Catia Polidori

Ci sono incarichi incompatibili con altri. Si chiama conflitto di interessi e un caso attualmente riguarderebbe l’umbra Catia Polidori, la deputata “responsabile” che dopo un clamoroso voltafaccia al Fli di Gianfranco Fini, di recente è entrata nel governo con il ruolo di sottosegretario allo Sviluppo economico. Ruolo incompatibile con quello di consigliere di amministrazione della Sirci Gresintex. Il perché lo spiega Sergio Rizzo sul Corriere della Sera.

Due poltrone La Sirci, del gruppo Colaiacovo, pur avendo chiuso il 15 aprile scorso il bilancio con un passivo di oltre un milione e 200 mila euro, è l’azienda leader in Italia nella produzione di tubi di plastica per le condotte idriche. La Polidori fa parte del cda. Fin qui tutto regolare. Ciò che mette in evidenza il Corsera è quanto avvenuto di recente. Ebbene, prima di entrare nel governo, l’8 marzo scorso, Polidori ha presentato una proposta di legge per l’ammodernamento della rete idrica nazionale. Un problema vero, visto il colabrodo di perdite dalle condotte, stimate in circa il 40% del flusso.

Il comitato Il dubbio sul conflitto di interessi sta però nel fatto che la proposta di legge, qualora approvata, prevede che a decidere come si debba ammodernare la rete idrica sia uno speciale comitato composto dai presidenti di Regione e da esponenti di vari ministeri fra cui quello allo Sviluppo economico. Guarda caso quello in cui ha fatto ingresso Polidori il 5 maggio scorso. Ora, secondo il quotidiano, perfino la blandissima legge attuale sul conflitto di interessi sancisce l’incompatibilità tra la poltrona da sottosegretario e quella nel cda. Altri colleghi si sono autosospesi. Cosa farà l’onorevole tifernate?

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2 replies on “Catia Polidori nel governo e nel cda Sirci, l’ombra del conflitto di interessi”

  1. RETTIFICA INVIATA OGGI AL CORRIERE DELLA SERA BEN ARGOMENTATA in merito all’articolo Palesemente Falso e Pretestuoso.

    FONTE: HOMEPAGE http://www.catiapolidori.it/default.asp

    Gent.mo Direttore,

    In riferimento all’articolo a firma di Sergio Rizzo pubblicato a pag.
    11 del Corriere della Sera del 9 giugno 2011, stante il carattere
    gravemente lesivo e diffamatorio dello stesso, si richiede la
    pubblicazione del seguente testo di rettifica: __

    Si precisa che in merito al ruolo di consigliere di amministrazione
    della società Sirci Gresintex Spa, l’on. Catia Polidori ha
    presentato le sue dimissioni in data 6 maggio 2011, il giorno stesso
    della sua nomina a Sottosegretario di Stato allo Sviluppo Economico:
    non
    può quindi risultare incompatibile per un incarico che non riveste.
    Riguardo alla Sirci Gresintex Spa, inoltre, si precisa che la società
    ha ceduto i propri asset il 30 aprile 2011 alla GDS Srl, costituita nel
    febbraio 2011 da Sirci Gresintex Spa e Dalmine Resine Spa. In tal senso
    Sirci Gresintex Spa da tale data non risulta più operativa. Catia
    Polidori quindi, prima della nomina a Sottosegretario, rivestiva un
    incarico in una società inattiva.

    Per quel che riguarda l’ingresso dell’on. Catia Polidori nel Cda di
    Sirci, si allega visura camerale dalla quale si evince che ciò avveniva
    nell’anno 2005, quindi ben tre anni prima dell’ingresso in politica.
    A quel tempo l’on. Polidori era impegnata esclusivamente in attività
    di carattere imprenditoriale e quindi non vi è alcuna consequenzialità
    tra il suo impegno politico e il ruolo di consigliere di
    amministrazione
    di Sirci.

    A completamento dell’informazione si ricorda che Catia Polidori
    assumeva l’incarico di consigliere di amministrazione in Sirci quando
    la società fatturava 20 milioni di euro e, alla data del suo ingresso
    in politica, la società era già proiettata verso un fatturato non
    lontano dai 70 milioni di euro. Il compenso da lei percepito negli anni
    in cui ha ricoperto l’incarico è stato di 8 mila euro annui
    lordi.

    Infine si segnala che la risoluzione da lei presentata presso le
    Commissioni VIII e X della Camera dei Deputati, propedeutica alla
    proposta di legge dello scorso marzo in merito all’ammodernamento
    delle reti idriche e fognarie italiane, è stata presentata in data 19
    maggio 2009, a seguito di un’audizione presso le suddette Commissioni,
    di imprenditori rappresentanti il polo dei tubi pvc, docenti
    universitari, ingegneri del politecnico, e votata all’unanimità in
    quanto l’analisi metteva in evidenza che “i maggiori costi
    imputabili all’inefficienza della rete nazionale vengono ad oggi
    sostenuti direttamente dai cittadini con evidente sottrazione di
    risorse
    alla capacità di spese delle famiglie”. L’evoluzione naturale della
    risoluzione è stata la proposta di legge in questione, presentata
    raccogliendo le istanze di numerosi imprenditori del settore. In un
    momento di grave crisi economica il provvedimento consentirà di
    investire il risparmio derivante dal taglio degli sprechi traducendoli
    in volano per l’economia. Si ricorda peraltro, che le opere del
    settore idrico sono state inserite dal CIPE fin dal 2001 , nel
    Programma
    delle opere strategiche, di cui alla cosiddetta “ Legge obiettivo”.

    Inoltre, lo stesso Rizzo, fa riferimento ad un ipotetico rapporto di
    parentela tra la stessa Polidori e il Patron della Cepu, suo omonimo. A
    tal proposito si precisa che On. Polidori, come dimostra il certificato
    dell’anagrafe, non ha alcun rapporto di parentela con Francesco
    Polidori e non ha alcun interesse, diretto o indiretto, nella Cepu, che
    non è detenuta né partecipata neppure da membri della sua famiglia;
    non ha votato il provvedimento presentato dal Ministro Maria Stella
    Gelmini, contenente anche i provvedimenti sulle università telematiche;
    non ha avuto alcun coinvolgimento nell’ emanazione del decreto di
    attivazione della ECampus di Novedrate nel 2006, in quanto all’ epoca
    non era deputata. Pertanto l’articolo è evidentemente falso e
    pretestuoso.

    Nell’allegare la documentazione che attesta quanto sopra riportato nel
    testo di rettifica e alla luce del quadro qui tracciato e ampiamente
    documentato, si ribadisce la richiesta di immediata rettifica
    all’articolo in questione al fine di ristabilire la verità dei fatti,
    ai sensi di legge entro 48 ore dalla presente comunicazione

    __________________
    Fiorella Corrado
    capo redattore
    Ministero Sviluppo economico

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