«Respingo sdegnosamente qualsiasi allusione senza tema di essere smentito». Così commenta l’assessore regionale alle Infrastrutture e Trasporti Enrico Melasecche entrando nel merito dell’interrogazione presentata dal consigliere Tommaso Bori (Pd). E’ botta e risposta tra i due. Se quest’ultimo chiede di «conoscere se i membri della giunta, direttamente, o per tramite dei loro staff, hanno avuto contatti con gli indagati in merito agli appalti al centro dell’indagine sugli appalti Anas (‘Verdini-gate’)»; l’assessore risponde che, semmai, «è la nostra Regione ad essere vittima di eventuali azioni che dovessero essere commesse».

La replica di Melasecche «Non ho mai avuto contatti con gli appalti in questione – argomenta l’assessore – non mi interessa andare a rimestare per favorire uno o l’altro. Non voglio pensare che il segretario del Pd, noto garantista, voglia accusare un assessore in base a delle notizie di stampa. Se poi il consigliere Bori è curioso di conoscere notizie in merito a soggetti cui fa riferimento nella sua interrogazione, consiglio di rivolgersi alle passate amministrazioni umbre del suo stesso colore politico e troverà ampia soddisfazione e notizie di dettaglio». Passando invece agli eventuali risvolti che le inchieste in atto potrebbero avere sui lavori umbri: «Io non posso immaginare se i fatti riportati avranno risvolti penali e con quali conseguenze. La mia azione, a volte anche martellante – chiosa Melasecche – è sempre stata volta ad accelerare i lavori nei cantieri e a chiedere se i lavori proposti in galleria fossero indispensabili, chiedendo di accorparli per dimezzare i tempi di blocco della circolazione. Le mie insistenti richieste sono volte alla sicurezza dei lavoratori, degli automobilisti, dei cantieri ma anche alla celerità dei lavori per portare a conclusione opere in maniera più veloce possibile. Il contrario di quello che adombra l’interrogazione. Il senso politico che si prefigge l’interrogazione – conclude – è di cercare accostamenti che possano schizzare fango nel comportamento di un membro della giunta. Stia tranquillo il segretario del Pd. Attendiamo lo svolgimento delle indagini. La Regione Umbria, questa giunta, non hanno nulla da temere da comportamenti illeciti del sottoscritto. Un consiglio: si guardi in casa piuttosto perché la storia dell’Umbria è piena di esempi eclatanti». 

Botta e risposta Non tarda ad arrivare la replica di Bori che si ritiene «insoddisfatto della risposta dell’assessore, che ha preso tutto sul personale. Ma la giunta è composta da più persone e mi sembra strano che in pochi giorni lei abbia verificato che nessuno abbia avuto contatti con queste persone. Le avevamo chiesto una verifica che evidentemente non ha svolto. Volevamo sapere quale impatto potesse avere l’inchiesta sulle opere umbre – conclude il consigliere – ma non ha risposto».

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