Una dura denuncia da parte del sindaco di Spoleto, del Pd, dei Civici, del M5s e di Ora Spoleto che parlano di «smantellamento della sanità pubblica regionale a favore dei privati e di scelta sbagliata sul ‘Terzo polo ospedaliero regionale’»

«Non è bastato – scrivono – portare in corteo migliaia di concittadini che chiedevano maggior tutela del San Matteo degli Infermi, così come non è servito suggerire la richiesta di deroghe come previsto per le zone all’interno del cratere sismico 2016. Abbiamo sempre detto – aggiungono – che l’integrazione tra Foligno e Spoleto sia una strada ottimale, ma non possiamo condividere queste modalità e proposte organizzative. Tra l’altro ci chiediamo anche come si può pensare di unire due ospedali, sotto un codice identificativo unitario, entrambi sede Dea e senza la programmazione economico/finanziaria degli investimenti».

Denunciano quindi l’assenza di un piano: «Si perché ad oggi ci ritroviamo con una delibera organizzativa ma senza un piano sanitario regionale che dia le linee guida alla riorganizzazione stessa. Il tutto con un parere del ministero, che rimane chiuso nei cassetti contro ogni principio di trasparenza, che conferma i nostri dubbi sull’efficacia delle preadozioni, delle adozioni e in generale sull’iter seguito che consideriamo totalmente raffazzonato. Ricordiamo tra l’altro che più volte i rappresentanti della destra regionale e i dirigenti della Asl Umbria 2 ci hanno raccontato di essere in attesa di un parere ministeriale specifico solo sul Terzo Polo Ospedaliero, cosa che invece non corrisponde con la realtà dei fatti».

Quindi le accuse politiche: «Tesei e Coletto, con il benestare di Zaffini, hanno “regalato” in piene festività natalizie un progetto di annientamento della sanità pubblica che vedrà la sospensione e la chiusura di servizi ospedalieri in molti territori della regione.
Un piano che inoltre rimarca le differenze tra nord e sud regionale, in barba anche ai suggerimenti della Corte dei Conti su un netto riequilibrio territoriale, con Perugia e l’Università maggiormente tutelate mentre la zona del ternano vedrà trasformarsi posti letto destinati esclusivamente al privato».

Annunciano una richiesta di accesso agli atti «per visionare il parere del ministero sul piano» e ribadiscono la «contrarietà a questa deriva amministrativa delle destre volta a smantellare ulteriormente la sanità pubblica e l’assetto dei servizi ospedalieri nella nostra regione. Saremo quindi pronti a sostenere ogni iniziativa ed azione di carattere politico e legale insieme a tutti i cittadini, le associazioni ed i comitati».

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