbe certamente stato presente alla competizione politica nazionale». Per la presidente «il Pd si afferma come grande partito di riferimento del Paese in un momento in cui il centrodestra si sta frantumando e si stavano affermando solo movimenti riferibili all’antipolitica». Marini conclude sottolineando che «il Pd si afferma per governare l’Italia, la partecipazione ci indica che i nostri elettori vogliono essere partecipi nelle scelte e dovremo tenere conto di questo nel momento in cui, nei prossimi mesi, saremo chiamati a scegliere i candidati per il Parlamento»

Convergenza su Bersani Soddisfatto anche il segretario regionale del Pd, Lamberto Bottini. «Il risultato è di quelli importanti. Si conferma la partecipazione elevata per cui ha vinto il Pd e il centrosinistra in generale». Sul risultato, il segretario spiega che «Bersani si afferma come una candidatura forte e solida: il centrosinistra deve credere di poter vincere alle elezioni vere». Secondo Bottini, «l’elettorato ha dimostrato di scegliere Bersani in tutte le regioni al ballottaggio, il vero risultato importante dato che si sceglieva il candidato alla premiership. Bisogna far tesoro di questo appuntamento, deve essere il trampolino di lancio perché si è dimostrato che la politica può essere vicino ai cittadini». Sul voto in Umbria «i risultati si allineano a quelli nazionali con un evidentemente cambiamento rispetto al primo turno e una convergenza decisa verso la candidatura di Bersani».

Guasticchi: primarie per tutti «Dopo la vittoria di Pierluigi Bersani al ballottaggio tutti insieme per vincere le prossime elezioni politiche: ma bisognerà tenere conto del forte segnale di cambiamento che proviene a tutta forza anche dall’Umbria. Un risultato storico che non va disperso. Ora primarie ad ogni livello anche per la scelta dei parlamentari». E’ quanto dichiarato dal presidente della Provincia di Perugia, Marco Vinicio Guasticchi, dal quartier generale dei comitati Renzi di Via Savonarola a Perugia. «Da questa sera si volta pagina – ha precisato Guasticchi – per guidare un processo di rinnovamento basato su merito e partecipazone». «Renzi e Bersani e tutto il Pd colonne portanti della svolta democratica». «Grazie a tutti i volontari dell’una e dell’altra parte, che in queste settimane di campagna elettorale e nelle due tornate ai seggi anche in Umbria hanno offerto all’Italia un immagine bella, pulita e concreta di passione e attaccamento ai valori democratici, sanciti dalla Costituzione. Da domani si riparte di nuovo per rifare l’Italia e per chiedere primarie ad ogni livello a partire dalla scelta dei parlamentari che non dovrà essere più il risultato della spartizione dei loft e dei caminetti ma della chiara ed inequivocabile volontà dei cittadini. Quei cittadini che in Umbria hanno votato Renzi e il cambiamento e che ora vogliono risposte e atti concreti. Non si può far finte di niente, stringere le spalle e ripartire con le vecchie logiche dell’apparato e delle carriere predestinate».

Leonelli: decisivo Vendola «A prescindere dal dato finale della Provincia di Perugia e della regione (che probabilmente si decideranno sul filo dei voti), dai primi dati – commentava in serata il presidente del consiglio provinciale di Perugia Giacomo Leonelli, renziano doc – come prevedibile il sostegno dichiarato di Vendola e di tutti i gli altri candidati a Bersani nei nostri territori pare penalizzare la percentuale di consensi a Matteo Renzi (che eppure sui dati assoluti sembra sostanzialmente confermare i valori del primo turno). Ciò nonostante come non abbiamo inteso ritenere un referendum sulle amministrazioni locali il dato del primo turno, non possiamo in questa sede che ribadire come per il Pd e per i suoi amministratori sarebbe colpevolmente miope non riflettere sui consensi umbri a Matteo Renzi. Consensi che hanno visto una straordinaria mobilitazione della società civile umbria sui temi del rinnovamento che non può essere sottaciuta. Ci impegneremo dunque nelle prossime settimane affinché questa  domanda d’innovazione nella classe dirigente, nei contenuti, e nelle modalità di coinvolgimento della comunità alle scelte non rimanga inevasa. Purtroppo alcune dichiarazioni di questa settimana (“in Umbria non cambia niente”) ci danno il segnale forse  di quanto lavoro  ci sia da fare. Ma non ci tireremo indietro, al fine di promuovere su questi temi non una resa dei conti ma un dibattito costruttivo nella società e nel partito che tenga conto della domanda di cambiamento che emerge con chiarezza da queste primarie».

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