di Iv. Por.
«Alla Camera potrà pure esistere una maggioranza numerica ma la realtà è che alla non esiste più un Parlamento e non esiste più un governo che ha la fiducia dei cittadini italiani». Lo afferma il leader dell’Idv Antonio Di Pietro, a Perugia per incontrare gli iscritti al suo partito. Secondo Di Pietro, il governo stesso è «la causa di tale sfiducia che produce una cattiva reputazione del nostro paese».
Voto a primavera Di Pietro chiede il voto al più presto, ma non chiude le porte a priori a un governo di transizione. «Per ridare credibilità al Paese – sostiene – è necessario innanzi tutto mandare a casa questo governo della vergogna e dell’umiliazione, e poi è necessario andare alle urne al più presto perché solo un governo politico, che ha l’avallo dell’elettorato, può ridare credibilità e può avere 5 anni davanti per una manovra economica di largo respiro e di rilancio sia della credibilità sia per una economia più equa e solidale». Detto ciò, però, secondo il leader Idv, «è ovvio che da qui alle elezioni, anche convocandole oggi, ci vorranno 2-3 mesi e i mercati non aspettano. Certamente – aggiunge – in questo tempo intermedio, che non puo’ arrivare oltre la primavera, se ci potesse essere un’ampia maggioranza in Parlamento per approvare una manovra d’urgenza e fare una legge elettorale, noi possiamo essere disponibili, ma prima di dare il nostro consenso vorremmo sapere chi dovrebbe guidare questa maggioranza, da chi dovrebbe essere composta e per fare cosa. Appoggiare una maggioranza che poi, di fatto, finirebbe per fare le stesse cose che noi non vogliamo che faccia Berlusconi sarebbe come cadere dalla padella alla brace».
No a macelleria sociale «L’Europa ci chiede di far quadrare i conti e su questo siamo d’accordissimo ma che dobbiamo farlo con macelleria sociale siamo totalmente in disaccordo», dice Antonio Di Pietro, che sottolinea di non condividere «merito» e «metodo» della strada che si chiede di intraprendere per il risanamento. «Per questa ragione – afferma Di Pietro – noi in Parlamento ci opporremo a qualsiasi provvedimento che non metta al primo posto il buon esempio, e cioè i tagli dei costi della politica, la ristrutturazione della pubblica amministrazione, una lotta fortissima all’evasione fiscale e un principio fondamentale: che a pagare questa volta il costo di questa manovra sia quel 10% degli italiani che detiene il 60% della ricchezza e non più quel 90% degli italiani con in mano il 40% della ricchezza, i quali diventano sempre più poveri».
Umbria con le mani pulite Per l’Umbria «noi riteniamo – ha detto Di Pietro – che al primo posta bisogna mettere innanzi tutto la funzionalità della pubblica amministrazione e per questo che in Umbria ci siamo assunti la responsabilità non solo di un ricambio generazionale della classe dirigente ma anche incarichi di governo. Noi riteniamo di poter fare il nostro lavoro con trasparenza e dignità – ha aggiunto – , riteniamo che le nostre rappresentanze a tutti i livelli stiano facendo il loro dovere con passione e soprattutto con le mani pulite che, non dovrebbe essere un merito ma un dovere ma di questi tempi è bene farlo risaltare e risultare».
Alla manifestazione del Pd «Domani (sabato 5 novembre, ndr) è la manifestazione dei cittadini italiani, ringraziamo il Pd per averla ideata, ma è la manifestazione di tutti e noi dell’Italia dei valori ci sentiremo a casa nostra a piazza San Giovanni a manifestare non solo contro le politiche di questo governo, ma proprio per dimostrare tangibilmente che c’è una alternativa di governo. Quindi così come Bersani è venuto alla manifestazione dell’Idv di Vasto, noi saremo con lo stesso spirito ricostruente, con la stessa disponibilità e con lo stesso impegno alla manifestazione di San Giovanni indetta dal Pd».

