L'aula del consiglio regionale (foto F.Troccoli)

di D.B.

Un ricorso e un’interpellanza parlamentare. È quanto si preparano a fare i deputati umbri di M5S e Scelta civica insieme al Comitato per la democrazia dopo l’approvazione, la scorsa settimana, della nuova legge elettorale regionale. «Siamo pronti a presentare ricorso insieme nei prossimi giorni – spiegano – e a portare, tramite interpellanza parlamentare, il caso Umbria all’attenzione del governo». Le critiche che il fronte fa alla legge sono dure: «Presenta – dicono – profili di illegittimità costituzionale, soprattutto nella parte che prevede l’assegnazione del premio di maggioranza senza soglia minima. Modalità stigmatizzata dalla Consulta nel 2014».

LA NUOVA LEGGE ELETTORALE

Umbricellum «Rilievi inascoltati – aggiungono – dalla maggioranza regionale, in particolare dal Partito democratico, e da alcuni consiglieri di opposizione che hanno disegnato e approvato martedì scorso un testo su misura, l’Umbricellum, a garanzia dello status quo, ostile al pluralismo politico, sordo alla richiesta di cambiamento che nasce dagli elettori e che esige una adeguata rappresentanza territoriale». Una legge che, come spiegano le simulazioni fatte da Michele Guaitini, segretario di Radicaliperugia, sulla base dell’ultimo sondaggio diffuso e del testo definitivo approvato dall’aula, darebbero questi risultati.

I QUATTRO CANDIDATI UFFICIALMENTE IN CORSA

La simulazione Ipotizzando una coalizione Marini vincente con il 42,9%, una coalizione Ricci (oggi a Roma il centrodestra farà il punto sulle regionali) seconda con il 35,7%, Laura Alunni del M5S al 14,3% e un’ipotetica lista Tsipras al 7,1%, alla presidente uscente andrebbero 12 seggi e uno, grazie al ‘premio di minoranza’ che ha aperto la breccia all’interno del centrodestra in consiglio regionale, a Ricci come miglior perdente. I residui 7 seggi vengono assegnati alle altre coalizioni o liste con lo stesso metodo del primo riparto: cinque andrebbero alla coalizione di Claudio Ricci e due al M5S (uno a Laura Alunni). Risultato, grazie al ‘premio di minoranza’ la lista Tsipras o Alternativa riformista che ha deciso sabato di scendere in campo, rimarrebbe fuori col 7,1%. Questa l’asticella da superare se si vuole entrare a palazzo Cesaroni, mentre senza ‘premio’ per eleggere un consigliere sarebbe bastato il 5,1%.

Twitter @DanieleBovi

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