Pippo Civati, Tiziano Scricciolo e Jacopo Fo (foto F.Troccoli)

di Daniele Bovi

«Chi me l’ha fatto fare di candidarmi? L’ho fatto perché vincerò le primarie». Ne è convinto Pippo Civati, mercoledì pomeriggio al cinema Méliès di Perugia per un incontro con Jacopo Fo moderato dal coordinatore dell’Udu Tiziano Scricciolo. Di fronte a un centinaio di persone (nella stragrande maggioranza giovani), tra le quali anche il candidato rettore dell’Università Mauro Volpi, il sindaco Wladimiro Boccali e il segretario del pd di Perugia Francesco Giacopetti (presenti entrambi martedì sera anche all’iniziativa di Matteo Renzi), Civati ha detto che «sarà uno choc il dibattito di venerdì sera e poi la settimana prossima ci saranno molti motivi per cambiare idea».

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Il mio Pd «Io ci credo – ha detto Civati – anche perché gli altri non propongono niente di significativo, non si capisce neanche quando vorrebbero andare a votare, per me è chiaro». Secondo Civati, «è chiarissimo che c’è un candidato, Gianni Cuperlo, che difende il governo Letta, un candidato che è Renzi che dice che Letta dovrà lavorare di più, che non si capisce cosa voglia dire: non è mica colpa di Letta e dell’impianto se le cose non si fanno, è colpa di questa strana alleanza. E un candidato come me che dice torniamo al Mattarellum e andiamo a votare a marzo». Di fronte alla platea il candidato segretario ha spiegato qual è il Pd che ha in mente: «Un partito – ha detto – che ha proposte chiare e semplici, non indistinte. Un Pd di sinistra, riconoscibile e che faccia il suo dovere, che recuperi l’alleanza con Sel, che riformi gli ammortizzatori sociali, che introduca una forma di sostegno al reddito, magari tagliando alcune spese e stipendi nella pubblica amministrazione».

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Nel Pse Un partito che, tra gli altri, avrebbe come punti di riferimento a cui guardare Prodi, Rodotà e Fabrizio Barca, in grado di recuperare anche «la tradizione ecologista», che dica no al Tav («un’opera che non serve») e che stia nel Pse con convinzione: «Fioroni? Rapresenta solo se stesso e poi che facciamo? Entriamo nel Ppe con Alfano?». Al centro dell’incontro i temi legati all’istruzione e alla cultura, due capitoli di spesa che secondo Civati andrebbero lasciato fuori dal calcolo deficit/Pil. «In Francia – ha ricordato Fo – la cultura è diventata la prima industria. In questo Paese c’è una lotta da fare e serve gente col cervello per cambiare l’Italia». In sala un ragazzo chiede come la pensi Civati sui temi del diritto allo studio, in particolare se sia meglio il prestito d’onore o l’erogazione dei servizi: «Io – risponde – ritengo che siamo meglio i servizi».

Decaduto Inevitabile, nel giorno in cui il Senato ha detto sì alla decadenza da parlamentare di Silvio Berlusconi, anche un passaggio sul Cavaliere. Ai tanti ventenni che lo ascoltano Civati ha detto che «per superare il Ventennio servono i ventenni. Berlusconi per me è decaduto quattro mesi fa, quindi c’è stata molta retorica e molte chiacchiere intorno a questa vicenda, ma il destino era segnato. Adesso le larghe intese non ci sono più, non si cambierà la Costituzione perché non ci sono i due terzi: ci sono – ha concluso -anche buone notizie, insomma».

 Twitter @DanieleBovi

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