Pierferdinando Casini (Foto F.Troccoli)

di Fra. Mar. e Iv. Por.

Sono vicini Pd e Udc. I loro leader Pierluigi Bersani e Pierferdinando Casini escono dalla «settimana umbra» come due promessi sposi per un futuro governo insieme, ma resta fra di loro uno scoglio difficile da superare: la legge elettorale.

Acli: con Pd e Udc ma senza sconti «Abbiamo invitato Pd e Udc perché sono due forze politiche che si sono prese una responsabilità nell’anno passato per sostenere un governo mettendo da parte le loro legittime aspirazioni. Ma abbiamo scelto questi interlocutori anche perché speriamo che tra loro ci possa essere un’alleanza seria». E’ questo l’invito di Andrea Olivero, presidente delle Acli aprendo sabato mattina l’ultimo giorno del 45° incontro di studi dell’azione cattolica. «Noi vi daremo le energie che abbiamo a disposizione – ha aggiunto Olivero – ma senza sconti».

VIDEO – Bersani a tutto campo a Perugia

I temi in comune A unire Casini e Bersani diversi temi importanti: Grillo, Monti, l’euro, la cittadinanza agli immigrati. «Voi  qui non avete due esponenti che vengono dalla stessa radice politica – ha detto Casini -, voi qui avete due esponenti politici che hanno idee e storie diverse, le nostre diversità non si possono annullare. Ma si possono realizzare alleanze su progetti chiari,  non su quelli che possono vincere le elezioni e poi il giorno dopo paralizzano il Paese».

VIDEO – Casini intervistato a Perugia

Grillo Per Casini «non si deve credere a chi dà le ricette facili. Lo abbiamo visto per troppo tempo: il grillismo è una variante dell’illusionismo: io sono un politico di professione, ma non sono un ladro. Io credo che la gente in momenti storici drammatici come adesso, è chiamata a riflettere, e lo farà il giorno delle elezioni. Certo la cosa migliore per incoraggiarla sarebbe una buona politica». Bersani gli fa eco: «Io ho fiducia nella gente, aggiusterà tutto lei. Se vediamo sempre quello che non va, dove andiamo a finire? Dobbiamo essere positivi e mettere in moto chi non ha idee populiste».

Cittadinanza a figli immigrati Casini e Bersani hanno idee in comune sulla cittadinanza a figli degli immigrati. «Serve una politica per la famiglia – ha detto il leader dell’Udc -, ma in Italia non si cresce. La popolazione cresce solo grazie agli immigrati. Io l’ho già detto che sono favorevole a concedere la cittadinanza a chi è nato in Italia. Dobbiamo integrare chi di fatto sostiene la produttività del Paese e non ghettizzare chi cresce con i nostri figli». Bersani: «Se tocca a me la prima cosa che farò è quella della cittadinanza italiana ai figli degli immigrati, perché una cosa così dal primo giorno chiarisce in quale mondo immaginiamo l’Italia, se la immaginiamo nel mondo nuovo, nel vecchio o chissà dove».

Legge elettorale A dividere i due la legge elettorale. Olivero innesca il discorso: «Non può governare da solo chi ha meno del 40% dei voti: va anche ridato ai cittadini il potere di scegliere i propri parlamentari. La soluzione, preferenze o collegi, trovatela voi». Casini vuole stringere i tempi, ma insiste sulle preferenze: «Ho riflettuto su quanto detto da Bersani sulle controindicazioni delle scelta per evitare derive di malcostume. Ma io resto della mia idea, io credo realmente che il grillismo si alimenti anche di questo. L’antidoto al grillismo, al populismo, passa per il fatto che i cittadini possano scegliere i loro parlamentari». Bersani non è d’accordo: «Noi abbiamo già deciso. Abbiamo consegnato la nostro proposta di legge col doppio turno. Non la vuole nessuno. Abbiamo detto facciamo un’ipotesi di compromesso. L’abbiamo messa lì, niente. Se lo facessero anche gli altri? E poi in commissione affari istituzionali, davanti agli italiani, si trovasse una composizione».

Casini attacca Marchionne Ultima nota: un fulmine di Casini contro il management della Fiat. «Non possiamo accettare la lezione nei confronti della politica di chi ha tanto parlato durante questi anni e non è riuscito neanche a creare un modello nuovo dell’auto. Da poco sono stati annunciati investimenti miracolosi per l’ azienda, oggi di fatto sta sta suonando il ritiro dall’Italia e noi dobbiamo stare molto attenti».