di Daniele Bovi
Slogan renziano, ma senza la volontà esplicita di rottamare Boccali. «Rinnoviamo Perugia. Adesso» è infatti la parola d’ordine che Anna Rita Fioroni ha scelto per la sua candidatura alle primarie di coalizione, anche se l’ex senatrice pare non voler andare allo scontro all’arma bianca, almeno palesemente: «Non mi candido per vendetta», risponde infatti a chi gli chiede se la sua discesa in campo sia da collegare al mancato sostegno per la sua ricandidatura in Senato, dove è andata invece l’ex assessore della giunta Boccali Valeria Cardinali. E se gli si chiede cosa boccia dell’amministrazione uscente, sostiene di non voler «portare avanti in questo modo la campagna – ha detto -, non faccio opposizione e non mi metto a criticare bensì a proporre per lo sviluppo futuro della città».
Chi c’era In sala ci sono due dei principali sponsor dell’avventura di Fioroni, ovvero il presidente della Provincia di Perugia Marco Vinicio Guasticchi e l’ex responsabile organizzazione del partito, Antonello Chianella. In più consiglieri comunali come Tiziana Capaldini, Sauro Bargelli e Federico Lupattelli, il renziano di ferro Francesco Caruso, Alessio Cavalieri, il presidente dell’assemblea comunale Bottoni, il presidente dell’Adoc Aldo Garofalo e pure il vicepresidente della Provincia di Perugia Aviano Rossi. In tutto una cinquantina di persone, molte delle quali fanno parte di quelle 500 (circa un quarto degli iscritti del Pd di Perugia) che hanno sottoscritto la candidatura di Fioroni. Con lei l’ex senatrice dice di avere un «mondo plurale, fatto di categorie economiche, associazionismo, professionisti. Vengo da questo mondo e lo conosco». Con lei c’è ovviamente anche un pezzo di partito «importante, e pure della direzione. Posso godere di un sostegno trasversale».
Cambio di schema Sulla coalizione che vorrebbe a suo sostegno l’ex senatrice non si sbilancia, lascia al partito il compito di dialogare («si stanno facendo una serie di passaggi, vedremo che succede») ma si lascia aperta l’opportunità di «parlare con pezzi diversi da quelli soliti». Dalla prima fila Guasticchi, che insieme a Chianella ha aiutato Fioroni a raccogliere le firme necessarie, gongola: «È la prima volta – dice – che i cittadini possono scegliere il loro candidato sindaco». Partendo dalla necessità di un «cambio di schema», Fioroni mette su tavolo dieci linee programmatiche per «cose certe e fattibili», iniziando dal tema della sicurezza (tra i punti citati un ruolo «meno burocratico» da assegnare alla polizia municipale e un servizio di raccolta delle segnalazioni da girare poi alle forse dell’ordine), e passando per «musei, biblioteche e minimetrò aperti fino a tarda sera», wi-fi libero «nei luoghi di maggiore interesse», sgravi per chi deciderà di aprire in centro.
ANCHE PSI E LA SINISTRA PENSANO A LORO CANDIDATO
Programma Fioroni vorrebbe anche un nuovo piano della mobilità, con parcheggi meno cari, e uno dedicato al turismo per portare «turisti tutto l’anno in città». Nel mirino della candidata anche l’abolizione della tassa di soggiorno, o quantomeno l’intenzione di valutare l’ipotesi: «Di certo – dice – non la vedo bene e gli operatori la vivono con difficoltà. Va fatta una valutazione e poi vedremo». E poi ancora sburocratizzazione, razionalizzazione della macchina comunale e delle partecipate, un più stretto rapporto coi cittadini anche attraverso l’istituzione delle consulte di quartiere, liste d’attesa «azzerate» per gli asili nido, recupero degli spazi dismessi (in primis il Mercato coperto e l’ex carcere) e più in generale la creazione di uno spazio favorevoli all’imprenditorialità.
Il tweet E Boccali nel pomeriggio, con un tweet, risponde così a Fioroni: «Vedo tanti candidati alle primarie, ma di candidato a sindaco ce n’è uno solo: #AnnaRitastaiserena». Un commento ironico che potrebbe però anche segnare un cambio di strategia da parte del sindaco, all’insegna di una (breve) campagna giocata con un po’ più di quella cattiveria «che – ha detto in più occasioni – non è nelle mie corde».
