Mismetti torni sui suoi passi mentre «i vari livelli istituzionali», in primis la Regione, garantiscano ossigeno alla Provincia. In sintesi è questo il messaggio partito lunedì pomeriggio dalla segreteria regionale del Partito democratico. All’ordine del giorni molti punti, su tutti l’inchiesta sugli appalti che ha investito il Comune di Terni, il terremoto e le dimissioni di Mismetti, arrivate a ciel sereno ormai alcuni giorni fa. Stando ad alcune ricostruzioni il sindaco di Foligno avrebbe mollato non tanto per la difficoltà di portare avanti il doppio incarico, quanto per l’impossibilità di adempiere ad alcuni compiti precisi che la Provincia ha, come quello di fare una serie di lavori in alcune scuole. Le risorse l’ex presidente le avrebbe cercate provando a ‘girare’ alcune proprietà dell’ente alla Regione, senza però ottenere risultati. Da qui la scelta di abbandonare.
La Provincia Una cornice dentro la quale si cala la nota della segreteria guidata da Giacomo Leonelli, a capo di un Pd che si dice «disponibile ad avviare una discussione qualificata con la Regione Umbria e con la sua rappresentanza parlamentare, al fine di ricercare e condividere quelle necessarie convergenze che portino al superamento delle criticità evidenziate da Mismetti all’atto delle sue dimissioni. In particolare – spiega la segreteria – appare prioritario che i vari livelli istituzionali, nel rispetto delle loro competenze, si impegnino a trovare quegli elementi in grado di conferire stabilità finanziaria all’ente, nell’interesse della cittadinanza e per garantire continuità dei servizi». Le dimissioni di Mismetti poi pongono anche un problema politico: se non rientreranno occorrerà tornare a breve al voto. Il compito di eleggerlo spetterebbe ai consiglieri comunali e ai sindaci della provincia (il voto è ponderato a seconda del numero di abitanti), con nuovi equilibri da trovare.
PD, GUASTICCHI E VICESINDACO DI MONTONE SOSPESI
INCHIESTA, TESO CONSIGLIO COMUNALE A TERNI
L’inchiesta Quanto ai fatti di Terni, dove lunedì c’è stato un consiglio comunale molto teso, la segreteria «riconosce la comprovata onestà e la trasparenza del sindaco, che saprà valutare al meglio, insieme al Partito di Terni, le scelte e le risposte che si renderanno necessarie, tenuto conto del dovere di assicurare alla città il rispetto del delicato percorso politico e amministrativo riguardo al bilancio dell’ente a cui ci si è impegnati; contestualmente si chiede il massimo sforzo per rendere note alla cittadinanza ternana il dettaglio delle procedure collegate agli appalti in oggetto». Detto questo, al partito non sono piaciute le manifestazioni del centrodestra (parliamo di partiti che per anni hanno governato l’Italia con un Presidente plurindagato e condannato e che teorizzava l’esistenza di una magistratura politicizzata e complottista») e del M5S con la sua «doppia morale: quando gli indagati sono del Movimento vale la presunzione di innocenza, come è successo a Roma o a Livorno, quando a essere indagati sono gli altri si invocano le manette».
