di Iv. Por.
Alla Marcia Perugia-Assisi non mancano, come ogni anno, i politici di livello nazionale. Quest’anno protagonisti sono stati Nichi Vendola e Rosy Bindi, che hanno lanciato messaggi sui temi della pace e della crisi.
Vendola: basta spese militari Occorre rompere il tabù dell’intangibilità delle spese militari. Lo ha detto il leader di Sel, Nichi Vendola, poco prima della partenza del corteo. «C’è un rapporto molto forte fra crisi e politiche di guerra – ha spiegato Vendola – francamente è insopportabile una Europa e una Italia dentro cui è normale, per combattere la crisi, tagliare i diritti sociali, intervenire in maniera pesantissima sull’esercizio del diritto alla salute, alla previdenza, all’istruzione, mentre c’è un tabù assoluto che sono le spese militari: non si possono toccare». Secondo il leader di Sel, «siccome la crisi è generata anche da una produzione della ricchezza legata ad apparati industriali e militari, noi dobbiamo porre con grande forza come via di uscita dalla crisi, una via di uscita da un modello di guerra».
Subito la patrimoniale «Non c’è via di uscita dalla crisi se non si mette al centro delle politiche di bilancio l’imposta patrimoniale». Ha sostenuto ancora Vendola. «In un Paese provinciale come l’Italia – ha detto – si è ritenuto già da molti anni che l’idea di una imposta patrimoniale appartenga alle culture estremiste e a un certo sovversivismo antagonista. Invece una imposta patrimoniale è il fondamento della giustizia e della democrazia». «Noi – ha aggiunto Vendola – abbiamo vissuto nell’epoca berlusconiana il bombardamento sulla delegittimazione delle tasse e quindi le tasse le pagano solo i poveri. Oggi – ha concluso – è venuto il momento di distruggere anche questo tabù».
Bindi: lavoro e diritti al centro «Cinquanta anni di marcia della pace ci dovrebbero far riflettere, un’iniziativa che dura nel tempo, che dimostra la fedeltà e la costanza di questo popolo, di questi giovani, delle associazioni, degli enti locali, della Tavola della pace». Lo ha detto Rosy Bindi. «Cinquanta anni – per Bindi – durante i quali si è ricordato all’Italia e al mondo che questo è il bene più importante. Quest’anno – ha aggiunto – è contestualizzato nella crisi economica e nella mancanza del lavoro, credo che questo apra per noi una strada di riflessione molto importante: le cause che hanno provocato questa crisi economica non saranno quelle che faranno uscire dalla crisi, solo riponendo al centro il lavoro, i diritti, la dignità delle persone che ce la potremo fare». Secondo la presidente del Pd la Marcia è anche «una straordinaria occasione per valorizzare i segni di speranza che ci sono ora nel mondo: non ci sono solo guerre, non c’è solo sfruttamento, ci sono anche popoli che si liberano e che vogliono liberarsi». «In questo momento – ha sottolineato Bindi – nel nostro paese ci vorrebbe un governo che pensa innanzi tutti ai cambiamenti di questa sfida internazionale, noi avvertiamo invece la nostra marginalizzazione, una mancanza di politica estera e la perdita di dignità nel contesto internazionale. Invece – ha concluso – ci vorrebbe un governo che si facesse davvero carico dei problemi dell’italia e riponesse al centro la crescita, il lavoro, l’equità».
Il governo si dimetta «Noi continueremo a lavorare perché si arrivi alle dimissioni del governo e si apra una nuova stagione», ha detto Bindi. «Intanto – ha aggiunto – la nostra presenza qui oggi come Pd che ci sono forze politiche che possono rappresentare l’alternativa, prima che di governo, culturale perché qui c’è un’alternativa anche alla crisi finanziaria e ai problemi che ci sono in Italia».
Marini: Capitini sarebbe orgoglioso «Come affermava il filosofo della nonviolenza e ideatore della Marcia, Aldo Capitini, ‘l’atto e’ piu importante della parola’: oggi lo abbiamo dimostrato, tutti insieme, partecipando alla marcia del cinquantenario come istituzioni, associazioni, migliaia di cittadini. Capitini sarebbe orgoglioso di quanto e’ stato costruito nel suo nome e nel solco dei suoi ideali»: lo ha detto la presidente della Regione Umbria, Catiuscia Marini, intervenendo oggi pomeriggio alla Rocca Maggiore, tappa finale della marcia Perugia-Assisi. «Anche partecipando ad iniziative come quella odierna – ha ribadito la presidente umbra – si dimostra cosa vuol dire essere cittadini militanti che non si limitano ad affidare ai politici i loro destini ma sono ogni giorno, in prima persona, costruttori di pace». Dopo aver definito la Tavola della pace «grande anima» della marcia, la Marini si è rivolta «ai tanti giovani presenti qui oggi: loro – ha concluso – sono i veri protagonisti nella costruzione di un mondo migliore di quello che noi gli stiamo consegnando».
Guasticchi: pace contro le mafie «La marcia della Pace Perugia-Assisi per fare propri i valori di fratellanza, libertà e solidarietà fra i popoli e al contempo ribadire la necessità di costruire una “pace e giustizia sociale” ispirata alla legalità e alla lotta a tutte le “mafie” nel ricordo e insegnamento di quanti, magistrati, rappresentanti delle forze dell’ordine, delle istituzioni e della società civile sono caduti per difendere i valori e gli ideali fondanti della nostra Costituzione». E’ quanto dichiarato dal presidente della Provincia di Perugia, Marco Vinicio Guasticchi. «Accanto ai conflitti e focolai bellici purtroppo sempre più frequenti a livello internazionale, le nuove generazioni di italiani stanno crescendo sempre più consapevoli e decise a lottare contro il fenomeno della criminalità organizzata. Questo grazie soprattutto alle molteplici iniziative che la società civile rivolge ai più piccoli, perché proprio da loro possa nascere una nazione nuova, dove il fenomeno mafioso in tutte le sue forme sia ben conosciuto e combattuto». «Come Provincia di Perugia – prosegue il presidente Guasticchi – saremo in prima linea nel diffondere, a partire dalle scuole, progetti e iniziative a difesa e tutela della pace e giustizia sociale, utilizzando linguaggi e forme artistiche capaci di penetrare nelle giovani generazioni. L’edizione 2011 della Marcia della pace Perugia-Assisi – conclude – precede di qualche settimana la visita di Benedetto XVI ad Assisi nel 25° anniversario del primo incontro interreligioso per la pace indetto da Papa Wojtyla, un evento di portata internazionale che spinge sempre di piu’ le istituzioni a difendere e preservare i valori e ideali di unità nazionale, della famiglia e credo religioso».

