Un momento dell'assemblea comunale

Nessun personalismo, ma solo la volontà di fare un passo indietro per il bene comune di un partito che deve assolutamente rinnovarsi a partire dalle figure che sono al suo interno, tornando a stringere un vero contatto con la città e ridisegnandosi da zero. Queste, in estrema sintesi, le parole di Andrea Delli Guanti, ex segretario comunale del Partito Democratico di Terni, che giovedì sera in assemblea comunale ha rassegnato le sue dimissioni irrevocabili, dichiarandosi a disposizione, del partito, senza rincorrere cariche, per lavorare a nuovi orizzonti politici. Intanto, l’assemblea è stata aggiornata alla prossima settimana per l’elevato numero di interventi e per decidere come procedere rispetto a come affrontare la situazione della carica vacante.

«Sforzo per un nuovo partito» «Lo sforzo di cui il Pd necessita – ha esordito Delli Guanti – è quello, fin da subito, di individuare come vera sfida quella di lavorare a un nuovo punto di vista: in questi ultimi due anni e mezzo siamo riusciti a riconquistare la rappresentanza parlamentare per Terni, abbiamo confermato sindaco e partito democratico alla guida città e la presidente Marini alla guida regione: tuttavia, dentro, come già abbiamo avuto modo di discutere, si soffre di una generale riduzione del consenso e di un indebolimento del partito e del suo grado di incisività. Questo ci obbliga a una riflessione profonda, già da qualche settimana avviata».

«Frantumazione e individualismi» Come ha spiegato Delli Guanti, il Pd ha toccato di recente il «minimo storico a Terni, con una forte crescita dell’astensionismo. Si chiude un ciclo politico – ha detto – autonomamente dalle nostre volontà e senza che riusciamo minimamente a indirizzare i più recenti processi politici. Se scattassimo una fotografia dell’anno trascorso dalle comunali del 2014 alle regionali 2015, capiremmo come abbiamo assistito e stiamo ancora assistendo alla frantumazione del partito politico, in un quadro in cui continuano ad emergere individualismi e cinismo – ha aggiunto -, mascherati da impegno nella società civile, che noi trascuriamo sistematicamente nelle scelte, azioni e riflessioni che facciamo: questo è uno dei nostri problemi cruciali».

«Riflessione e rottura: quale ruolo del Pd?» Per Delli Guanti, il Pd ternano deve riflettere sulla sua identità, cambiandola: «Serve necessariamente – ha detto – una nuova prospettiva politica in cui ridisegnarsi. Ci serve una rottura politica che crei una discontinuità forte. Su questo chiedo al gruppo dirigente di portare avanti una disamina su cosa sia il Pd oggi, che per molti di noi continua a essere un oggetto ignoto, ragionare su punti di forza, debolezze e geografia del partito, anche uscendo da una retorica dei circoli che si associa sempre più spesso a un’autoreferenzialità che ci ha progressivamente allontanato da comunità ternana. A questo punto mi chiedo: serve il Pd? Non a noi, ma soprattutto alla città? E il pd si sente pronto e all’altezza di un impegno concreto per Terni?»

«Va dato un segnale forte» L’ex segretario ha parlato di una delle crisi «più difficili di sempre, dove il centro-sinistra umbro e il Pd ternano non hanno saputo mantenere legami con pezzi importanti della società umbra, non hanno saputo portare elementi di rinnovamento, soprattutto a livello locale, né a entrare nel disagio sociale che forse fino in fondo non si è riusciti a comprendere. Penso – ha sentenziato Delli Guanti – che vada dato un segnale forte, per essere in sintonia con tutto ciò che ci circonda nelle pratiche e nelle scelte strategiche non solo di breve periodo, che non possono essere in contraddizione con la solidarietà e coesione che la società chiede. Occorre chiudere una stagione per aprire una nostra fase. La discontinuità – ha detto – non può che partire da chi porta con sé responsabilità politica prima, in un’ottica di costruzione di nuovi percorsi e di nuove situazioni, per arrivare successivamente a un nuovo patto di cittadinanza».

«Nessun personalismo, da oggi nuovo corso» Comprendo – ha infine concluso Delli Guanti – come la cronaca e le dinamiche temporali possano far pensare ad altre ragioni alla base delle mie dimissioni, ma è solo esclusivamente in un’ottica di rinnovato impegno e servizio verso il Pd che stasera ho deciso di rassegnarle, riconsegnando mandato all’assemblea comunale. Sono stati anni positivi che mi hanno fatto crescere come persona e come politico. Vorrei fosse chiaro che qui non si chiude un’esperienza personale, ma spero si chiuda un ciclo politico, che mi auguro porti ad avere un Pd più consono a quanto la società necessita».

Questo contenuto è libero e gratuito per tutti ma è stato realizzato anche grazie al contributo di chi ci ha sostenuti perché crede in una informazione accurata al servizio della nostra comunità. Se puoi fai la tua parte. Sostienici

Accettiamo pagamenti tramite carta di credito o Bonifico SEPA. Per donare inserisci l’importo, clicca il bottone Dona, scegli una modalità di pagamento e completa la procedura fornendo i dati richiesti.