Andrea Romizi nel suo nuovo ufficio (foto F.Troccoli)

di Daniele Bovi

Il giorno dopo è ancora quello della sbornia, della gioia, di Silvio Berlusconi che chiama per complimentarsi, dei cronisti da ogni parte d’Italia arrivati a Perugia per cercare il giovane sindaco che, nel momento peggiore del centrodestra, è riuscito a sconfiggere il sindaco uscente del Pd in una delle roccaforti della sinistra. Andrea Romizi concede interviste, si riposa un po’ e si prepara, da martedì, ad affrontare la sfida più difficile della sua vita politica: dare una giunta a Perugia all’altezza delle aspettative e poi governarla. Nel patto dell’apparentamento con Waguè e Barelli uno dei punti decisivi è il profilo della giunta, che dovrà essere sostanzialmente civica. Un impegno che Romizi lungo corso Vannucci conferma alle telecamere di Umbria24: «Al momento – dice – non faccio nomi ma sarà una giunta di impronta civica, con capacità ed esperienze adeguate per dare un governo alla città in un momento difficile. Sarà il governo della città, non di una parte».

CHI ENTRA IN CONSIGLIO (E CHI NO)
LA VIDEOINTERVISTA

Nomi e priorità Ci sarà però da tenere conto dei partiti e delle preferenze raccolte da persone come Varasano, Prisco e Scarponi, e così alla fine dalle formazioni che hanno sostenuto la corsa di Romizi potrebbe arrivare la metà della squadra. Tornando alle priorità, tra ottobre e novembre si capirà se il sogno di una Perugia capitale europea della cultura 2019 potrà proseguire, e anche su questo capitolo Romizi spiega che «proseguiremo lungo la strada tracciata in modo convinto. La candidatura l’abbiamo sostenuta fin dal primo momento e continueremo a farlo». Un posto chiave quindi sarà quello dell’assessore alla Cultura: anche qui nessun nome ma nel frattempo c’è l’assicurazione che «sarà sicuramente adeguato al ruolo». Altro posto chiave sarà quello dove si muovono le leve dei conti, ovvero quello del Bilancio, e proprio per analizzare i conti non dispiacerebbe che in Comune tornasse come dirigente Dante De Paolis, attualmente dg dell’Università di Perugia e per anni dirigente di punta del settore bilancio di palazzo dei Priori. Spesso, l’uomo chiamato a sbrogliare le matasse più intricate.

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Autonomia «Io – dice – caratterialmente ascolto tutti e poi decido, questa è stata la linea della campagna elettorale e su questa proseguiremo. I dirigenti? Nessuna caccia alle streghe: avremo un approccio serio e cercheremo di capire come la macchina comunale potrebbe funzionare al meglio. Idem per quanto riguarda le partecipate». Tra i primi impegni ci sarà il capitolo sicurezza, il contrasto del degrado urbano e poi una fase di ascolto di tutte le realtà cittadine «per capire come rilanciare Perugia». «Massima soddisfazione» la esprime invece Urbano Barelli, che gongola per l’elezione di due consiglieri comunali e torna a battere sul tasto della necessità di una «giunta civica che esprima le migliori energie della città, per attuare il programma concordato e per garantire la partecipazione dei cittadini e coinvolgerli nella verifica dell’attuazione del programma».

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