Denis Verdini

Un nuovo scandalo coinvolge i Verdini. L’ex senatore questa volta è in compagnia del figlio Tommaso che risulta agli arresti domiciliari, mentre lui è nuovamente sotto indagine della guardia di Finanza, quando è già in regime di domiciliari per la precedente condanna per bancarotta. Secondo gli inquirenti avrebbero favorito ditte interessate a milionari appalti dell’Anas. Tra questi, la manutenzione delle gallerie in Umbria per importi da 16 milioni di euro.

Gli accusatori li rappresentano protagonisti di una attività di intermediazione, attraverso la società Inver. Chi è loro cliente verrebbe favorito nelle gare d’appalto, ottenendo in anticipo le preziosissime informazioni, per ‘cucire’ l’adesione ai bandi di gara in maniera conforme ai presupposti richiesti. Secondo gli investigatori i Verdini avrebbero ottenuto queste informazioni direttamente da ‘quadri’ dell’Anas, tramite chiavette, che sarebbero state trovate in possesso del figlio Tommaso. Inoltre i Verdini si sarebbero mossi per garantire a chi dall’Anas li aiutava, avanzamenti di carriera.

Oltre alla manutenzione delle gallerie dell’Umbria, gli appalti di pregio riguarderebbero anche la Latina – Roma, la manutenzione della rete infrastrutturale di Veneto, Friuli Venezia Giulia ed Emilia. Ai domiciliari, insieme al figlio Tommaso sono finite altre quattro persone tra consulenti e imprenditori: il mediatore Fabio Pileri, ex consigliere di Narni, nei primi anni 2000 (socio della Inver) e i costruttori Antonio Samuele Veneziano, Stefano Chicchiani e Angelo Ciccotto. Mentre hanno ricevuto l’interdittiva dal proprio incarico, per un anno, i funzionari pubblici Paolo Venerio e Luca Cedrone. Le carte dell’inchiesta sono state pubblicate dal Corriere della Sera. In un passaggio delle intercettazioni Tommaso Verdini dice: «C’è anche il fatto che con alcuni dirigenti stiamo cercando di fargli fare carriera». La sorella di Tommaso Verdini, la figlia di Denis, è l’attuale compagna del ministro alle Infrastrutture Matteo Salvini.

Gli indagati devono rispondere di corruzione, traffico di influenze illecite e turbativa d’asta. Le indagini nascono da intercettazioni su un’altra inchiesta riguardante la gara per i lavori di manutenzione della Orte – Mestre.

Secondo quanto ricostruito dal Fatto Quotidiano «gli interessi degli indagati ruotavano attorno all’aggiudicazione di un appalto da 180 milioni di euro, bandito nel 2022, relativo all’accordo quadriennale per i lavori di realizzazione e risanamento strutturale impiantistico delle gallerie suddivisi in tre lotti». Il gip annota che «nell’ottobre 2021 Fabio Pileri e Tommaso Verdini, grazie alle informazioni e ai documenti riservati ricevuti da Veneri e Cedrone si trovavano nelle condizioni di porre gli imprenditori committenti clienti della Inver in posizione di vantaggio rispetto agli altri potenziali concorrenti delle procedure di gara Anas in attesa di pubblicazione».

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