Carla Cantone al convegno dello Spi

di Iv. Por.

«Caro presidente Monti e caro ministro Fornero, anziché piangere, ascoltateci, per il bene del Paese. Non mettete il Parlamento nelle condizioni di dover votare una riforma senza l’accordo di Cgil, Cisl e Uil, contro la volontà dei lavoratori». A lanciare l’appello il segretario nazionale dello Spi-Cgil, Carla Cantone, a Perugia per un attivo aperto alla Sala dei Notari del sindacato dei pensionati. Al”iniziativa hanno preso parte il segretario della Cgil Umbria, Mario Bravi, la presidente della Regione, Catiuscia Marini, il sindaco di Perugia, Wladimiro Boccali, Marina Sereni, capogruppo del Pd alla Camera e Graziano Massoli, segretario generale dello Spi Cgil dell’Umbria.

Monti sbaglia Sulla riforma del welfare in generale, per Cantone «tutti dobbiamo fare uno sforzo per trovare un’intesa, questa è la ragione per la quale io non condivido che lui voglia andare avanti da solo: trovare un’intesa – conclude – è fondamentale». Cantone, considera infatti un errore la volontà del governo di procedere alla riforma del mercato del lavoro anche senza l’accordo con le parti sociali. «Io penso che Monti fa un errore di comportamento – afferma Cantone a margine di un’iniziativa a Perugia – perché per il bene del paese e di tutte le parti sociali, governo compreso, sarebbe utile trovare una soluzione condivisa, perché se è condivisa forse riusciamo tutti insieme a fare qualcosa di buono per questo paese e per uscire dalla crisi con piu’ uguaglianza e meno povertà». «Se, invece – aggiunge Cantone – si insiste a voler fare da soli, senza tenere conto che le parti sociali in questo paese hanno sempre svolto un grande ruolo di livello della democrazia e di partecipazione, allora vuol dire calpestare dei diritti di rappresentanza che non e’ giusto che siano calpestati». E poi: «Toccare l’articolo 18 non serve a nessuno, è una bandiera per il governo e un graffio alla democrazia per noi, sarebbe opportuno anche evitare di parlarne»

Più tasse ai ricchi «Ridurre il prelievo fiscale a chi guadagna di meno e alzarlo a chi guadagna di più». E’ la direzione che, secondo il segretario dello Spi-Cgil, Carla Cantone, dovrebbe prendere la riforma fiscale del governo. «E’ una questione di equità – afferma Cantone – e in questo modo si possono andare a trovare delle risorse per intervenire sulla sanità, sulla non autosufficienza e per avere un welfare locale basato sulla giustizia sociale». Poi, per il segretario dei pensionati Cgil, occorre «ritornare sulle pensioni perché questo fatto che è stata bloccata la rivalutazione alle pensioni superiori a mille e 50 euro nette non va bene, perché sono rimasti fuori quella fascia di pensionati che ha lavorato più di 40 anni nelle fabbriche: bisognerebbe – conclude Cantone – arrivare almeno a cinque volte il minimo, cioè duemila euro lordi».

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