di Daniele Bovi
La coalizione di Vincenzo Bianconi prende una forma sempre più definita. La giornata politica di martedì infatti è stata caratterizzata in sostanza da due notizie: il ritiro di Andrea Fora, che sosterrà Bianconi con una formula ancora tutta da definire, e l’appoggio del cosiddetto terzo polo, cioè quella «Coalizione civica, verde e sociale» che riunisce Rifondazione, Verdi, Sinistra italiana e Movimento delle idee e del fare, che già lunedì aveva dato il suo via libera. La frattura dunque, con il concreto rischio di una seconda candidatura sostenuta magari proprio dal terzo polo, non c’è stata anche grazie al forte pressing romano su Fora. Insomma, lo scenario dato come più probabile alla fine si è concretizzato e l’ex presidente di Confcooperative ha scelto Facebook per rendere nota la sua decisione: «Vincenzo può fare bene. È un imprenditore e un amico e io lo aiuterò e sarò al suo fianco».
Fora è dentro Tutte da chiarire le modalità di questo sostegno. Per ora l’ex numero uno delle coop bianche ha consegnato a Bianconi il suo programma («Ne farà l’uso migliore»), senza spiegare quali saranno i prossimi passi: si candiderà in una lista civica? Ne proporrà una a sua volta oppure si terrà fuori dalla corsa elettorale? Nel frattempo, come ovvio, Fora si toglie molti dolorosi sassolini dalle scarpe ricordando che la sua candidatura è stata travolta dalle dinamiche nazionali, sottolineando «lo spettacolo che mi ha sdegnato» di queste settimane, la mancata discontinuità per quanto riguarda la lista del Pd e l’amarezza per essere stato lo «scalpo per una alleanza»: Di Maio, infatti, non potendo portare a casa risultati sulla lista dem, doveva esibire un qualche altro risultato a un Movimento in subbuglio sull’ipotesi dell’alleanza; da qui il niet a Fora che, con tutta probabilità, se non fosse stato appoggiato già dai dem avrebbe potuto ricevere il semaforo verde senza problemi. La vittima da sacrificare sull’altare della tattica pentastellata è stato lui.
INTERVISTA A BIANCONI: «SULLA GIUNTA MANI LIBERE»
Battere la Lega Tolti i sassolini, Fora spiega che sono stati in tanti a dirgli di andare avanti senza il Pd ma ribadisce che l’obiettivo è battere la Lega e che per lui l’unità è un valore: «Non bisogna cedere la nostra regione – dice – a una forza sovranista, violenta e populista. A questo bisogno vanno anteposte tutte le nostre velleità personali. Per questo contribuirò, con i mezzi che ho e nonostante tutto, a questo obiettivo». A testimonianza del pressing, pochi minuti dopo arriva il commento di Zingaretti: «La scelta di Fora – dice – è una bella notizia e gli fa onore, confermando il suo spessore umano e morale e la generosità con la quale ha deciso di lavorare per il bene dell’Umbria». Mercoledì mattina alle 9, all’hotel Plaza di Perugia, Bianconi riunirà tutti quelli che hanno intenzione di dare vita alla coalizione: oltre a Pd e M5s ci saranno il Psi, Italia in Comune di Pizzarotti, Civica popolare, l’area che fa capo a Fora, le civiche del sindaco di Gubbio Stirati e di quello di Castiglione del Lago Burico e altri.
LEGA, TUTTI I NOMI DELLA LISTA
Il terzo polo c’è E al tavolo ci saranno anche i soggetti del terzo polo. L’altra notizia è infatti il via libera, arrivato in tarda serata, alla candidatura di Bianconi: seppur tra molti distinguo, la maggioranza ha detto sì. D’accordo il Movimento delle idee e del fare (pur non condividendo il metodo con cui si è arrivati alla candidatura), i Verdi che vorrebbero schierare il proprio simbolo e pure Fabio Barcaioli di Sinistra italiana: «Dobbiamo mettere al centro discontinuità e rinnovamento nel programma. Il nome non dà entusiasmo – dice – ma con il senso della ragione dobbiamo andare avanti». Rifondazione si è rimessa alla volontà dell’assemblea parlando di scelta difficile e complicata mentre Giovanni Carnevali, di Foligno in Comune, ha sostenuto che non ci sono molte alternative: «Per noi l’opzione è stare dentro, anche se nel modo più critico possibile». Lorena Pesaresi ha predicato unità e ha proposto di mettere nel simbolo, seppur con accorgimento, un forte richiamo ai Verdi. Marta Gammarota di Foligno 20/30 poi ha parlato di «rospo in gola», chiedendo garanzie di discontinuità al candidato, al Pd e al M5s. Nel frattempo si lavora a una lista unitaria, aperta anche ad altri soggetti, con l’unica incognita dei Verdi che si sono presi una notte di riflessione per capire se stare in squadra o schierare il proprio simbolo.
Arriva Bianconi All’assemblea di Ponte San Giovanni ha partecipato per una mezzora anche Bianconi, che ha raccontato la sua storia («il terremoto è stata una grande lezione di vita»), si è detto fiero di essere un imprenditore «che conosce il lavoro e il sacrificio e che sta vicino ai suoi lavoratori; ci sono tante categorie di imprenditori». Un uomo «libero e non politicizzato», che «vede le persone, non le bandiere» e che ha «sentito il dovere di provarci, per mettermi a disposizione». Un piccolo affondo è arrivato nei confronti della Lega: «Mai votato per loro – dice – e in questi giorni ho pensato “e se mi chiedessero di candidarmi con loro?”; mi sono risposto che non ce l’avrei mai fatta». Bianconi ha chiamato tutti alla riunione di mercoledì, invitando a presentare dei punti programmatici da sintetizzare in tempi strettissimi, promettendo anche un diverso assetto degli assessorati in caso di vittoria.
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