Il cippo di Ponte San Giovanni

di Dan.Bo.

Nessuno dei proponenti, o di chi ha approvato il documento, giura che alla base ci siano motivazioni politiche. Le giustificazioni riguardano il valore artistico, la sicurezza stradale e finanche il risparmio. Fatto sta che martedì la commissione Cultura del Comune di Perugia ha approvato, con sette voti a favore, due contrari, altrettante astensioni e un presente non votante, l’ordine del giorno del forzista Antonio Tracchegiani con il quale si chiede di spostare, dal bordo della strada al centro della nuova rotonda realizzata nella zona, il cippo che a Ponte San Giovanni commemora la Marcia su Roma, partita da Perugia nell’ottobre del 1922. Il consigliere vorrebbe che «sia posizionato al centro della rotatoria in fase di costruzione nella stessa area, con la freccia rivolta verso Roma, illuminandolo anche come si conviene a monumenti storici».

L’odg Nella presentazione in commissione, Tracchegiani ha voluto sottolineare come, «al di là della banale retorica ideologica, il cippo ha un alto valore storico, oltre che un ottimo stato di conservazione, che consentirebbe, sempre secondo il consigliere, di risparmiare sul costo di una nuova eventuale opera da apporre al centro della rotatoria stessa». L’assessore ai lavori pubblici, Francesco Calabrese, ha posto un freno spiegando, come il consigliere Francesco Vignaroli e i pentastellati Pietrelli e Giaffreda, che potrebbero tranquillamente restare lì dove sono, che i lavori appena fatti valorizzano le opere e che al centro della rotonda sarebbe meglio, in caso, piazzare un simbolo in grado di unificare come ad esempio un Grifo. Niente da fare: nonostante il parere contrario, la giunta dice una cosa e la maggioranza va da un’altra parte.

Il dibattito L’ingegnere di palazzo dei Priori Costantini ha poi spiegato che la collocazione attuale è quella autorizzata dalla Soprintendenza, che «ha dato indicazioni e posto limiti al suo posizionamento», sottolineando inoltre che «l’attuale collocazione sul tratto pedonale della strada favorisca la fruizione del monumento da parte dei cittadini, mentre un suo collocamento sulla rotonda potrebbe porlo a rischio in caso di incidenti». Il dibattito tra i consiglieri è stato lungo: il professor Nucciarelli, di Perugia Rinasce, ha puntato sul valore artistico («è un manufatto pregevole») e poi, parlando dei legami che esistono tra il prodotto artistico e il contesto culturale, «sempre più deboli fino svanire con il passare del tempo», fa l’esempio degli obelischi egizi, passati da prodotto della cultura pagana a rappresentare Chiesa e Papi.

Opposizione contro I forzisti Castori e Sorcini parlano invece di strumentalizzazione dell’opposizione e di una mossa ispirata «solo da questioni di sicurezza nella viabilità di questo tratto». Dalla sua poi Pastorelli di Fratelli d’Italia si è detta «contraria ad un appiattimento politico che cerca di negare l’esistenza di una destra che, al momento, è parte della maggioranza che governa la città», mentre secondo il leghista Felicioni si vuole solo ridare luce a un monumento: «L’opposizione – ha detto – ha perso un’occasione per dimostrare maturità culturale». Un’opposizione nettamente contraria allo spostamento, dal Pd ai socialisti: «Ormai – dicono Mirabassi e Arcudi – è evidente come l’Amministrazione perugina sia in mano ad una destra becera, nostalgica e reazionaria che ancora commemora la “marcia su Roma” dimenticando tutto quello che quell’infausto evento ha portato per il nostro Paese: i lutti, le privazioni, le devastazioni».

Ipocrisia Stesso disco lo suona il segretario del Pd cittadino Giacopetti: «Al governo della città – dice – c’è una destra fortemente ideologizzata, in barba ai proclami di civismo sentiti in campagna elettorale; quindi perché si confonde il valore storico di un’opera col suo portato simbolico». Giacopetti si dice d’accordo con Calabrese e propone di organizzare un concorso di idee tra gli studenti della zona per trovare un simbolo da installare al centro della rotonda». Su tutta la vicenda pare aleggiare in realtà un velo di ipocrisia. Pare difficile infatti riuscire a parlare asetticamente di valore artistico, di sicurezza stradale e pure di risparmi prescindendo da ciò che che il cippo evoca. Altrettanto ardito pare il paragone con un obelisco egizio o con altre opere sulle quali si è depositato un velo di polvere alto centinaia di anni, mentre il ventennio fascista parla ancora alla società di oggi.

Twitter @DanieleBovi

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One reply on “Perugia, maggioranza dà ok a odg per valorizzare il cippo che commemora la Marcia su Roma”

  1. Quindi questo è il risultato dei ritiri spirituali che fanno in convento…ottimo. A quando un monumento per commemorare Charles Manson?

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