Una nuova inchiesta scuote l’amministrazione ternana e vede indagato il primo cittadino e presidente della Provincia Stefano Bandecchi, questa volta per un appalto relativo alla messa in sicurezza della strada Bagnorese, affidato dall’ente di Palazzo Bazzani a due ditte. Come rilavato dalla Procura, le due aziende sono riconducibili a Roberto Biagioli, presidente dell’Orvietana prima dell’acquisizione del club da parte di Bandecchi lo scorso maggio. Per gli inquirenti, l’affidamento di quell’appalto sarebbe illecito. Nel pomeriggio di giovedì Bandecchi ha rilasciato alla stampa dichiarazioni dai toni accesi, lasciando intendere che potrebbe abbandonare il progetto legato alla Ternana. Tuttavia l’imprenditore livornese ha anche mostrato i muscoli e attaccato la magistratura senza lasciar trapelare la minima possibilità di dimissioni dai propri ruoli istituzionali. Non hanno dunque perso tempo le opposizioni a reagire.

Le forze del Patto Avanti Terni, in una nota stampa, tornano a sollevare un nodo politico più volte denunciato, ovvero il costante sovrapporsi tra la figura imprenditoriale e il ruolo istituzionale di Bandecchi. «La sensazione – scrivono – è che il confine tra il legittimo esercizio dell’interesse imprenditoriale privato e i compiti e le responsabilità che derivano dalla funzione pubblica sia troppo sottile. Questo perenne sdoppiamento rischia di immobilizzare l’azione amministrativa e di opacizzare l’immagine di Terni». L’opposizione sottolinea che l’obiettivo resta la tutela dei ternani, ricordando che la città «merita una guida che vesta i panni delle istituzioni con rigore e dedizione assoluta, mettendo l’interesse della collettività davanti a qualsiasi altra dinamica. E su questo riteniamo che Bandecchi possa e debba fare un supplemento di riflessione».

Toni ancora più duri arrivano da Patto Avanti Umbria, che denuncia come «la commistione tra interessi privati e fondi pubblici sta diventando il tratto distintivo dell’amministrazione Bandecchi». Poi l’accusa: «Bandecchi è ormai un sindaco azzoppato, costantemente coinvolto in inchieste giudiziarie che ne minano la serenità e l’efficacia amministrativa. Lui è il principale responsabile del fallimento della Ternana, e alla luce di questi fatti, appare ancora più chiaro che l’intervento dell’avvocatura regionale e la successiva sentenza del Tar Umbria in merito al cosiddetto progetto Stadio-clinica è stato un atto di difesa dei beni pubblici e della legalità amministrativa».

Anche il senatore Walter Verini interviene su X, con un attacco diretto: «A Bandecchi rimane una sola cosa da fare: dimettersi. In questi anni ha offeso e umiliato la comunità di Terni. Lo abbiamo denunciato, insieme alle opposizioni a tante forze e tanti cittadini, in Parlamento e nella città. Ora, se ha un minimo di decenza, se ne vada».

C’è anche chi sostiene Bandecchi. Tra questi il suo ex vicesindaco, Riccardo Corridore, che sui social scrive: «Da avvocato e profondo conoscitore di almeno una persona indagata sono pronto a mettere le mani sul fuoco che tutto si chiuderà con un provvedimento che accerterà la totale estraneità a qualunque fatto contestato. La politica non si fa attivando la magistratura. Sono fiducioso nell’operato dei giudici che accerteranno la verità».

Sulla stessa linea anche il consigliere Claudio Batini: «Dichiaro apertamente e senza riserve la mia totale fiducia nell’operato di Stefano Bandecchi. Conosco da vicino la sua trasparenza nell’amministrare la cosa pubblica e conosco il sistema degli appalti e degli affidamenti a Terni abbastanza bene da poter ritenere le attuali procedure legittime e limpide, a differenza delle evidenti forzature che si tenta di gettare addosso ai responsabili politici. Esprimo la mia totale solidarietà anche all’ex presidente Biagioli e a tutti i tecnici e dirigenti della Provincia di Terni coinvolti».

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