La sede regionale del Pd

di Daniele Bovi

Al puzzle democratico per essere completo mancano poche tessere; pochi tasselli, più che altro di colore rosa, in quei territori che non paiono rappresentati. Già, perché a scorrere la possibile lista dem in vista delle elezioni regionali e ascoltando ciò che i protagonisti dicono, il fattore territoriale sembra contare eccome; il tutto a dispetto di quanto detto nelle settimane scorse, ovvero che il collegio unico regionale sarebbe stato lo strumento per costruire una classe dirigente con un respiro regionale. La candidata alla presidenza Catiuscia Marini lunedì sera, durante la direzione del partito, sulla composizione della lista ha chiesto un’accelerazione, tanto che intorno al 10 aprile ci sarà con tutta probabilità l’assemblea regionale che ratificherà i nomi. Qualche giorno prima invece si dovrebbe tenere una cena con tutti e 20 i candidati; cena possibilmente senza delitto e con i coltelli ben in vista.

I nomi Al di là di qualche sorpresa dell’ultimo minuto e di possibili stravolgimenti, la squadra sembra sostanzialmente fatta. I nomi ormai sicuri, guardando agli uscenti tra giunta e consiglio, sembrano essere quelli di Gianfranco Chiacchieroni da Marsciano, di Fernanda Cecchini da Città di Castello, di Fabio Paparelli da Terni, di Luca Barberini da Foligno, di Manlio Mariotti da Umbertide e di Eros Brega da Terni. Per lui servirà una deroga e ad esprimersi, come deciso dalla direzione, dovranno essere i livelli territoriali. Pur senza nominarlo la sinistra del partito di Marinelli e Fancelli in una nota spiega che di deroghe non se ne parla neppure, «tantomeno come fatto personale e singolo». Allo scopo «abbiamo chiesto un incontro sia con il segretario che con la candidata presidente». «Incomprensibile e inaccettabile» sarebbe «una rottura strumentale su un tema decisivo come quello del rinnovamento».

I CRITERI FISSATI DALLA DIREZIONE DEI DEM

La squadra Sempre rimanendo agli uscenti, ma stavolta provenienti da altri partiti (l’Idv), in corsa ci sarà Carla Casciari. Venendo ai nuovi, in pista per la sinistra del partito ci sono il perugino Attilio Solinas, il segretario regionale della Cgil Mario Bravi e la folignate Rita Zampolini, poi arrivano l’ex assessore alla Cultura della Provincia di Perugia Donatella Porzi e Marco Vinicio Guasticchi, il segretario Giacomo Leonelli, la renziana di Bastia Umbra Ramona Furiani e Anna Rita Fioroni. Discorso a parte per l’Orvietano, dove alla fine su Carlo Emanuele Trappolino dovrebbe spuntarla l’uscente Fausto Galanello: «Ad oggi – è detto in una nota del Pd orvietano – il consenso su Galanello di segretari e circoli lo pone come unico candidato». Punto e stop. Più di un dubbio invece c’è sul nome di Andrea Smacchi nel partito eugubino, reduce dalla batosta delle amministrative e dai mesi travagliati che le hanno precedute.

IL CASO CERNICCHI

Trasimeno, opzione lady lake In stand by il Trasimeno, bacino di pesca nel quale Anna Rita Fioroni non gradirebbe una candidatura e dove lunedì sera il segretario Sandro Pasquali ha ringraziato e detto no alla richiesta del partito di candidarsi. Pasquali lavora ad una possibile soluzione unitaria che alla fine potrebbe essere una donna: volendo fare un gioco di parole, potrebbe essere Alessia Dorillo o, in alternativa, Simona Meloni, la lady lake (più che la ladylike di morettiana memoria) del partito lacustre. In questo quadro manca poi un’altra donna, ma stavolta da Terni.

Forza Italia Situazione ben più in alto mare dentro Forza Italia, dove aleggia lo spettro di un possibile strappo da parte di Pietro Laffranco, con tanto di lista alternativa a Claudio Ricci e Laffranco candidato presidente. Mercoledì Maria Rosaria Rossi, fedelissima del Cavaliere, ha inviato ai coordinatori regionali una lettera con cui si fissano i criteri per le candidature. Come spiegato dall’amministratrice del partito, in primis c’è l’età: nelle liste bisogna favorire i giovani e la parità di genere; solo per «meriti eccezionali» saranno presi in considerazione gli over 65. Quanto ai consiglieri uscenti, potranno essere della partita solo se in regola con i contributi da versare a un partito che non naviga in acque placide dal punto di vista finanziario. I curriculum dei candidati dovranno essere spediti alla sede nazionale del partito dove verranno passati ai raggi X, anche se l’ultima parola spetterà direttamente a Silvio Berlusconi. Quanto alla data del voto, non ci sono più dubbi: mercoledì in consiglio regionale il presidente dell’assemblea Eros Brega ha spiegato che, secondo quanto riferito dal Governo, alle urne si andrà il 31 maggio.

Twitter @DanieleBovi