L'aula del consiglio regionale (foto F.Troccoli)

di Daniele Bovi

Uno, due o tre collegi. Il gruppo Pd a palazzo Cesaroni ha cominciato a ragionare intorno al tema che terrà banco da qui ai prossimi mesi, ovvero quello della nuova legge elettorale regionale. Alcuni paletti sono stati fissati in modo chiaro mentre, al momento, grande è la confusione proprio per quanto riguarda il numero delle circoscrizioni, anche all’interno dello stesso Pd. Partendo dai punti fermi, nel corso dell’incontro di martedì i democratici su una cosa sono d’accordo: il testo dovrà essere approvato entro la pausa di agosto, evitando così che si ripeta quanto accaduto nel 2010. In quell’occasione infatti la legge fu varata a poche settimane dall’apertura dei seggi, con un forte carico di tensione anche riguardo al numero delle firme da presentare a corredo delle liste.

IL TESTO DELLA LEGGE ATTUALE

Via il listino Altro caposaldo sarà l’abolizione del famigerato listino del presidente: nato con il nobile scopo di portare in consiglio quelle figure della società civile,  e non solo, che potrebbero dare un grande apporto ma che non avrebbero preferenze a sufficienza, nel corso degli anni è diventato il mezzo per sistemare, dopo estenuanti trattative sui nomi, qualche solito noto in generale a corto di voti. Il meccanismo è semplice: se il presidente viene eletto, con lui entrano in modo automatico i candidati del listino. La nuova legge poi secondo il Pd dovrà prevedere un premio di maggioranza, sulla cui quantificazione la discussione è in corso. Di certo si dovrà tener conto del fatto che dal 2015, così come imposto a livello nazionale, il consiglio regionale passerà dai 30 consiglieri attuali (più il presidente della Regione) a 20. Un taglio netto che ha come prima conseguenza la voglia dei partiti più piccoli di sopravvivere.

I collegi Ecco perché dal Prc all’Idv passando per il Psi e non solo, si chiede una legge che garantisca una adeguata rappresentanza, territoriale e politica. Tutti d’accordo inoltre sul fatto che l’elezione del presidente dovrà rimanere diretta, come avviene oggi. Posizioni molto più articolate invece per quanto riguarda il numero dei collegi. La legge del 2010 prevede due circoscrizioni che ricalcano i confini delle province, mentre poche settimane fa il presidente del consiglio regionale Eros Brega ha messo sul tavolo l’ipotesi del collegio unico regionale. Su questa posizione, oltre Brega, ci sono anche Luca Barberini e Andrea Smacchi; due sarebbe invece l’opzione gradita a Fabio Paparelli, Fabrizio Bracco, Manlio Mariotti, la presidente Catiuscia Marini e Fernanda Cecchini. Ma sul tavolo della discussione c’è anche l’ipotesi di creare tre circoscrizioni, ovvero l’area del Perugino, il Folignate-Spoletino e il Ternano. E proprio tra uno e due alla fine potrebbe essere questo il punto di caduta almeno all’interno del partito, visto che la legge andrà scritta con tutti i partiti che siedono in consiglio regionale.

Twitter @DanieleBovi

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