Il presidio davanti al palazzo della Regione dei lavoratori del 118

Tornano in piazza le lavoratrici e i lavoratori umbri del trasporto sanitario di emergenza. Da mercoledì mattina è partito un presidio permanente in piazza Italia a Perugia, davanti alla sede del consiglio regionale. Una delegazione di lavoratori ha incontrato l’ufficio di presidenza dell’Assemblea regionale e capigruppo. I rappresentanti dei lavoratori, intendono cogliere infatti occasione dell’attuale fase di riordino del sistema sanitario regionale, per avere la possibilità di rapportarsi con i soggetti istituzionali regionali per poter concretamente illustrare e risolvere le numerose problematiche del servizio «mettendo al centro – hanno tenuto a precisare – il lavoro ed i lavoratori».

Le ragioni dei lavoratori La delegazione di Fp-Cgil, Fps-Cisl e Cisal ha posto l’urgenza di superare quella che è stata definita «disomogeneità del sistema» del servizio di conduzione delle ambulanze, sia per ciò che riguarda il servizio del 118 che quello del trasporto ordinario di malati. Chiedono il superamento dell’attuale regime di appalti che nelle quattro Asl umbre regola i rapporti di lavoro con la Croce Rossa e con le altre associazioni regionali di volontariato che partecipano al servizio. Si chiede quindi l’internalizzazione del servizio, con la possibilità di effettuare concorsi pubblici e «senza per questo – sottolineano – esautorare le associazioni che rappresentano un pezzo di storia delle città umbre».

Gare di appalto Altra richiesta riguarda il superamento delle gare di appalto che con il meccanismo del massimo ribasso e senza prevedere il riassorbimento di professionalità già sperimentate, determinano «precarizzazione e abbassamento della qualità dei servizi, come accaduto nella Asl 1». Si chiede quindi l’accreditamento delle associazioni che operano sul territorio regionale e l’affidamento diretto ad esse del servizio.

Altre difficoltà I sindacati ricordano anche che di recente è scaduto l’appalto della Croce Rossa con l’Asl 2, ma che «dopo contatti con l’Azienda e la C.R.I. si è riusciti ad ottenere la proroga dell’appalto di ulteriori sei mesi». Tuttavia, affermano ancora i sindacati, «l’Asl ha provveduto ad indire una nuova gara d’appalto, creando al personale precario della C.R.I., (18 unità) ulteriori motivi di sconcerto, preoccupazione e incertezza in quanto nel capitolato d’appalto non vi è l’obbligo del riassorbimento degli operatori da parte di chi subentrerà nell’appalto». Cgil, Cisl e Cisal ricordano anche che a giugno scadrà l’appalto della Asl 3 e anche in questa realtà si andrà a gara, con «60 operatori che vivranno anche loro l’incertezza per il futuro».

Riordino «Avevamo avuto rassicurazione – concludono i sindacati – che quanto prima questo problema sarebbe stato risolto con l’assunzione della delibera sul riordino della centrale operativa del 118 ma ciò non è avvenuto. Il nostro obiettivo primario è stato e rimane l’internalizzazione del servizio, senza per questo esautorare le associazioni che rappresentano un pezzo di storia della città».

«Attenzione e ascolto» Ufficio di presidenza e capigruppo del consiglio regionale hanno incontrato i rappresentanti sindacali Cgil, Cisl e Cisal al termine della seduta dell’Assemblea. Il vicepresidente Andrea Lignani Marchesani (il presidente Brega era assente per impegni istituzionali), nell’esprimere «attenzione e ascolto» sulle questioni poste ha detto che l’Ufficio di Presidenza chiederà formalmente ai presidenti della prima e terza Commissione di effettuare un’audizione con le rappresentanze sindacali: «in quelle sedi i vari gruppi potranno entrare nel merito delle problematiche con valutazioni e propostex».

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