Il sindaco Andrea Romizi con Marco Squarta

di Ivano Porfiri

Chiamatela pure «generazione Romizi». Non era tanto guardando gli scranni della giunta o banchi del Consiglio comunale, lunedì pomeriggio, che si percepiva che un mondo politico si è capovolto. Oltre, tra il pubblico, forse un po’ troppo rumoroso proprio perché ebbro di una vittoria che sembra ancora quasi impossibile, c’erano quelli che – come ha detto lo stesso Romizi – pensavano che «mai niente sarebbe cambiato». I figli degli eterni sconfitti, di quelli sempre all’opposizione, che hanno ribaltato i pronostici in rovesciata all’ultimo minuto dei supplementari. Tra loro Marco Squarta, membro costituente provinciale e dirigente nazionale di Fratelli d’Italia.

VIDEO: GIURAMENTO DEL SINDACO – ROMIZI PRESENTA LA GIUNTA

Squarta, che cosa ha provato in quell’aula del consiglio?

«Ho provato una gioia indescrivibile, per capirla bisogna mettersi nei panni di chi ha cominciato come noi a fare politica per passione, nelle scuole e poi all’università imparando a stare sempre all’opposizione. E’ stata una cosa eccezionale, frutto di una generazione che ha sempre pensato che vincere era impossibile. Con Andrea l’abbiamo detto subito: è una vittoria nostra, della nostra generazione».

GIUNTA, NOMI E DELEGHE

Avete sempre parlato di “sistema”, ma il dato di fatto è che c’è una città che ha sempre votato a sinistra. Ora che siete al comando come vi comporterete?

«Questo segnale è stato ben recepito da Andrea, non mettendo in giunta i partiti ma formando un governo prettamente civico, gente con competenza specifica anche oltre il centrodestra. Questo rispecchia il fatto che Perugia non è una città di centrodestra, quindi era giusto qui più che altrove formare una giunta con una forte impronta meritocratica».

FOTOGALLERY: I VOLTI DEI NUOVI ASSESSORI

Ma c’è già chi parla di assessori in palese conflitto di interesse.

«C’è una commissione di controllo e garanzia, la cui guida spetta all’opposizione, e quella valuterà le singole posizioni».

VIDEO: INTERVISTA A PRISCO E BARELLI

Il M5s ha già chiesto le dimissioni dell’assessore Cicchi. Secondo lei dovrebbe quantomeno lasciare i suoi incarichi nelle cooperative se avesse, come sembra, appalti con il Comune?

«Le ripeto, c’è una commissione comunale di controllo. Se ci fossero ipotesi di incompatibilità acclarate dalla commissione sarebbe bene le risolvesse».

La giunta ha lasciato malumori. Le sembra corretto che FI con l’11% e Ncd 4,36% non abbiano assessori e voi con il 4,29% abbiate ottenuto uno degli assessorati più importanti come l’Urbanistica?

«Forza Italia esprime il sindaco e, da quanto sento, anche se sarà il consiglio a decidere, potrebbe ottenere il presidente del consiglio comunale. Ncd effettivamente è stata penalizzata e mi dispiace. Ma il sindaco Romizi ha sempre detto che avrebbe portato in giunta un solo politico e ha scelto il più votato in assoluto, Emanuele Prisco, non solo per questo ma anche per le sue competenze: è un avvocato che, politicamente, ha sempre lavorato in commissione Urbanistica».

A proposito di Urbanistica, la presenza in giunta di Urbano Barelli non vi crea disagio?

«No, c’è Romizi che ha fatto un programma e la giunta si atterrà a quello. E’ stato poi rispettato un accordo fatto prima degli apparentamenti formando una giunta prettamente civica, escludo quindi frizioni o divisioni».

Quali sono, da dirigente di partito, le prime mosse che il sindaco dovrebbe fare per dare un segnale di cambiamento?

«Sono tre i segnali che chiediamo come Fratelli d’Italia. In primis un impegno sulla sicurezza, quindi di rivitalizzare il centro storico. Infine sulle tasse: va applicata l’aliquota più bassa per la Tasi».

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