di Maurizio Troccoli
Si rimette mano all’adeguamento del piano casa, in Umbria. Se prima la norma prevedeva che l’aumento di cubatura da rendere residenziale era strettamente legato al fatto di rendere energeticamente efficiente tutta la struttura, adesso non è più così. Basta utilizzare materiale efficiente dal punto di vista energetico, soltanto sulla cubatura bonus, ovvero solo sulla nuova opera realizzata. Sul vecchio ci si affida alla «sensibilità del costruttore». Questo sembra emergere dal nuovo dispositivo e da quanto dichiarato dall’assessore regionale Silvano Rometti. Ma è provata la sensibilità dei costruttori? E soprattutto rendere energeticamente efficiente la nuova struttura che si incolla a quella vecchia a cosa serve se poi quella precedente fa acqua da tutte le parti rendendo inutile anche l’intervento sopraggiunto? Ecco cosa spiega l’assessore
La nota Con un primo atto – spiega un comunicato della Regione – sono stati modificati alcuni aspetti della precedente normativa del 2009 riguardo agli adempimenti progettuali da garantire per gli ampliamenti degli edifici ad uso residenziale esistenti. In particolare, è stato disposto che deve essere realizzata con materiali e secondo tecniche di elevata efficienza energetica la parte di nuova costruzione e non tutto l’edificio ristrutturato, come previsto in precedenza. «Resta comunque immutato l’impegno della Regione Umbria nel diffondere la cultura della sostenibilità ambientale – sottolinea l’assessore Silvano Rometti – e con questo obiettivo viene demandato alla sensibilità dei progettisti e dei proprietari di prevedere anche miglioramenti sul costruito esistente, per non vanificare di fatto il risparmio energetico ottenuto nella realizzazione dell’ampliamento».
Edifici a destinazione produttiva Una seconda delibera regolamenta gli interventi di ampliamento di edifici a destinazione produttiva. Per questi, la legge prevede la possibilità di beneficiare di «bonus» in metri quadrati di superficie utile a fronte di «un significativo incremento» della presenza di dispositivi di produzione di energia da fonti rinnovabili, già previsti dalla normativa sulla sostenibilità ambientale. La giunta regionale ha stabilito di commisurare l’incremento di superficie utile al corrispondente incremento di potenza elettrica prodotto, da un punto percentuale fino un massimo di cinque punti percentuali di superficie utile per ogni chilowatt in più prodotto con fonti rinnovabili rispetto ai cinque chilowatt obbligatori per legge. Completa le disposizioni della delibera il previsto aumento di superficie utile degli edifici non residenziali, pari al cinque per cento, nel caso in cui la ristrutturazione comprenda anche la rimozione e lo smaltimento di coperture in eternit. «Con questi provvedimenti – ribadisce Rometti – si conclude l’iter di adeguamento delle procedure che accompagnano la legge regionale 27/2010 con cui la Regione ha voluto incentivare il recupero e la riqualificazione del patrimonio edilizio esistente, con modalità innovative e nel rispetto delle peculiarità del territorio e dell’ambiente umbro, dando impulso allo stesso tempo al rilancio del settore delle costruzioni e dell’economia. In particolare, prevedendo la facoltà e non più l’obbligo della sostenibilità energetica dell’intero edificio ristrutturato, incrementiamo la possibilità per i proprietari di migliorare la qualità architettonica e l’efficienza energetico-ambientale, qualificando l’ambiente costruito. Va invece nella direzione dell’aumento della produzione dell’energia da fonti rinnovabili, una delle priorità della giunta regionale, l’incremento accordato per chi investe sugli impianti fotovoltaici, in special modo se li installa sulle coperture degli edifici a destinazione produttiva dopo aver rimosso il cemento amianto, con ulteriori benefici ambientali». «Nelle prossime settimane – conclude Rometti – si procederà ad un monitoraggio presso tutti i Comuni per verificare, a 6 mesi di distanza dall’entrata in vigore delle modifiche al piano casa regionale, quante siano state le richieste di applicazione di tali misure e individuare eventuali criticità su cui intervenire per favorire l’utilizzo di tali norme».

