Dante Andrea Rossi (foto F.Troccoli)

di Daniele Bovi

Dopo il provinciale, il comunale di Perugia. Questo potrebbe essere il nuovo terreno di scontro all’interno del Pd umbro. Archiviata infatti la rielezione di Dante Andrea Rossi, con tanto di imprimatur (seppur con molti puntini sulle «i») da parte della Commissione nazionale, gli occhi sono ora puntati su sabato 23 novembre. Tra poco più di una settimana infatti dovrebbe celebrarsi l’assemblea comunale per eleggere il successore di Franco Parlavecchio. Una casella importante perché, come noto, in primavera si va al voto e quindi la scelta dovrà essere fatta con cura. Gli scenari possibili sono due: o si assiste all’ennesima conta sanguinosa oppure in questi dieci giorni scarsi le diverse anime del fu monolite rosso trovano un accordo per evitare l’ennesimo, dimenticabile spettacolo.

Membri eletti I 135 membri dell’assemblea comunale sono già stati eletti durante i congressi di circolo che si sono chiusi da poco ma, rispetto al livello provinciale, c’è una (grossa) differenza: i suddetti membri non erano collegati a nessuna candidatura perché nessuna candidatura, ufficialmente, è stata presentata. Sulla base quindi di cosa si è stati eletti? Per quanto riguarda i quattro alfieri che si sono sfidati per il provinciale, nel comune di Perugia i risultati sono stati questi: Marinelli al 30%, Rossi e Bocerani intorno al 26% e Chianella (che ha vinto tra gli altri in due grandi circoli come San Sisto e Ponte San Giovanni) al 18%. I nomi che circolano sono sempre gli stessi: il segretario uscente Parlavecchio gioca la sua partita, così come il coordinatore della segreteria Francesco Giacopetti e il capogruppo in consiglio comunale Francesco Mearini.

L’ASSEMBLEA DI DOMENICA

Congresso valido Altri nomi però da qui al 23 potrebbero aggiungersi e c’è chi fa anche quello di Chianella. Tutto sta però a capire, vista la mancanza di candidature ufficiali e quindi di membri collegati, quali sono gli umori e gli orientamenti dentro il corpaccione dell’assemblea: chi può attirare il maggior numero di consensi? Quanta voglia di contarsi c’è, accresciuta anche dalle ferite aperte domenica, e quanta invece di trovare un accordo? In tutto questo, come accennato, martedì è stata messa la parola fine sul congresso provinciale. La Commissione nazionale ha riconosciuto la legittimità dell’elezione di Rossi con molti però. In una lettera spedita nel primo pomeriggio alla Commissione provinciale e a quella regionale infatti, il responsabile organizzazione del Pd Davide Zoggia ricorda che nonostante sabato Roma avesse concesso la possibilità di tenere più avanti il congresso, si è «deciso ugualmente di tenere l’assemblea».

LA LETTERA DI ZOGGIA

La lettera di Zoggia «Lungi da noi voler mettere in discussione tale risultato», aggiunge poi Zoggia che rimarca lo «spirito federale del Pd» e la costante ricerca «di soluzioni il più largamente condivise». Ecco perché «risulta inopportuno un tale comportamento incurante della funzione istituzionale e delle commissioni ai diversi livelli, e peraltro passibile di ricorsi avverso il mancato rispetto della forma delle modalità dovute al sereno svolgimento dell’iter congressuale». Una nota che viene interpretata così: una botta al cerchio, sancendo la legittimità di Rossi segretario, e una alla botte riguardo a ciò che non ha funzionato. E, alla fine, un possibile assist a Marinelli facendo intravvedere la porta di un ricorso con tanto di impugnazione dei risultati. Chance però che con tutta probabilità non verrà sfruttata.

Marinelli e Rossi Secondo Marinelli il via libera a Rossi da parte di Roma è una «decisione piuttosto schizofrenica» che accetta commentandola così: «Forse – dice – l’impellenza della normalizzazione delle fibrillazioni politiche nei territori ha successivamente prevalso su ogni altra considerazione anche sul piano nazionale». Sul piano politico, Marinelli sottolinea la «frattura verticale» dentro il Pd e spiega che «tre minoranze antitetiche non si sono compattate in un coerente progetto, ma si sono coagulate al fine di scavalcare una maggioranza relativa uscita con chiarezza dal voto degli iscritti». «Ora – sottolinea sull’altro lato della barricata il riconfermato Rossi – mi auguro che tutto ciò  ponga fine a sterili polemiche interne e alle strumentalizzazioni degli ultimi giorni. Da oggi bisogna affrontare i temi reali che interessano ai nostri concittadini».

Twitter @DanieleBovi

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One reply on “Pd, ora battaglia per il segretario di Perugia. Roma dice sì a Rossi, Marinelli: «Decisione schizofrenica»”

  1. A marine’ non sono del PD,ma con tutta la simpatia:smetti di conferire in poletichese stile De Mita (DC anni 1980)

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