di Daniele Bovi
Non solo asili nido, impianti sportivi, telefoni e costi della politica. Nelle 80 pagine vergate dall’assessore Francesco Calabrese a consuntivo del lavoro svolto per mesi dalla commissione sulla revisione della spesa, c’è anche altro. Un capitolo rilevante ad esempio per le casse comunali è quello che riguarda l’illuminazione, capace di assorbire 5,6 milioni di euro spesi per strade (29 mila i punti luce), impianti sportivi, sedi comunali, scuole e così via. I margini per risparmiare secondo Calabrese sono ampi, così ampi che si potrebbe arrivare anche ad un 70 per cento in meno. Come? Per esempio pensando all’installazione (per la quale servono una pianificazione e le risorse) di lampadine led e usando la telegestione. Ma non solo.
Illuminazione Nel frattempo però gli obiettivi immediati, e più contenuti oscillano tra i 500 mila euro e il milione. I contratti di fornitura sono costantemente monitorati per spuntare il prezzo migliore, mentre per la manutenzione (che scatta solo in caso di guasti) viene spesa una cifra intorno ai 500 mila euro. Più o meno 12 euro a palo della luce. L’obiettivo è quello di affidare questo compito ad un privato arrivando ad un significativo risparmio e, nel frattempo, è stato avviato un censimento dei punti luce in vista della gara. In prospettiva l’idea è anche quella di arrivare ad un «integrale rinnovamento della pubblica illuminazione», anche installando i cosiddetti «pali intelligenti», che possono ospitare impianti di videosorveglianza e altro ancora.
IL RACCONTO DELLA PRIMA RIUNIONE DI GIUNTA: «SPETTRO DEL DISSESTO»
Biblioteche Grandi margini per quanto riguarda le nove biblioteche comunali invece non ce ne sono. La quasi totalità degli 1,9 milioni di euro spesi infatti riguarda il personale (1,6). Recentemente è stato rivisto il contratto con il Consorzio Abn che le gestisce (-17 per cento) e in prospettiva «i margini sono migliorabili». Per quanto riguarda la biblioteca degli Armeni, frequentata da poche persone e più attiva come centro culturale e di aggregazione, si vuole incentivare questa «vocazione» limitando i costi (105 mila euro). Nessuna titubanza invece sui «contributi di natura sociale» da 100 euro elargiti dagli uffici delle ex circoscrizioni (in tutto 37 mila euro nel 2014): giudicati scarsamente efficaci saranno tagliati così come i 43 mila dati alle varie associazioni. Risparmi si possono ottenere anche sul fronte delle multe. Recentemente è stato rinnovata per due anni la convenzione con Maggioli (la società che si occupa di gestirle) al costo di 593 mila euro; un tempo sufficiente per progettare la reinternalizzazione del servizio.
Pd all’attacco Sulla relazione di Calabrese il giudizio del Pd è duro. Nel mirino in particolare c’è il capitolo asili: «I primi annunci relativi al piano di tagli del Comune di Perugia mi allarmano e mi sconcertano. I nostri bambini – dice il segretario comunale Giacopetti – non sono un costo, sono il nostro futuro e sono futuro le politiche sociali e gli spazi di aggregazione, primo presidio di comunità oltre che di prevenzione e sicurezza». Giacopetti rivendica il lavoro fatto negli anni precedenti dal partito per ridurre gli sprechi ed efficientare» la macchina, ma «ritengo che non si possa parlare di un servizio a partire dal suo costo, bensì dalla sua utilità e della sua funzione per la tenuta della città e per la sua crescita. Vendere palestre e cva significa rinunciare a luoghi di comunità molto spesso a servizio di anziani e bambini. Sforbiciare sui servizi sociali significa amplificare solitudini e disagio».
Mencaroni Quanto agli asili, «non è in discussione la qualità del servizio privato, anzi. È in discussione la sostenibilità del servizio da parte dei genitori e soprattutto la tutela di chi nel servizio ci lavora. Non vorrei, cioè, che a farne le spese, alla fine, siano le tasche di mamme e papà e gli stipendi delle maestre». «Spero – conclude – che ci sia spazio per una concertazione sui criteri e sull’oggetto dei tagli». Concetti simili a quelli che esprime il capogruppo in consiglio comunale Diego Mencaroni, secondo il quale «l’assessore Calabrese disegna una città povera di istruzione, di ambiente, di servizi culturali, sociali; poveri del diritto di sentirci cittadini». Sugli asili Mencaroni sostiene che le competenze dell’assessore Waguè vengono così prevaricate e Calabrese «dovrebbe dirci come si arriva a quelle cifre». «Ci auguriamo che per il bene della città, non di questa opposizione, le corse all’ultimo chilometro dell’assessore Calabrese vengano rallentate dai suoi colleghi, degradati a meri esecutori, e dal sindaco che speriamo abbia un concetto più appropriato di bene pubblico».
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