La segreteria provinciale del Pd inizia a muovere i primi passi e lo fa dopo un periodo di stand-by, dovuto ad una temporanea indisposizione fisica del segretario Dante Andrea Rossi che, come ha precisato lui stesso, in apertura dell’incontro di martedì sera, «è del tutto risolta». E così nell’appuntamento di esordio, il neo segretario ha tracciato le linee guida del nuovo corso provinciale rivolgendosi direttamente a quella che ha voluto che fosse una segreteria numerosa capace di ramificarsi nel territorio e d’interpretare le diverse sensibilità.
I nomi e i ruoli Quasi trenta le persone chiamate a dare un «contributo fattivo e plurale», tra cui molte donne, oltre dirigenti di lungo corso, giovani militanti, professionisti, imprenditori, ricercatori universitari, dirigenti e amministratori locali e provinciali. Un gruppo che lo stesso Rossi ha più volte chiamato ad una partecipazione vera e propositiva, che favorisca più il protagonismo delle idee che i personalismi fini a se stessi. A breve, è stato detto, saranno messi a punto i gruppi di lavoro in cui la mini direzione si articolerà, e sui quali si inizia a fare qualche nome, a partire dai temi dello sviluppo economico, con il contributo Fabrizio Salvanti e Loris Nadotti, dell’ambiente con Maria Grazia Ricci, degli enti locali con Nicola Mariuccini e Maurizio Manini, dell’organizzazione con Simona Brugnoni e Cristian Cecchetti, della comunicazione con Andrea Baffoni e Giovanni Cardarello. Quest’ultimo in particolare vanta significative esperienze nel campo dei new media essendo a capo, ormai da anni, del portale internet della Regione Lazio.
Comunicazione centrale Andrea Rossi si è detto infatti convinto di mettere in campo tutte le azioni utili a rivitalizzare l’attività politica dei circoli specie in quelle realtà della provincia che hanno sofferto di più una condizione di abbandono. La comunicazione, dunque, sarà lo strumento centrale per riarticolare un rapporto costante di confronto tra la cosidetta base del partito e i vertici provinciali.
Verso le amministrative Spazio anche agli approfondimenti tematici sui territori, con un imminente confronto da promuovere insieme alle amministrazioni locali e provinciali sulla riforma endoregionale. Nel corso dell’incontro, infine, è stato fatto un resoconto sulle diverse realtà comunali che si accingono ad andare al voto sulle quali, è stato detto, c’è un’attenzione costante e sinergica con il livello regionale insieme al quale si sta lavorando ovunque su proposte autorevoli che salvaguardino l’unità della coalizione di centrosinistra.
Più coordinatore che segretario Rossi dunque esce allo scoperto con un «progetto triennale ambizioso che rifugge dalla tentazione dell’autoreferenzialità e si spinge a recuperare un’idea nuova ed aperta di partito e prova a farlo con uno stile sobrio ed educato, quasi gentile nella forma in cui è stato proposto». Dice di sentirsi «più un coordinatore di un gruppo dirigente che un segretario» ma, se sarà necessario, proverà comunque a farlo fino in fondo.

