Favoritismi a ditte amiche nell’ambito di milionari appalti Anas. Questo viene contestato a Verdini jr, figlio dell’ex senatore, e altri tre fra i quali il narnese Fabio Pileri. Tutti hanno fatto scena muta davanti al Gip in sede di interrogatorio di garanzia. Per i legali un atto dovuto.
Scena muta davanti al Gip Particolarmente duro l’avvocato che difende l’umbro coinvolto nello scandalo come cotitolare della società Inver di Tommaso Verdini, Alessandro De Federicis del Foro di Roma: «Ci siamo un po’ dimenticati tutti – ha detto ai microfoni dei media nazionali – quella che è la presunzione di innocenza. I processi in Italia non si riescono più a fare a piede libero: dopo due anni di indagini, i domiciliari. Contestiamo – ha aggiunto – che la società Inver sia una società creata per fare corruzione. Lo contestano le carte».
Inchiesta appalti Anas Ai domiciliari, insieme al figlio Tommaso sono finite altre quattro persone tra consulenti e imprenditori: il mediatore Fabio Pileri, ex consigliere di Narni, nei primi anni 2000 (socio della Inver) e i costruttori Antonio Samuele Veneziano, Stefano Chicchiani e Angelo Ciccotto. Mentre hanno ricevuto l’interdittiva dal proprio incarico, per un anno, i funzionari pubblici Paolo Venerio e Luca Cedrone. Le carte dell’inchiesta sono state pubblicate dal Corriere della Sera. In un passaggio delle intercettazioni Tommaso Verdini dice: «C’è anche il fatto che con alcuni dirigenti stiamo cercando di fargli fare carriera». La sorella di Tommaso Verdini, la figlia di Denis, è l’attuale compagna del ministro alle Infrastrutture Matteo Salvini. Gli indagati devono rispondere di corruzione, traffico di influenze illecite e turbativa d’asta. Le indagini nascono da intercettazioni su un’altra inchiesta riguardante la gara per i lavori di manutenzione della Orte – Mestre.
