Andrea Romizi

di Daniele Bovi

Dopo l’ennesima giornata di caos il centrodestra alla fine trova il suo candidato sindaco: a Wladimiro Boccali, Dramane Waguè, Cristina Rosetti e Urbano Barelli si unisce infatti Andrea Romizi, giovane avvocato e consigliere comunale di Forza Italia. A descrivere plasticamente il caos c’è il fatto che la candidatura è stata sottoscritta mercoledì nel corso di una riunione tra Fiammetta Modena (FI), Franco Asciutti (Ncd) e Marco Squarta (Fd’I), mentre negli stessi minuti l’azionista di maggioranza, quella Forza Italia rappresentata dal coordinatore comunale Massimo Perari e da Armando Fronduti e Renzo Baldoni, stava tenendo una conferenza stampa che suonava molto come un siluramento di Romizi. Ecco perché lo stesso Romizi si è preso qualche ora per decidere e dopo un pomeriggio di pressing, alla fine è arrivato il sì del diretto interessato e la nota congiunta che sancisce il matrimonio.

IL SONDAGGIO: M5S AL 26,5%, CENTRODESTRA AL 23%

La mattinata La mattinata però era iniziata in modo tutt’altro che tranquillo. In una sala di palazzo dei Priori infatti Perari, dopo aver ringraziato Corrado Zaganelli («l’operazione andava sostenuta di più però da entrambe le parti»), ha lanciato quella che avrebbe dovuto essere la strategia di Forza Italia: partendo dall’indubbio ritardo «dovuto allo sfaldamento del Pdl», i berluscones chiedevano al massimo 48 ore di tempo «per lavorare sulla coalizione» e trovare un candidato. «Il nome – ha spiegato Perari – sarà partecipato magari da un’assemblea di grandi elettori». Un nome che evidentemente non sarebbe stato quello di Romizi: «Le logiche – ha detto Baldoni, l’oppositore principale di quello che diventerà poi il candidato – vogliono che si cerchi un nome in grado di allargare. E se non si trova la quadra su un nome esterno siamo pronti ad andare da soli».

Cattolici «Andrea – ha detto invece Perari – è la nostra punta di diamante, non la vogliamo bruciare. Il primo nome per noi è quello suo, ma siamo pronti a fare un mezzo passo indietro per arrivare a una convergenza». Dal tavolo di Forza Italia arriva poi un appello addirittura a Urbano Barelli: «A lui – dice Perari – chiedo un ripensamento. Certe tematiche come quelle ambientali sono anche le nostre». L’altro tema sul tavolo è quello del rapporto coi cattolici: la lista che fa capo a Otello Numerini è nata in aperta reazione alla candidatura Zaganelli, non certo vicino a quel mondo, nonché alla lista che Mauro Cozzari ha preparato per appoggiare Boccali. Perari ricorda l’importanza del dialogo con quell’area culturale e politica (ma allora, è la domanda che in molti si fanno, perché candidare Zaganelli?) e il comunicato congiunto allunga la mano a Numerini («consideriamo importante – è detto – il suo apporto programmatico e personale»), che però al momento non sembra intenzionato a dare una mano.

Rifondare la città «Mi piacerebbe che nei prossimi giorni – scrive Romizi sulla sua pagina Facebook – non si parlasse tanto e solo del mio nome, frutto di una difficile e accidentata convergenza tra parti, ma del progetto che da qui nasce. Romizi sì o Romizi no non è importante. Quello che conta è ciò che, pur consapevole dei miei limiti, ho accettato di rappresentare: la ferma e diffusa volontà ti tante persone di rifondare Perugia, economicamente, socialmente e culturalmente. Per questo ho deciso di esserci». A lui poi sono arrivati gli auguri di Pietro Laffranco: «Una scelta congrua alla sfida del 25 maggio – scrive -, allorquando i cittadini dovranno decidere se lasciare il capoluogo regionale al suo destino di irreversibile declino, confermando Boccali, oppure riaccendere la speranza di un nuovo rinascimento civile, votando l’alfiere del cambiamento, Romizi. Andrea, che dimostra il coraggio politico della sfida qual è certamente la corsa per diventare primo cittadino merita il sostegno di tutti coloro che amano Perugia».

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