Francesco Giacopetti

di Ivano Porfiri

«Il Partito democratico di Perugia soffre di un correntismo esasperato e c’è chi ha fatto della latitanza da queste stanze una strategia politica per non partecipare. Così non si può continuare e, siccome in questi anni sono stato visto da alcuni come un alibi per non partecipare, io dico: se il problema sono io, posso tranquillamente fare un passo indietro». Il segretario del Pd di Perugia, Francesco Giacopetti, rompe gli indugi e sfida apertamente chi, dopo la sconfitta alle comunali nel 2014, e soprattutto negli ultimi mesi, gioca a nascondersi anziché affrontare i problemi del Pd.

Fase cruciale «Siamo a una fase cruciale nella vita del partito – ha esordito Giacopetti nella conferenza stampa che ha convocato in piazza della Repubblica – veniamo da un periodo travagliato, ma durante il quale il Pd non è rimasto fermo. La ricognizione di Barca ci ha consegnato l’immagine di ciò che siamo con pregi e difetti, che abbiamo ben analizzato. Adesso è il momento della ricostruzione, che deve vedere tutti coinvolti».

Note positive e negative Il segretario comunale ha rimarcato come, dopo aver perso il Comune, il Pd a Perugia non sia sprofondato: «Alle Regionali del 2015 la coalizione di centrosinistra ha vinto e il Pd ha eletto quattro consiglieri, a differenza dell’ultima volta, e al referendum costituzionale il Sì ha trionfato come in pochissimi capoluoghi italiani». Detto ciò, Giacopetti non nasconde le difficoltà: «Abbiamo circoli completamente fermi, iscritti al palo come nel resto d’Italia, un correntismo che qui è più forte che nel resto dell’Umbria».

Appello all’unità Da qui la necessità di ripartire. «Invito tutti a farsi avanti – ha affermato – la mia porta è sempre aperta, il mio telefono ce l’hanno. Ripeto, se il problema sono io mi faccio indietro. Però il mio appello è che si torni a lavorare insieme perché serve un Pd compatto e coeso per affrontare il percorso verso il congresso e le altre sfide».

Riorganizzazione e Arcudi Primi passi: due appuntamenti in primavera su lavoro e cultura. «Dobbiamo ripartire da un’idea della città che vogliamo – è l’opinione di Giacopetti – per avvicinarci alle prossime comunali, per le quali è presto parlare di nomi. Anche il partito cittadino va ripensato: 29 circoli sono troppi, va fatta una riorganizzazione». Ultimo accenno all’ex vicesindaco Nilo Arcudi, appena fuoriuscito dai socialisti: «Ci siamo sentiti, lui vuole contribuire al centrosinistra con la sua associazione, ma non è interessato a entrare nel Pd».