di Ivano Porfiri
«Cercheremo di approvarla entro la metà di febbraio, diciamo per San Valentino, patrono di Terni e protettore degli innamorati». Ci scherza il presidente del Consiglio regionale Eros Brega, ma la legge elettorale che dovrà per forza essere partorita in vista delle elezioni regionali, tutto sarà fuorché frutto dell’amore. Una dimostrazione pratica si è avuta durante la conferenza stampa di fine anno dell’Ufficio di presidenza di Palazzo Cesaroni, con continui battibecchi e stoccate tra i presenti.
Il testo Innanzi tutto, la novità di giornata pare essere l’arrivo (finalmente) delle risposte dei costituzionalisti ai quesiti sollevati dalla commissione Riforme ai dubbi di costituzionalità sollevati sulla proposta del Pd. Più che semplici risposte, tuttavia, pare che da Roma sia giunto un nuovo testo che, di fatto, ripropone la vecchia legge con i correttivi approvati dall’assemblea Pd: abolizione del listino, doppia preferenza di genere, collegio unico regionale. Si avrebbe un premio di maggioranza al 60% (12 consiglieri su 20) alla coalizione vincitrice più un “diritto di tribuna” per le liste apparentate al partito più votato della coalizione vincitrice che otterranno un certo risultato (intorno al 3%). In sostanza, si tratta per molti aspetti della proposta Pd, su cui si troverà tutt’altro che un consenso unanime, come ammette lo stesso Brega: «Sulla legge elettorale ho un solo rammarico: non credo sarà votata da un’ampia maggioranza, ma dobbiamo approvarla. Il ritardo? Ci ha aiutato un po’ lo spostamento delle elezioni a maggio. Del resto le leggi elettorali si fanno spesso a fine mandato per non delegittimare gli eletti». Sui tempi, quindi, «la commissione tornerà a riunirsi subito dopo la Befana. Presumo che si voti la proposta entro gennaio e entro San Valentino si possa approvare».
Brega per la macroregione Sui contenuti, Brega (che conferma la sua disponibilità a ricandidarsi chiedendo la deroga al terzo mandato «se il partito lo vorrà») rimarca come «mi sono sempre espresso per il collegio unico. Lo dico anche perché sento che a livello nazionale tutti parlano di accorpare le regioni e quasi tutti sono favorevoli, ma poi localmente vorrebbero 20 collegi. Io sono favorevole e perciò dico sì al collegio unico. Credo che dopo la riforma costituzionale ora in Parlamento si debba lavorare per ridurre le 20 regioni. Io vorrei una grande regione che possa escludere Roma e Firenze comprendendo tutta la fascia vuota tra queste due città metropolitane. Sono quindi d’accordo con Zingaretti: partiamo subito unendo le funzioni».
Stufara: «Legge sia condivisa» Subito è arrivata la stoccata del vicepresidente Damiano Stufara (Prc): «Io mi auguro che non accada che la legge elettorale sia approvata da una maggioranza risicatissima – ha detto -. Io credo che lo sforzo che va fatto sia trovare una convergenza ampia piuttosto che privilegiare interessi di bottega. Io spero sia scongiurato lo scenario delineato dal presidente Brega».
Battibecco De Sio-Brega Dopo aver lamentato come il dibattito sulle macro regioni sia «ancora una volta calato dall’alto, di fatto escludendoci dalle decisioni» il consigliere Alfredo De Sio (Fratelli d’Italia) sulla legge elettorale ha attaccato: «Era palese che nella proposta del Pd ci fossero elementi di incostituzionalità per un premio di maggioranza spropositato in un sistema bipolare». Al che è subito scattato Brega, interrompendolo: «De Sio non manca mai di rimarcare la sua posizione politica. Ecco perché faranno sempre opposizione».
Lignani: «No criminalizzazione» L’altro vicepresidente, Andrea Lignani Marchesani (FdI), non è intervenuto tanto sulla legge elettorale in sé quanto sulle prerogative del Consiglio regionale. «Il prossimo consiglio regionale potrebbe essere l’ultimo dell’Umbria, per me dovrà essere rivitalizzato nei suoi compiti perché avrà il compito di rivedere l’assetto istituzionale. Si andrà verso la fine di un doppio binario legislativo nazionale-regionale e io sono favorevole perché a fallito. La sola cosa che rivendico è che non ci sto a criminalizzazione in atto dal governo sui consigli regionali, accostati solo a scandali. E’ inaccettabile: inizino i parlamentari a fare sacrifici invece di scaricarli sulle Regioni».
Più policentrismo L’ultimo a intervenire è stato Fausto Galanello (Pd): «La legge elettorale decide il modo in cui ci proporremo al dibattito sulle macro regioni. Io da Orvieto dico che va recuperata un’Umbria più policentrica ma che deve presentarsi in modo unitario».
«Politica sana» Brega, in conclusione, ha ringraziato i consiglieri per il lavoro fatto nei 5 anni: «Voglio dire con serenità che la politica in Umbria è una politica sana, sia sul fronte della maggioranza che per l’opposizione. Ho ereditato questa cultura e ho contribuito a portarla avanti. Sono i numeri e i fatti a parlare per noi. La parte finale sarà caratterizzata da altre riforme importanti». Distribuite anche le presenze alle sedute del consiglio: tutti hanno fatto registrare presenze superiori all’85%.
