di Dan.Bo.
Con l’arrivo del nuovo Patto per la salute cambia anche il sistema dei ticket che, secondo la bozza predisposta mercoledì dalle commissioni Bilancio e Sanità della Conferenza delle Regioni, saranno differenziati a seconda del reddito Isee delle famiglie. Al centro del nuovo Patto infatti, che le Regioni insieme al Governo dovranno chiudere entro aprile onde evitare l’intervento diretto dell’esecutivo, c’è il tema fondamentale della compartecipazione dei cittadini alle spese sanitarie.
La bozza Il sistema al vaglio di Governo e Regioni è spiegato a pagina 11 della bozza pubblicata oggi dal sito de Il sole 24 Ore. I principi generali per il riordino della materia sono quattro e, da un lato, mirano ad innalzare la percentuale di prestazioni soggette a compartecipazione rispetto al 30% attuale; dall’altro puntano a garantire «maggiore equità attraverso la differenziazione dei livelli di contribuzione».
LA BOZZA DI TESTO IN DISCUSSIONE
I principi I principi riguardano la compartecipazione crescente al crescere della tariffa (ma con incidenza decrescente fino a un tetto massimo per ricetta) e differenziata a seconda della situazione economica; una stretta sulle esenzioni diverse dal reddito (patologia, invalidità e così via) alle situazioni caratterizzate «da maggiore severità e complessità»; innalzamento da 65 a 70 anni del limite di età e contestuale riduzione, rispetto ai 36 mila euro attuali del reddito familiare, per le esenzioni da reddito. Con questi criteri, sempre che il Patto vada in porto così com’è, si ridisegneranno l’assistenza farmaceutica convenzionata e quella specialistica, voce che comprende il pronto soccorso e l’assistenza termale.
Rete ospedaliera Un altro capitolo fondamentale della bozza è quello che riguarda la riorganizzazione della rete ospedaliera, tema sul quale palazzo Donini è intervenuto nei giorni scorsi. L’obiettivo generale è quello del riordino delle cure primarie attivando «un modello di cure primarie che aggreghi, organizzandole, le risorse umane e strutturali in forma coordinata e funzionale alla continuità assistenziale, alla gestione delle patologie croniche, alla medicina di iniziativa».
Nodi principali e secondari «Le reti ospedaliere – è scritto ancora – devono caratterizzarsi per la presenza di nodi principali, di carattere regionale, nelle patologie a maggior complessità e di nodi secondari, per il trattamento delle acuzie, nonché di nodi di cure intermedie, prevalentemente destinati alla riabilitazione ed alla post acuzie». La sforbiciata riguarderà anche i posti letto accreditati, che dovranno essere ricondotti entro i 3,5 ogni mille abitanti (comprensivi di 0,5 posti letto per la riabilitazione). Tutti obiettivi da perseguire «con gradualità».
Pediatri Tra le tante novità previste nella bozza una riguarda anche i pediatri e i loro piccoli pazienti: la proposta è infatti quella di assegnare ai pediatri unicamente i bambini da zero ai sei anni trasferendogli assistiti, dal settimo anno, ai medici di medicina generale. Dal primo gennaio 2013 poi il settore della medicina dei servizi sarà sospeso. La prossima settimana continuerà, a quanto si è appreso, il lavoro della commissione Salute della Conferenza delle Regioni. La Conferenza dovrebbe essere riconvocata, per una due-giorni sul Patto della Salute e sul riparto del Fondo sanitario da 108 miliardi l’8 e il 9 febbraio.


E vai con l’ennesimo premio agli evasori !!!