di Dan.Bo.
O si arriva entro gennaio alla scelta del candidato sindaco o Fratelli d’Italia «lancerà la sfida dello svolgimento di primarie di coalizione aperte a tutte quelle forze alternative al centrosinistra». A spiegarlo, in una nota, il portavoce provinciale di Fd’I Marco Squarta: «È impensabile – scrive – che anche questa volta le forze di centrodestra arrivino all’ultimo momento alla scelta del candidato sindaco, dando l’idea di voler giocare la partita delle amministrative per perdere. Non è più ammissibile che l’attendismo nella scelta del candidato sia determinata da posizioni individuali e personalistiche di qualche esponente di partito locale. È arrivato il momento di voltare pagina». L’analisi delle condizioni di salute della città che Squarta fa è impietosa: «Perugia è vista in Italia e all’estero come capitale del degrado, della microcriminalità, dello spaccio della droga e della cattiva gestione amministrativa».
Candidato credibile «Mai come questa volta – è detto ancora – abbiamo la possibilità, grazie ai disastri prodotti dalla giunta Boccali, di mandare a casa dopo 50 anni di governo la sinistra. Occorre arrivare ad un candidato a sindaco del centrodestra credibile, capace di ridare entusiasmo ad un’intera comunità di persone». Fratelli d’Italia chiede quindi l’apertura, «il prima possibile», di un tavolo di confronto con le forze del centrodestra e «tutti quei movimenti civici che vogliono il cambiamento rispetto alla gestione Boccali, per arrivare ad una condivisione non solo del candidato a sindaco ma anche e sopratutto del programma elettorale». Un tavolo per arrivare, nel giro di un mese, alla scelta del candidato sindaco. In alternativa, come detto, Fd’I lancia l’idea delle primarie.
Monni: massima disponibilità La richiesta di un confronto e, in seconda battuta, l’opzione primarie è un percorso che Massimo Monni, consigliere regionale del Nuovo Centrodestra, condivide anche se alcuni paletti vengono fissati: «Il problema – dice a Umbria24 -non è nostro. Noi diamo da subito massima disponibilità a lavorare. Sicuramente prima si arriva a un nome e meglio è. Le primarie? Sono una buona cosa se fatte bene, in modo professionale e mettendo seggi in modo capillare sui territori». «Se per Squarta – continua – è certo che ci muoveremo compatti come centrodestra alle amministrative, io, nella realtà dei fatti, non ne sarei così convinto. La situazione drammatica in cui versa la città richiede persone caparbie e che conoscano bene il territorio. Se il nome che verrà fatto dai partiti che appoggiamo non rispecchierà le nostre aspettative ci vedremo bene dal portare avanti una coalizione che non sa dare giuste risposte». «Evitando di sbagliare come è successo in passato – conclude – anche noi auspichiamo che ben presto si arrivi a comunicare ai cittadini il nome del nostro candidato. Altrimenti saremo costretti ad agire di conseguenza».
