Andrea Cernicchi

di Ivano Porfiri

La partita è chiusa e lui lo sa, tanto che – giura chi gli è vicinissimo – a giorni annuncerà il ritiro dalla vita politica. Ma i suoi sostenitori non si sono voluti arrendere fino alla fine. Il protagonista di questa vicenda è l’ex assessore perugino Andrea Cernicchi, esponente della sinistra del partito e tra i papabili per un posto nella lista alle regionali. Solo che quel posto non lo avrà. Troppi veti, troppi appetiti sull’elettorato del capoluogo, troppe ripicche per scelte che non vengono perdonate.

Raccolta firme A impegnarsi senza sosta nella raccolta delle firme, in particolare, quattro amici e collaboratori di Cernicchi: Lucio Tabarrini, Maria Grazia Gabrielli, Luigina Abbenante e il capogruppo Pd al consiglio comunale di Perugia Diego Mancaroni. Il grosso delle sottoscrizioni, ovviamente, viene da Perugia, dove l’ex assessore ha sempre dimostrato di avere un serbatoio di preferenze non indifferente. Ma tante ne sono arrivate anche da Corciano (tra cui diversi eletti in Comune), Gubbio, Trasimeno e qualcuna perfino da Terni.

Consegna e futuro Il blocco di firme, in tutto 3.229, finisce sulla scrivania del segretario Leonelli a poche ore dalla direzione regionale del Partito democratico, chiamata lunedì sera a sancire i principi per la formazione della lista, alla presenza del vicesegretario Lorenzo Guerini. Ma l’appello, ne sono consapevoli i promotori, è destinato quasi certamente a finire nel vuoto. «C’è già un accordo di potere che taglia fuori Andrea – spiegano – non ci facciamo illusioni. Solo che questa enorme dimostrazione di affetto in appena dieci giorni ci ha sorpreso e non può lasciare indifferente chi si assumerà la responsabilità di non candidarlo».

Ritiro Cernicchi, al momento, non parla. I suoi amici lo descrivono «sereno e felice per la dimostrazione di affetto e stima», ma anche «profondamente disgustato». E’ per questo che giurano sia pronto a dire definitivamente addio alla vita politica: «Se non lo candidano ora, non si candiderà più e si dedicherà alla sua associazione culturale». Per capire se sia vero basterà attendere qualche giorno, il dado sembra tratto anche se i cataclismi della politica ci hanno abituato che ciò che è definitivo oggi può tornare labile domani.

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