
Coinvolgere le istituzioni locali interessate – Comuni, Province, Regioni – per indirizzare e controllare la gestione della diga, subito i finanziamenti dallo Stato, che deve rimanere proprietario dell’invaso, per riparare il guasto, arrivare «finalmente dopo 30 anni». al collaudo dell”opera. Queste le richieste che l’assessore toscano all’agricoltura, Gianni Salvadori, come da lui stesso spiegato oggi, avanzerà in occasione delle riunioni il 10 gennaio con la Regione Umbria e il 18 con il ministero dell’Agricoltura e il commissario dell’Ente Irriguo, dopo il guasto verificatosi alla diga di Montedoglio.
Visita a Montedoglio A margine di un “summit” promosso dalla Regione Toscana con la Provincia di Arezzo e i Comuni toscani interessati, gli assessori all’agricoltura toscano con la collega umbra, Fernanda Cecchini, hanno svolto stamani un sopralluogo alla diga di Montedoglio, accompagnati dal direttore dell’Ente irriguo umbro-toscano, Diego Zurli.
Regioni unite Al termine del sopralluogo – riferisce un comunicato della Regione Umbria – i due assessori hanno confermato un «programma di azione comune, per definire le future modalità di utilizzo di un invaso, la cui importanza – hanno sottolineato – è decisiva per le sorti dell’agricoltura, soprattutto nel non facile momento attraversato dal comparto. «La diga di Montedoglio – ha dichiarato Fernanda Cecchini – costituisce l’invaso più importante del Centro Italia, e l’agricoltura ha bisogno di certezze sulle possibilità di utilizzo della diga, per poter programmare su base solida i propri interventi e contare sull’acqua dell’invaso».
Diga può continuare il suo lavoro Se la diga, nonostante la rottura dei conci e la situazione determinatasi, è comunque in grado – come ribadito stamani da Zurli – di «continuare fin da adesso il suo lavoro», gli assessorati all’Agricoltura della Regione Umbria e Toscana riprenderanno dunque da subito a lavorare insieme, anche alla luce delle risultanze sulle condizioni e la funzionalità della diga, che emergeranno sia dall’indagine della magistratura che dal lavoro dei tecnici, e che saranno al centro di incontri istituzionali, previsti per la settimana prossima. «Si è trattato di una visita istruttiva – ha commentato Fernanda Cecchini – come lo sono tutte le cose che si vedono con i propri occhi, e insieme utile, perché si è deciso, con la Regione Toscana, di rimetterci immediatamente al lavoro, per definire concretamente la gestione della diga nel prossimo futuro». Salvadori ha aggiunto che sarà poi preso in considerazione «tutto ciò che riguarda la gestione dell’acqua», concordando con quanto affermato dall’assessore umbro Fernanda Cecchini sull’importanza dell’invaso. Salvadori ha quindi ringraziato la protezione civile per l’intervento effettuato in occasione del guasto e ricordato che, «riguardo alla comunicazione dei piani di protezione civile, la stessa non spetta alla Regione ma agli enti locali».
