L'aula del consiglio comunale (foto F.Troccoli)

di Daniele Bovi

Poche certezze e molte domande, il che è già una notizia, e uno spettro che a sinistra chiamano «ballottaggio». Tra poche ore nel capoluogo umbro si aprono le urne per quella che è, insieme a Terni, la battaglia politica più importante di questa tornata elettorale. Una battaglia che stavolta, almeno secondo il fiuto di quelli che hanno consumato le scarpe in giro per il territorio comunale, è incerta. Qualcosa che assomiglia più a una partita vera che al consueto match senza storia. Una novità assoluta per la città che sperimenta in questa domenica di maggio anche l’esperienza nuova del tripolarismo. Da una parte il centrosinistra di Wladimiro Boccali, sindaco uscente, dall’altra il centrodestra di Andrea Romizi e poi Cristina Rosetti del Movimento 5 Stelle. Fuori da questo schema che si ripete in molte città d’Italia ci sono le liste civiche di Dramane Waguè (Idee per Perugia) e di Urbano Barelli (‘Perugia rinasce’ e ‘Crea Perugia’), mentre la deputata Adriana Galgano correrà per Scelta civica.

LO SPECIALE E LE INTERVISTE AI CANDIDATI

Affluenza Qualcosa sul risultato finale lo si potrà capire forse già da domenica alle 23 (lo spoglio per le comunali partirà invece lunedì alle 14, in entrambi i casi diretta non stop di Umbria24) quando saranno definitivi i risultati dell’affluenza, prima variabile di questo voto che si potrà analizzare. Perugia e l’Umbria in generale sono territori che hanno fatto della partecipazione uno dei tratti distintivi della vita politica. Nel 2009 alle urne andò il 78% dei perugini, e un calo significativo di questa percentuale potrebbe rappresentare un segnale poco confortante per il centrosinistra. Una coalizione che rappresenta, ed è questo uno degli altri elementi che caratterizzano il voto di domenica, un bacino di pesca per molti. Voti di centrosinistra potrebbero essere quelli per Waguè così come quelli, in parte, per Urbano Barelli che ha centrato la sua compagna su temi che stanno a cuore a quell’elettorato.

LA GUIDA AL VOTO

Bacini di pesca Conscio poi della sua debolezza fuori dalle zone centrali della città, ovvero quelle dove storicamente le elezioni si vincono (o si perdono) Barelli ha cercato di supplire con ‘Crea Perugia’ dove in lista ci sono tanti rappresentanti di quei comitati sorti sul territorio. Tutto sta a vedere se basterà. L’elettorato del Movimento 5 stelle è invece più trasversale, proveniente da tutti gli angoli dello scacchiere, quindi anche da sinistra. Un Movimento, inoltre, capace di recuperare elettori dall’astensionismo e che nel corso delle passate politiche in Umbria è stato tra le scelte più gettonate della fascia d’età che va dai 18 ai 21 anni. A vantaggio del Pd e del M5s c’è poi il potenziale effetto traino rappresentato dalle europee: in quanti voteranno in un modo alle amministrative e nell’altro per eleggere i parlamentari europei? Quanto i sondaggi sono riusciti ad intercettare il consenso per i pentastellati?

Numeri Chi si diletta di percentuali, in molti casi più raccontate per sentito dire che viste, numeri che passano di bocca in bocca come in una catena di Sant’Antonio senza un inizio né una fine precisi, racconta che è il ballottaggio lo scenario più probabile con la variabile rappresentata dal possibile sfidante di Boccali: Romizi o Rosetti? E in questo caso come si comporterebbero le altre liste che, ad oggi, sull’argomento non si sono espresse? Nell’ipotesi, bisognerà anche vedere con che percentuale si arriverà al ballottaggio: due candidati con numeri forti rappresenterebbero alternative forti; al contrario, un centrosinistra primo ma in forte arretramento accompagnato da una frammentazione abbastanza omogenea del voto alle altre liste, racconterebbe di una coalizione che perde voti senza che però, dalle altre parti, emerga un contendente forte.

La forza di Boccali Uno schieramento, quello di centrosinistra, dove una delle variabili decisive è rappresentata dal consenso di Boccali, conscio di essere stato carente sul fronte della comunicazione: quanto hanno pesato quelli che in più occasioni ha chiamato «i cinque anni più difficili degli ultimi decenni»? Prenderà più voti lui o l’insieme delle liste che lo sostengono? Quest’ultima può sembrare questione di lana caprina ma non lo è perché anche in base a questo Boccali avrà più o meno forza in vista di un ipotetico secondo mandato. E poi bisogna guardare al di fuori del recinto Pd: i socialisti hanno ancora il loro zoccolo duro? Idv, Rifondazione e Pdci hanno la stessa forza di cinque anni fa? Quale sarà l’apporto della ‘strana coppia’ formata da Sbrenna-Ronconi che, seppur non candidati, rappresentano i padri spirituali della lista «Perugia è il bene comune» che mette insieme Udc come Cozzari, ex Idv come Lomurno e altri ancora?

L’anatra zoppa Dal voto a queste liste dipenderà la composizione di un consiglio comunale ridotto nel numero di posti (da 40 si è passati a 32) e che il 7 giugno potrebbe rappresentare una novità assoluta. I vecchi equilibri e le altrettanto vecchie rendite di posizione tra posizione tra centrodestra e centrosinistra potrebbero essere un ricordo. Secondo la legge elettorale attuale per eleggere un consigliere servirà almeno il 3% e non è escluso che in consiglio ci sia quello che in gergo si chiama ‘anatra zoppa’. Con un sindaco eletto al primo turno la maggioranza, in virtù del premio, avrà 20 posti e la minoranza 12, con una possibile preponderanza dei 5 Stelle e un centrodestra di conseguenza a ranghi ridottissimi. In caso di ballottaggio invece le ipotesi sono due: nella prima se entrambe le coalizioni o singole liste (i cui voti sono conteggiati a parte rispetto a quelli per il candidato sindaco) sono sotto il 50%, il premio di maggioranza andrà a chi vince. Nel secondo scenario se vince il candidato partito con una percentuale più bassa mentre la coalizione dell’altro al primo turno aveva superato il 50% più uno, niente premio: seggi assegnati in modo proporzionale e quindi potrebbe verificarsi il caso di un sindaco con una maggioranza non dello stesso colore.

Twitter @DanieleBovi

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