Roberto Speranza

Tre giorni di discussione a Perugia, dall’11 al 13 marzo, «per un confronto intenso e di riflessione politica. Aperti a chi vuole farsi carico del nostro futuro. A chi crede nella politica, ma vuole cambiarla perché troppe cose non vanno». Le parole sono del leader della minoranza dem Roberto Speranza, che le scrive in una lettera rivolta agli iscritti del Pd in cui si annuncia la convention che si terrà a Perugia. «La ricchezza nel mondo – dice Speranza – aumentata vertiginosamente negli ultimi decenni, ma non ha portato con sé una riduzione delle diseguaglianze. Anzi, le diseguaglianze continuano a crescere,- prosegue Speranza. Le persone si sentono più sole e più insicure. Ed è proprio la paura che porta tanti a rifugiarsi nei populismi. Questo vento soffia forte in Europa. Da noi, che usciamo dalla crisi lentamente e con un Paese molto diviso, ha il volto rabbioso di Matteo Salvini e Beppe Grillo o quello consumato di Silvio Berlusconi. Non si può restare indifferenti. La realtà in cui viviamo non è più quella in cui siamo cresciuti. I cambiamenti climatici, il ritorno dei fondamentalismi religiosi, i crescenti fenomeni migratori, la quarta rivoluzione industriale richiedono una politica all’altezza delle nuove sfide».

La lettera «Eppure – continua Speranza nella lettera – la politica nel suo complesso appare debole e litigiosa. La crisi dell’Europa ne è il simbolo più drammatico. Manca una visione capace di mobilitare le coscienze. Anche in Italia la propaganda troppo spesso sembra prevalere sulle idee e sui progetti di cui un grande Paese ha bisogno. Il Partito Democratico ha la responsabilità più grande, sia come forza di governo, sia come partito perno del cambiamento. Abbiamo suscitato tante speranze, ma rischiamo di produrre altrettante disillusioni. Serve un cambiamento profondo. Servono nuove idee. Non bolle di sapone, belle da vedere, ma che scoppiano in un attimo e lasciano sul terreno solo gocce». Speranza dà quindi appuntamento a Perugia «a chi crede nella politica, ma vuole cambiarla perché troppe cose non vanno. Vogliamo proporre un nuovo punto di vista, superando le vecchie liturgie, ma anche le più recenti illusioni nuoviste. La nostra sfida è ripensare il campo democratico, ancorando il Pd al centrosinistra e superando ogni tentazione trasformista. Vogliamo un partito che sia strumento di progresso e innovazione e non di occupazione del potere, che promuova miglioramenti concreti per la vita dei cittadini, che sappia valorizzare i mille protagonismi della società italiana e proporsi come sintesi politica delle tante energie civiche presenti. La prima cosa da fare è ricostruire un pensiero e rigenerare una visione capace di interpretare il tempo in cui viviamo. Gesualdo Bufalino scriveva “Il sonno è di destra. Il sogno è di sinistra”. È proprio così. Un nuovo tempo, anche per il Pd, sta arrivando. Prepariamoci a viverlo con entusiasmo e ambizione».

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